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Giustizia, assunzioni digitali senza un piano: è rischio flop

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Il rischio che si paventa è che dietro le buoni intenzioni ministeriali e legislative si possa concretizzare un nuovo vulnus nella P.A. e per quella della giustizia in particolare. Così per quanto riguarda i Consiglieri Ausiliari di Corte di Appello il loro utilizzo con il conta goccia e la scarsa retribuzione prevista fa sì, che per metafora, si hanno 400 Ferrari da competizione alle quali l’unico percorso che si fa fare è quello in garage

18 Luglio 2016

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Michele Gorga, avvocato

Il ministro della Giustizia a metà anno 2015 presentò due provvedimenti che avrebbero comportato dei benefici per il pianeta giustizia: il primo era quello dell’avvio della fase operativa del progetto Strasburgo due, ossia dell’azione volta a eliminare dai ruoli delle Corti di Appello e dei Tribunali le giacenze di cause iscritte prima all’anno 2000; la secondo la costituzione dell’ufficio del processo.

Il Governo poi dava per avviato il processo di digitalizzazione del processo civile, che avrebbe dovuto risolvere gli annosi problemi di arretrato del settore della giustizia civile e dei costi di gestione del processo. A distanza di un anno le cose non sono andate nel senso auspicato.

Più volte si è avuto modo, sulla stampa specializzata, di evidenziare che la digitalizzazione non è il toccasana dei problemi del settore giustizia. Infatti, l’azione del progetto Strasburgo 2, presentato con tanta enfasi quant’è speculare le storture che provoca evidenzia che per far funzionare la giustizia occorrono competenze professionali. Si intendeva cioè con questo metodo di trattamento dei processi eliminare dai ruoli delle Corti di Appello delle Repubblica un certo numero di fascicoli dai 7.026 procedimenti iscritti a ruolo fino all’anno 2000, di anzianità superiore a 15 anni, pendenti davanti ai Tribunali ordinari, cioè cause contenziose “classiche” e 37.506 procedure fallimentari pendenti davanti ai Tribunali sempre ultra quindicennali.

Nella sostanza il progetto mira ad eliminare un numero di cause statisticamente insignificanti sul monte dell’arretrato di oltre quattro milioni e cinquecentomila causa pendenti nel complesso. Per realizzare il progetto Strasburgo 2, si è inserita la normativa che obbliga le Corti di appello di introitare a giudizio, con precedenza, le cause che per il corrente anno 2016 devono essere necessariamente quelle precedenti al 2011 compreso, sicché si produce la stortura che per quelle iscritte a ruolo nell’anno corrente 2016 le Corti di appello sono obbligate a rinviarne la discussione al 2020.

Un’aberrazione a dir poco Kafkiana per eliminare poche cause datate se ne produce una massa significativa di nuove.

Per il progetto sono stati poi, di fatto, utilizzati i 400 Consiglieri Ausiliari di Corte di Appello, nuova figura di magistrato prevista nel c.d. decreto “del fare” (Dl 69/2013) convertito nella legge 98/2013, magistrati onorari selezionati con una procedura concorsuale per soli titoli, particolarmente complessa, tra professionisti particolarmente qualificati tra i Magistrati in pensione, Docenti Universitari, Notai, Avvocati Cassazionisti, selezionati dal Consiglio Superiore della Magistratura, sulla base di stringenti e qualificati competenze professionali e morali e ciò al fine di supportare le Corti di appello gravate da un carico di ruolo per gli arretrati divenuto insostenibile.

Con la seconda azione, e cioè quella dell’ufficio del processo, si è inteso utilizzare magistrati Onorari di tribunale (ex G.d.P., GOT, VPO) e i giovani tirocinanti, presso gli uffici giudiziari, e gli stagisti amministrativi, per offrire assistenza qualificata ai magistrati creando modelli organizzativi finalizzati a migliorare la collaborazione lavorativa con il personale amministrativo. Lo scopo, nelle intenzioni ministeriali, è quello di fornire risorse per l’avvio della banca dati della giurisprudenza; sviluppare l’uso dell’innovazione tecnologica per supportare i processi organizzativi e per contribuire a ridurre l’arretrato e i tempi di definizioni delle cause.

Le risorse stanziate ammontano a 8 milioni ed è previsto il contributo di 400 euro mensili per i giovani stagisti e l’utilizzo del personale provenienti dalle Provincie ridimensionate. A questi si dovrebbero affiancare i 1000 amministrativi, se passa l’emendamento proposto in sede di Conversione in legge del decreto legge 30 giugno 2016, n.117. L’emendamento prevede che fermo restando l’espletamento delle procedure di mobilità già avviate ed in corso e al fine di dare compiuta attuazione al programma di digitalizzazione degli uffici giudiziari, nonché per assicurare la piena attuazione al trasferimento delle spese obbligatorie per il funzionamento degli uffici giudiziari, il Ministero della giustizia, per il triennio 2016-2018, è autorizzato ad assumere a tempo indeterminato un contingente massimo di 1.000 unità di personale amministrativo non dirigenziale da inquadrare nei ruoli dell’Amministrazione giudiziaria, mediante lo scorrimento di graduatorie in corso di validità.

Il rischio che si paventa è che dietro le buoni intenzioni ministeriali e legislative si possa concretizzare un nuovo vulnus nella P.A. e per quella della giustizia in particolare. Così per quanto riguarda i Consiglieri Ausiliari di Corte di Appello il loro utilizzo con il conta goccia e la scarsa retribuzione prevista per il loro limitato impiego fa sì, che per metafora, si hanno 400 Ferrari da competizione alle quali l’unico percorso che si fa fare è quello in garage dove vengono continuamente spostate dagli stalli assegnati.

Per i giovani stagisti, risorsa inestimabile di energie pronte e vive, la scarsa retribuzione, di 400 euro giungono a fine tirocinio. Le incapacità organizzative degli uffici giudiziari ne vanifica la forza e ne fiacca il grande spirito che è proprio dei giovani laureati. Così è anche per la mobilità dove si palesa un mondo alla rovescia di “dirigenti” di settori delle amministrazioni provinciale che andranno a dirigere settori della giustizia e dove anche un “commesso” ne sa più di loro. Unico dato positivo potrebbe derivare solo dalle nuove 1000 assunzione degli amministrativi da selezionare attraverso bandi, si spera, rigorosi in merito alle competenze da richiedere.

Per i Consiglieri Ausiliari di Corte di Appello basterebbe incorporarli, con retribuzione corrispondente alla professionalità, nell’amministrazione con contratto professionale di prestazione d’opera, così come per gli stagisti un reclutamento temporaneo di forze altamente professionali per far fronte al dato emergenziale attuale. Non basta la sola tecnologia per la giustizia digitale ma servono anche competenze professionali che già vi sono ma che restano inutilizzate.