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I tre anni del Team digitale: il bilancio di Luca Attias in un incontro con i giornalisti del Gruppo Digital360

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Governance, competenze, cultura digitale, risultati raggiunti nelle piattaforme abilitanti, una prima mappa dell’innovazione dei territori italiani: questi alcuni dei temi affrontati con il Commissario Straordinario Luca Attias e con il Team per la Trasformazione Digitale nel corso di un incontro con i giornalisti del Gruppo Digital360

21 Novembre 2019

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Michela Stentella

Content Manager FPA

Foto di Daniele Rizzo Redazione FPA

Il Team digitale conclude la sua esperienza durata tre anni, prima sotto la guida di Diego Piacentini e nell’ultimo anno con il Commissario straordinario Luca Attias, e si appresta a lasciare progetti e scommesse nelle mani del neonato Dipartimento per la Trasformazione digitale (di cui lo stesso Attias sarà direttore a partire dal 1° gennaio 2020). Prima di ripartire da questa nuova struttura, Luca Attias ha scelto di incontrare i giornalisti del Gruppo Digital360 all’interno del campus Talent Garden Roma Ostiense (sede di FPA e CorCom) per una mattinata di confronto a 360 gradi sugli obiettivi raggiunti e sulle sfide da rilanciare.

Il focus dell’incontro

Governance, competenze, cultura digitale, risultati raggiunti nelle piattaforme abilitanti, una prima mappa dell’innovazione dei territori italiani: questi alcuni dei temi affrontati con Attias e con i suoi colleghi del Team per la Trasformazione Digitale. Senza dimenticare l’iniziativa Repubblica Digitale, lanciata proprio in occasione del FORUM PA 2019, che guarda al digitale come uno spazio di eguaglianza e di sviluppo delle comunità e degli individui.

La governance dell’innovazione

Questi tre anni di commissariamento hanno portato certamente risultati importanti e un grande cambiamento prima di tutto sul fronte della governance: c’è ora un ministro dell’innovazione, un Dipartimento per la trasformazione digitale (struttura di supporto alla Presidenza del Consiglio dei ministri), la newco PagoPA. Sono stati raggiunti quindi gli obiettivi di rinnovamento della governance tracciati nella Relazione di Piacentini sui primi due anni del Team (settembre 2018) e ripresi da Attias.

Pisano: l’innovazione misura strutturale di cambiamento economico per il Paese

In questi tre anni una grande trasformazione è stata quindi avviata, sia dal punto di vista della governance che delle piattaforme abilitanti sviluppate dal Team, e si deve lavorare in continuità con questo impianto, come ha sottolineato il ministro dell’Innovazione Paola Pisano che ha aperto l’incontro tra Team e Gruppo Digital360.

Ci sono però dei passaggi imprescindibili, che sono stati sottolineati proprio dal Ministro nel corso del suo intervento: prima di tutto affermare una visione dell’innovazione come misura strutturale di cambiamento economico per il Paese, poi avere il coraggio di rischiare e di passare dai discorsi sul digitale ai fatti. Per questo servono prima di tutto le competenze, non tanto tecniche quanto manageriali.

“Dobbiamo rivedere i processi in ottica digitale – ha sottolineato il Ministro – e poi superare la logica dei silos ancora molto diffusa all’interno della PA.  per procedere in modo sistemico”. Il Ministro ha posto quindi l’accento sull’importanza del coordinamento tra i diversi Ministeri per aggregare le politiche che stanno procedendo in modo disaggregato e fare, dunque, massa critica; e sul ruolo delle aziende, molte delle quali devono poter valorizzare il proprio potenziale grazie a tecnologie e, di nuovo, competenze adeguate.

Parola d’ordine: “fattibilità”

La parola d’ordine di Luca Attias è stata invece “fattibilità”, una parola ripresa sempre in continuità con Piacentini. “In questo anno – ha sottolineato Attias – ci siamo concentrati su quello che poteva essere fatto con le risorse disponibili, sia economiche che umane.

Per anni si è parlato di ‘imprese impossibili’, non dobbiamo ricadere in questo errore, ricominciando a raccontarci cose che non potranno essere fatte”. Ma per rendere le imprese “possibili” servono risorse, il Team digitale ha lavorato contando solo su 35 persone, che porteranno ora la loro grande esperienze nel Dipartimento per la Trasformazione digitale, assieme a un approccio basato su flessibilità e lavoro per obiettivi.

Ma non si può pensare di continuare a contare su un gruppo così ristretto. “In Uk – ha sottolineato Attias – ci sono 800 persone che lavorano all’Agenda digitale. Anche in Italia si può e si deve fare di più”. Il Dipartimento dovrebbe arrivare a contare almeno su 300 risorse con le migliori competenze reperibili sul mercato.

Quali sono dunque i risultati raggiunti in questi tre anni? Si deve partire prima di tutto dalle tre piattaforme abilitanti, il cui stato attuale è stato illustrato in maniera approfondita dagli esperti del Team presenti all’incontro.  

