CSI Piemonte, più di 100 PA in cloud - FPA

CSI Piemonte, più di 100 PA in cloud

Home PA Digitale CSI Piemonte, più di 100 PA in cloud

L’in-house piemontese ha realizzato la prima piattaforma cloud completamente open source per la pubblica amministrazione

23 Giugno 2020

L

Stefano Lista

responsabile Infrastrutture, CSI Piemonte

Photo by Tanner Boriack on Unsplash - https://unsplash.com/photos/jkuR9QteDGY

Tra le aziende informatiche in house italiane, il CSI Piemonte ha una caratteristica unica e importante: garantisce ai propri clienti un’offerta completa che comprende infrastrutture, reti e servizi digitali. In termini di efficienza significa potare valore all’intera catena ICT.

Altra unicità che ci distingue nel panorama digitale pubblico è il fatto di avere oltre 120 soci molto diversi tra loro per dimensioni, organizzazione ed esigenze: dalla Regione alla Città di Torino, dalle Asl alle Università, fino ai piccoli comuni del territorio. Per questo siamo un vero e proprio ecosistema virtuoso: condividere software e infrastrutture, infatti, fa risparmiare. E lavorando con tante amministrazioni possiamo mettere in comune le soluzioni migliori, scalabili e versatili, garantendo efficienza economica e razionalizzazione.

Questo ad esempio ci ha permesso, all’inizio dell’emergenza sanitaria, di abilitare in poco tempo oltre 8.000 utenti al lavoro da remoto, dando la possibilità a Regione Piemonte e Consiglio regionale, Città Metropolitana e Città di Torino di mettere in smart working i dipendenti e di svolgere riunioni tecniche e istituzionali a distanza attraverso sistemi di videoconferenza. Ma rapidamente la proposta di soluzioni per il lavoro agile è stata estesa a tutti gli enti pubblici, anche di piccole dimensioni come i piccoli comuni del territorio.

Tutto questo è stato possibile grazie a investimenti continui sulle nostre infrastrutture, il cui sviluppo segue le linee nazionali del “Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione”. Oggi mettiamo a disposizione un data center candidato a Polo Strategico Nazionale (PSN) e un cloud certificato da AgID, oltre a una estesa rete di connettività regionale e a una smart data platform per sviluppare applicazioni IoT e big data.

Data center

Uno dei punti previsti dal Piano riguarda proprio la razionalizzazione dei data center pubblici e l’individuazione di infrastrutture con un ruolo strategico, che serviranno tutte le realtà pubbliche italiane. Quello del CSI è stato il primo data center pubblico a ottenere questa qualifica. Situato a Torino, nella nostra sede principale, occupa circa 1.000 mq e comprende 4 grandi sale all’interno di un anello di sicurezza. È un’infrastruttura dalle alte prestazioni, sia tecnologiche sia energetiche.

La sua affidabilità è certificata secondo lo standard TIAR-942 rating 3. Significa che assicuriamo la continuità dei servizi erogati e la possibilità di eseguire qualsiasi tipo di manutenzione senza interruzioni. In caso di eventi disastrosi, il data center secondario, situato a Vercelli, assicura la disponibilità dei dati e dei servizi critici.

Una nuova control room

Inoltre, abbiamo importanti certificazioni per ciò che riguarda la sicurezza informatica (ISO 27001), la continuità operativa (ISO 22301), la gestione dei servizi (ISO 20000), l’efficienza energetica (ISO 50001), tutte considerate fondamentali nella classificazione dei data center. 

Un investimento significativo ci ha permesso di inaugurare a dicembre 2019 la nuova service control room, uno spazio di 350 mq ad accesso controllato, con due aree operative e video wall da 200” per il monitoraggio in tempo reale 24/7 dei servizi che il CSI eroga ogni giorno per i clienti. Vi lavorano 55 tecnici specializzati.

L’operatività del data center è rappresentata da alcuni numeri: gestiamo oltre 5.000 server con una percentuale di virtualizzazione del 94%, garantiamo il funzionamento di circa 2.000 servizi, offriamo fruibilità dei servizi e velocità con 10 gigabit per secondo di banda.

