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Epayment, Camporeale: “I tre pilastri che rendono il digitale inevitabile”

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Molti non hanno ancora percepito l’ineluttabilità del cambiamento, ma dovranno farlo, perché il nuovo sistema è infinitamente più economico, efficace ed efficiente di quello vecchio. La differenza è come quella di andare da Roma a Milano con un Frecciarossa, a 300 chilometri all’ora, o farlo a piedi. La differenza abissale per le amministrazioni sta nella certezza e automazione della riscossione, nella riduzione dei costi e della standardizzazione dei processi interni

18 Ottobre 2016

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Rita Camporeale, responsabile Ufficio Sistemi e Servizi di Pagamento dell’ABI

Oggi il tema dei pagamenti e degli incassi della Pubblica Amministrazione è certamente un tema forte. Prima di tutto perché dopo anni di lentezza nell’affrontare la modernizzazione nel campo dei rapporti fra cittadino e amministrazione siamo di fronte a un’accelerazione che, finalmente, sembra andare nella direzione giusta. Se fino a 10 anni fa l’amministrazione era ancora in parte vincolata dalla legge a incassare quanto dovuto dai cittadini con pagamenti in contanti a uno sportello, oggi ci siamo avviati su un percorso che permetterà al cittadino, in tempi ritengo ragionevoli, di scegliere qualsiasi PSP (Payment Services Provider o prestatore di servizi di pagamento) e qualsiasi strumento di pagamento per pagare qualsiasi amministrazione: la banca, le Poste o altri prestatori attraverso gli sportelli fisici, ma soprattutto attraverso i sistemi di home banking o di mobile banking, le carte di credito, il pagamento in tabaccheria, le forme di pagamento in rete che vengono utilizzate per effettuare acquisti in e-commerce, eccetera, eccetera.

Una rivoluzione quindi con diversi effetti positivi, non solo per il cittadino, ma anche per il funzionamento delle amministrazioni in generale, ma soprattutto potrebbe innescarsi un sostanziale cambiamento di clima nei rapporti fra cittadino e amministrazione. La vecchia idea di una burocrazia potrebbe lasciare posto a un rapporto più rilassato e moderno. La rivoluzione, naturalmente, è ancora agli inizi. Per questo non è ancora perfettamente percepibile al pubblico. Ma si sta affermando: non è più una questione di se, ma di quando.

Tre driver di cambiamento

Questa rivoluzione è stata resa possibile (e inevitabile) grazie a tre pilastri. Il primo è il pilastro normativo: in meno di un decennio siamo passati da un contesto che favoriva l’uso del contante a uno che invece spinge verso l’utilizzo di strumenti innovativi grazie in particolare all’articolo 5 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale, emanato nel 2006 ma la cui ultima versione è di quest’estate) che sancisce la liceità dei pagamenti digitali in qualsiasi forma da parte e verso la PA.

Il secondo pilastro è quello infrastrutturale: il Nodo dei pagamenti SPC è l’infrastruttura tecnologica pubblica realizzata e gestita dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), il cui utilizzo è obbligatorio per tutte le PA e facoltativo per i gestori di servizi di pubblica utilità e a cui stanno aderendo, direi con molta convinzione, anche i PSP. Attraverso il Nodo un sistema complesso come quello delle amministrazioni è in grado di dialogare con un altro sistema complesso come quello dei PSP. Due universi prima separati sono ora in contatto. In altre parole la norma dell’articolo 5 non si è fermata a fare della “teoria prescrittiva” su quello che era desiderabile che accadesse, ma attraverso l’AgID ha materializzato in tempi piuttosto rapidi lo strumento per realizzare quanto teorizzato.

Infine il pilastro culturale: creata l’automobile e create le strade per farla circolare, quello che resta da fare (ed è quanto sta succedendo) è insegnare a guidare ai conducenti. PagoPA è l’ecosistema di regole, standard e strumenti definiti dall’AgID e accettati dalla PA, dalle banche, dalle Poste ed altri PSP che aderiscono all’iniziativa per poter utilizzare i sistemi (tutti i sistemi) di pagamento digitale assicurando sicurezza, affidabilità, semplicità, flessibilità, trasparenza nei costi e nelle commissioni.

La Pubblica Amministrazione al centro del Salone dei Pagamenti
I temi del mondo della Pubblica Amministrazione saranno analizzati e discussi nel corso del Salone dei Pagamenti, il grande evento gratuito, organizzato da ABIServizi e promosso dall’ABI, che riunisce tutte le innovazioni e le tendenze legate al mondo dei pagamenti (a Milano presso il MiCo dal 9 all’11 novembre). Con 4.000 metri quadrati di area espositiva, 7 sale conferenze, più di 80 sessioni di lavoro, 300 relatori nazionali e internazionali analizzeranno e si confronteranno sui tanti temi chiave della Payvolution: Innovazione & Payments – Carte – E-commerce – Fintech – Start-up – Ricerche e trend – PA e Tesoreria – Educazione finanziaria – Relazione con il cliente – Sicurezza. Elemento distintivo della prima edizione del Salone dei Pagamenti sono i 5 percorsi tematici: 5 strade, strettamente interconnesse, per conoscere, attraverso incontri e dibattiti, l’evoluzione del settore dei pagamenti. La Pubblica Amministrazione costituirà uno dei 5 percorsi del Salone, insieme a Banche, Corporate, Small Business & Partite Iva, Final User & Education. Un’agenda dei lavori intensa e stimolante offrirà molti momenti e spazi di confronto dedicati alla Pubblica Amministrazione. Nella terza giornata dei lavori è prevista una sessione intitolata “Pagamenti da e verso la PA”, con tanti interventi interessanti. Ma nell’intero arco della manifestazione si parlerà anche di: Codice dei contratti, nuovi servizi di pagamento come PagoPA e CBILL, fattura elettronica, identità digitale, pagamento delle imposte, sistema di rilevazione SIOPE+, servizi di tesoreria ecc. Qui l’agenda completa dei lavori.


La risposta da parte delle amministrazioni pubbliche

Mi piacerebbe poter dire che tutte le amministrazioni hanno già aderito a questo sistema. Non è così. Ma stanno aderendo con una velocità crescente, anche se ancora non in maniera massiccia. Perché l’adesione non è immediata e massiccia? Il problema, appunto, è culturale. Molti non hanno ancora percepito l’ineluttabilità della strada segnata. Ma dovranno farlo. Perché sono convinta di questo? Perché il nuovo sistema è infinitamente più economico, efficace ed efficiente di quello vecchio. La differenza è come quella di andare da Roma a Milano con un Frecciarossa, a 300 chilometri all’ora, o farlo a piedi. La differenza abissale per le amministrazioni sta nella certezza e automazione della riscossione, nella riduzione dei costi e della standardizzazione dei processi interni, nella semplificazione e digitalizzazione dei servizi, nella riduzione drastica (si potrebbe quasi dire sparizione) degli errori. Il nuovo sistema comporta nei fatti di passare da una rendicontazione imprecisa e faticosa a una molto più semplice e a prova di errore. La digitalizzazione dei pagamenti, così come costruita da AgID anche con il nostro contributo, ha infatti il merito di permettere una riconciliazione automatica dei pagamenti: l’amministrazione può sempre sapere quali somme sono state effettivamente incassate e da chi (dunque chi ha pagato e chi no), non importa attraverso quale sistema e quale PSP. L’attribuzione di un codice IUV (identificativo di versamento) nel momento dell’emissione dell’avviso di pagamento permette infatti di tracciare e riconciliare qualsiasi pagamento emesso ed effettuato.

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