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La PA che si organizza per diventare digitale

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Definire meccanismi efficienti per la gestione dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione è una priorità assoluta, e diventa indispensabile capire come e su quali attività attuare interventi di digitalizzazione, anche con soluzioni che generano economie di scala, ad esempio introducendo forme di collaborazione tra Enti o forme di gestione associata delle funzioni

11 Maggio 2016

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Michele Benedetti, Politecnico di Milano

Definire meccanismi efficienti per la gestione dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione è una priorità assoluta dal momento che la lentezza e la complicazione della macchina burocratica è additata non solo da cittadini e imprese, ma anche da organismi internazionali, come una delle cause della ridotta competitività del sistema Paese.

L’eGovernment contribuisce perseguendo due obiettivi: migliorare i servizi all’utenza attraverso l’utilizzo appropriato delle tecnologie ICT e generare risparmi per la Pubblica Amministrazione. Le ricerche dell’Osservatorio eGovernment del Politecnico di Milano rilevano però come, accanto a questi importanti benefici, siano presenti rischi: la mancata preventiva analisi delle corrette modalità di introduzione delle tecnologie all’interno dei processi organizzativi può portare a un aggravio dei costi di gestione dei servizi piuttosto che a un risparmio. In questo senso è esplicativo il caso della gestione delle sanzioni amministrative per infrazioni al codice della strada.

Per i Comuni che notificano meno di 1.000 contravvenzioni l’anno (solitamente di dimensione inferiore ai 5.000 abitanti), i costi da sostenere per la digitalizzazione completa non sembrano essere compensati dai benefici potenzialmente da questa generabili. Nel caso del SUAP, invece, emerge curiosamente che in numerose realtà, all’aumentare del livello di digitalizzazione delle attività aumenta anche il tempo dedicato dagli operatori alla gestione delle pratiche.

Ecco quindi che diventa indispensabile capire su quali attività attuare interventi di digitalizzazione e studiare come attuarli perché non aumentino l’onerosità dei processi, oppure trovare soluzioni per generare economie di scala, ad esempio introducendo forme di collaborazione tra Enti o forme di gestione associata delle funzioni.

Con riferimento a questo ultimo aspetto, complice l’attuazione della legge Delrio e sull’onda della Spending Review, i Comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni, sono sempre più sollecitati ad approntare forme associative finalizzate alla gestione delle funzioni e dei servizi comunali.

Dalla ricerca 2015 dell’Osservatorio eGovernment realizzata su un campione di 53 Gestioni Associate (GA), per un totale di 112 funzioni gestite in modalità associata, emerge che due rispondenti su tre riconoscono che la GA ha aumentato la capacità di avviare un percorso di innovazione, consentendo l’accesso a competenze maggiormente qualificate e quindi dando la possibilità di partecipare a un numero maggiore di progetti di innovazione organizzativa e tecnologica; per un rispondente su due la GA ha consentito di aumentare la disponibilità economica e quindi la possibilità di effettuare investimenti. Inoltre, in due casi su tre la collaborazione inter-comunale ha portato a un aumento dell’efficienza delle procedure riducendo i costi di gestione del processo e i tempi di lavorazione, e a una maggiore efficacia in termini di qualità e di livello di servizio, riducendone i tempi di erogazione. Non ci si sorprende quindi se la principale spinta alla nascita a forme di cooperazione inter-comunale sia la ricerca di una maggiore efficacia, e quindi di migliorare il servizio offerto a cittadini e imprese (prioritario per il 74% dei rispondenti) e per generare efficienza, riducendo i costi sostenuti dai singoli Enti (prioritario per il 60% dei rispondenti). Solo il 38% dei rispondenti indica di aver intrapreso un percorso di gestione associata dei servizi per rispondere a specifici dettami normativi, evidenza del fatto che gli Enti riconoscono nella collaborazione un’opportunità più che un onere.

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