Il punto sulle piattaforme abilitanti

Partiamo da PagoPA, la piattaforma pubblica di pagamenti che nell’anno 2016 non aveva raggiunto il milione di transazioni, mentre nel 2019 ha già superato i 40 milioni di transazioni. In totale, dal 2015 a oggi, siamo arrivati a oltre 61 milioni di transazioni e si prevede di arrivare a 150 milioni nel 2020.

Le chiavi di volta sono state il miglioramento degli aspetti tecnologici della piattaforma (in ottica di ottimizzazione della user experience) e un’azione volta a spiegare alle amministrazioni i vantaggi dell’adesione a PagoPA. Ancora una volta, la trasformazione digitale non può passare solo dall’adempimento normativo.

Per il futuro sarà fondamentale l’inserimento sul sistema di tipologie di pagamento afferenti all’Agenzia dell’Entrate, tra cui Mav (già online), F24 e Imu e il ruolo delle banche, alle quali si chiede di azzerare le commissioni sugli importi bassi (almeno fino a 10 euro) favorendo così il passaggio dei micropagamenti sul sistema PagoPA (come il pagamento di parcheggi o trasporto pubblico)

Passiamo poi a Spid, il Sistema unico di identità digitale che è stato riconosciuto anche a livello europeo come piattaforma all’avanguardia. Oggi siamo a più di 5 milioni di identità digitali erogate, con un ritmo di circa 200mila nuove identità al mese. L’amministrazione che attualmente ne genera di più è l’INPS. Ora si deve intervenire sui fattori che ancora ne limitano la crescita, per esempio fare in modo che le amministrazioni che hanno già un loro codice di accesso ai servizi (come appunto INPS) investano sull’identità digitale.

Infine, Anpr (l’Anagrafe nazionale della popolazione residente) che oggi conta oltre la metà dei Comuni italiani sulla piattaforma per 35 milioni di cittadini “online”. Il maggior numero di migrazioni si è registrato tra luglio e ottobre scorsi, in concomitanza con l’invio del questionario della Corte dei Conti (a cui ha risposto il 92% dei quasi 9mila enti coinvolti) che invitava le PA a fare il punto sui progetti digitali. A fine 2020 si conta che oltre il 90% dei Comuni avrà concluso la migrazione in Anpr e, a quel punto, si potrà lavorare a un ecosistema di servizi integrati con la piattaforma (e ovviamente con Spid).

La mappa dell’innovazione nei territori italiani

Grazie anche al questionario inviato dalla Corte dei Conti nell’ambito del Protocollo siglato con il Team, si può disegnare una prima mappa dell’Italia dell’innovazione: una mappa a macchia di leopardo, in cui non ci sono enti che eccellono in tutte le dimensioni, ma enti che vanno forte su alcuni aspetti e meno su altri.

Alcuni casi? Firenze, uno dei primi Comuni a implementare Spid per tutte le procedure dell’ente; il Comune di Roma che ha effettuato lo switch off di alcune prestazioni e quello di Bolzano, che eroga il maggior numero di identità digitali in rapporto alla popolazione (merito di un grande lavoro fatto sulla comunicazione del servizio).

Per PagoPA sono state citate Aci (pagamento del bollo); Milano che ha effettuato lo switch off per il pagamento di Tari e multe. Caso particolare Gallarate, che applica uno sconto sulla Tari a chi la paga tramite PagoPA. Per Anpr, primo a fare il passaggio è stato il piccolo comune di Bagnocavallo, tra le città medie Cesena e, per le città più grandi, Milano e Torino.

La Repubblica digitale

Più di 40 enti hanno già aderito a questa iniziativa, che è stata lanciata nell’edizione 2019 di FORUM PA. Altri dieci si aggiungeranno a breve e diversi sono in fase di valutazione della domanda di adesione. Obiettivo della Repubblica digitale è favorire un percorso di inclusione dei cittadini nel corretto utilizzo delle tecnologie e dei servizi digitali.

I temi centrali sono, quindi, la cultura informatica e le competenze digitali come requisiti essenziali per favorire lo sviluppo di una nuova forma di cittadinanza, basata su informazione di qualità, partecipazione alle deliberazioni, interazione civica. In questo percorso è fondamentale la collaborazione tra mondo pubblico e privato che devono investire risorse per combattere ogni forma di analfabetismo digitale.

Attori centrali sono quindi anche la scuola, l’Università e i mezzi di comunicazione. I servizi devono essere accessibili e a misura di cittadino. Solo così il digitale può diventare uno spazio di eguaglianza e di sviluppo delle comunità e degli individui, eliminando ogni ostacolo di ordine sociale, economico, geografico, tecnologico e culturale che può impedire di fatto l’uguaglianza tra i cittadini nell’utilizzo dei servizi pubblici e privati digitali.


Il Ministro Paola Pisano e il Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale Luca Attias saranno protagonisti dell’evento conclusivo di FORUM PA Città 2019 (Roma, 27 Novembre)

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Talent Garden Roma Ostiense, 27 Novembre 2019

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