Il data center del CSI si distingue anche per essere “green”. Il tema dell’impatto ambientale dei data center è sempre più attuale e centrale; oltre il 60% dei nostri consumi elettrici proviene da qui, per questo lavoriamo continuamente per aumentarne l’efficienza. Oggi utilizziamo il 100% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Con il passaggio dall’enterprise al cloud, abbiamo adottato macchine di dimensioni più ridotte, meno energivore ma più potenti; siamo intervenuti inoltre sui sistemi di raffreddamento, attraverso il free cooling, che recupera freddo dall’ambiente nei mesi invernali. Il sistema di gestione dell’energia si basa infine su una rete capillare di sensori, che misura e controlla tutti i consumi, permettendo di intervenire dove si rilevano sprechi e inefficienze.

I risultati che abbiamo raggiunto negli ultimi 5 anni sono buoni: pur raddoppiando la potenza di elaborazione, abbiamo migliorato l’efficienza energetica dell’8%, abbassato i consumi elettrici del 20%, e di conseguenza diminuito le emissioni di anidride carbonica di 432 tonnellate, pari a una riduzione della carbon footprint del 20%.

Le amministrazioni che ci hanno affidato i propri sistemi informativi o che in futuro decideranno di farli migrare nel nostro cloud possono quindi contare su un’infrastruttura sicura, tecnologicamente sempre aggiornata, altamente scalabile ed economica.

E oggi stiamo condividendo questo tipo di percorso attraverso la rete dei soci Assinter, l’Associazione delle Società Pubbliche per l’Innovazione Tecnologica, anche con l’idea di federare i data center pubblici.

Altro aspetto fondamentale nella progressiva dismissione dei CED della pubblica amministrazione è il passaggio al cloud. Dal 2018 a oggi il CSI ha raggiunto obiettivi importanti, realizzando la prima piattaforma cloud completamente open source per la pubblica amministrazione piemontese e italiana: la piattaforma Nivola.

Cloud Service Provider

Dal 2019 siamo Cloud Service Provider (CSP) per la PA. Siamo stati il primo operatore pubblico italiano a entrare nel catalogo qualificato dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Puntiamo sulla facilità di utilizzo dei servizi cloud, sulla semplicità e sulla flessibilità: ogni ente, infatti, può creare in autonomia il proprio sistema informativo; i servizi sono facilmente scalabili, veloci da attivare sulla piattaforma grazie alla modalità di self-provisioning, e pay per use.

L’affidabilità di Nivola si basa sulle “availability zones”: i servizi sono distribuiti su data center diversi in zone geografiche distinte, per questo le applicazioni possono sopportare la caduta di una zona o di un intero data center.

Da pochi giorni è a disposizione dei clienti interessati il nuovo sito www.nivolapiemonte.it che, oltre a presentare il catalogo dei servizi cloud offerti, consente di configurarli in base alle proprie necessità e di stimarne il costo per il proprio ente, che sia un piccolo comune, un ente di medie dimensioni come una Asl, una grande amministrazione con servizi critici. Possiamo affiancare i clienti anche in fase di assesment e di progettazione dell’architettura cloud, gestire il cloud in modo completo, offrire formazione e assistenza continua.

Le professionalità che abbiamo formato hanno portato alla creazione in azienda del Centro di Eccellenza Cloud, con un team altamente specializzato e sinergico con il mondo delle imprese e dell’università. Poiché è possibile riusare e integrare su Nivola soluzioni pubbliche e di mercato, abbiamo anche affiancato le imprese ICT del territorio per facilitarne il percorso di qualificazione come operatori SaaS accreditati.

Oggi abbiamo nel nostro cloud più di 100 enti e la sua diffusione aumenta. Dallo scorso anno sono in corso approfondite analisi, insieme all’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, per avviare il passaggio al cloud delle Aziende Sanitarie locali, e proprio in queste settimane parte il progetto regionale coordinato dall’Assessorato alla Ricerca e Innovazione e finanziato con fondi FESR della programmazione europea 2014-2020. Obiettivo: aiutare i piccoli comuni piemontesi a migrare in cloud il proprio sistema informativo, una grande opportunità per una vera “smart PA”.