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Manghi (CISCO): Digitaliani, da dove riparte il progetto per la digitalizzazione del Paese

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Nel 2016 Cisco Italia ha avviato “Digitaliani”, un percorso e un piano di investimenti per accelerare la digitalizzazione nel nostro Paese. A tre anni dall’avvio di questo percorso facciamo un primo bilancio insieme a Gianmatteo Manghi, Direttore Commerciale di Cisco Italia

14 Febbraio 2019

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Redazione FPA

Nel 2016 Cisco Italia ha avviato “Digitaliani”, un percorso e un piano di investimenti per accelerare la digitalizzazione nel nostro Paese. A tre anni dall’avvio di questo percorso – che dovrebbe concludersi proprio nel 2019, ma per il quale già si parla di una seconda fase – facciamo un primo bilancio insieme a Gianmatteo Manghi, Direttore Commerciale di Cisco Italia, che ci racconta i tre pilastri del progetto: innovazione, formazione, industria digitale (un’applicazione molto specifica delle tecnologie innovative, che permette di trasformare l’attività delle imprese e della PA e il modo in cui questa si relaziona con i privati).

Ecco i principali risultati, sintetizzati nel video che vi proponiamo.

Innovazione. Manghi: “Abbiamo incontrato 120 startup, stiamo lavorando con 25 di loro e tramite Invitalia Ventures abbiamo investito 5 milioni per sostenere il loro business plan. Abbiamo poi cercato di mettere insieme i diversi attori che possono creare valore e consentire l’innovazione nel nostro Paese: grandi aziende che hanno bisogno di innovazione anche proveniente dall’esterno (le start up appunto), quelle che, come noi, fanno tecnologia innovativa e infine i partner che possono sviluppare software, soluzioni o servizi complementari”.

Formazione. Manghi: “Dovevamo formare 100mila studenti in tre anni, ne abbiamo formati 180mila attraverso la rete delle Cisco Networking Academy (340 in tutta Italia) con l’obiettivo di indirizzare il gap di competenze digitali, rivolgendoci sia a studenti delle scuole superiori che a persone già inserite nel mondo del lavoro e che hanno bisogno di convertire le loro competenze per diventare di nuovo produttivi (una sorta di economia circolare applicata alla formazione delle persone)”.

Industria digitale. Manghi “Abbiamo lavorato molto con le aziende che si occupano di manifatturiero. L’Italia è la seconda economia manifatturiera d’Europa dopo la Germania, ha una bilancia commerciale in positivo nel settore e abbiamo collaborato con importanti aziende per digitalizzare i loro processi produttivi e aumentare l’efficienza e la qualità del prodotto”.

Infine, il lavoro sui territori. Manghi: “Abbiamo firmato molti protocolli d’intesa con enti locali all’interno del progetto Digitaliani. Cito qualche esempio. Con Genova (e Regione Liguria) e con Perugia abbiamo lavorato nell’ambito della virtualizzazione dei servizi al cittadino, quindi predisponendo sportelli virtuali con un sistema di telepresenza che consente di ricevere il servizio da remoto senza recarsi presso l’ufficio comunale. Quindi remotizzare, virtualizzare i servizi al cittadino, renderli più efficienti e prenotabili anche online. Con Palermo, invece, abbiamo lavorato per favorire lo sviluppo di soluzioni innovative che riguardino la valorizzazione della città. Abbiamo quindi fatto un investimento per la copertura wi-fi dell’area chiamata “Percorso normanno”, mettendo a disposizione di startup e società locali una piattaforma tecnologica per sviluppare servizi a turisti e cittadini, a patto che queste soluzioni siano originali, innovative e che abbiano una sostenibilità (generino dei ricavi). A Milano, infine, stiamo lavorando sul tema della sicurezza e abbiamo fatto un accordo che si chiama “Safer Milan”. Vogliamo creare un SOC (Security Operation Center) e utilizzare tecnologie molto innovative per la protezione dei dati delle persone e del patrimonio (pubblico e privato). Insomma, un progetto di sicurezza intesa in senso integrato”.

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