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Dalla città piena di sensori alla città senziente il passo non è banale. Il 23 ottobre #sce2014

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I sensori sono sicuramente al centro del concetto di SmartCity, ma prima ancora sono protagonisti delle nostre vite e delle nostre giornate. Già oggi ne siamo circondati: da quando ci svegliamo a quando andiamo a letto interagiamo ed utilizziamo decine di apparecchi e strumenti che monitorano l’ambiente in cui viviamo, il flusso dei nostri spostamenti, i luoghi che frequentiamo, i nostri comportamenti, i nostri gusti, i nostri dati biometrici.

10 Ottobre 2014

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Redazione FORUM PA

I sensori sono sicuramente al centro del concetto di SmartCity, ma prima ancora sono protagonisti delle nostre vite e delle nostre giornate. Già oggi ne siamo circondati: da quando ci svegliamo a quando andiamo a letto interagiamo ed utilizziamo decine di apparecchi e strumenti che monitorano l’ambiente in cui viviamo, il flusso dei nostri spostamenti, i luoghi che frequentiamo, i nostri comportamenti, i nostri gusti, i nostri dati biometrici. Dalla “città piena di sensori” alla città senziente (o sentient city) il passo non è affatto banale.

C’è bisogno di valorizzare questa informazione, di facilitarne la raccolta e l’analisi, e si sollecitarne la produzione da parte dei vari soggetti attivi sul territorio. La sentient city, insomma, crea le condizioni infrastrutturali per produrre e gestire le informazioni sul suo funzionamento in ambiti prioritari come la mobilità, le risorse energetiche, la qualità dell’ambiente.

Il 23 ottobre a Smart City Exhibition 2014 Stefano Epifani coordinerà un tavolo di discussione su questi temi, provando ad analizzare la questione da più punti di vista: l’infrastruttura, la tecnologia, la pianificazione urbana, il divario digitale, il ruolo dei cittadini come sensori…

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