Pagamenti elettronici nella PA, ecco cosa sta cambiando e come funziona PagoPA

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La PA gioca un ruolo centrale nella diffusione dei pagamenti digitali, a beneficio della qualità dei servizi, della qualità della vita dei cittadini e dei costi per la collettività. In questo periodo di emergenza, è aumentata la consapevolezza dell’importanza dei servizi digitali e delle transazioni online. Una riflessione sullo stato dell’arte e sulla diffusione di PagoPA, in vista di FORUM PA 2020

14 Maggio 2020

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Redazione FPA

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Gli italiani, come noto, sono abbastanza affezionati all’uso del contante per il pagamento delle proprie transazioni. Questa consolidata abitudine, oltre a essere uno spreco di tempo per i cittadini, costa al sistema Paese oltre 10 miliardi di euro l’anno, ovvero più di mezzo punto di PIL l’anno. In effetti i pagamenti in contanti implicano dei costi di gestione elevati come lo spostamento dei bancali delle banconote, la sicurezza del cassiere e degli operatori, le assicurazioni, i sistemi antifalsificazione. Costi che spesso sono occulti, perché “inclusi” nel prezzo del prodotto o del tributo pagato dai consumatori/cittadini.

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Questo stato di cose, però sta lentamente cambiando: secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano nel 2019 i pagamenti con carta in Italia hanno toccato quota 270 miliardi di euro, con una crescita annua del +11%. L’utilizzo è legato sempre più ad acquisti quotidiani come dimostrano la crescita delle transazioni pro capite (83 nel 2019 rispetto alle 71 dell’anno precedente, +17%) e il calo del valore medio di ogni transazione, intorno ai 53,7 euro (circa 3 euro in meno rispetto al 2018).

La novità di PagoPA

L’aspetto forse più radicalmente innovativo degli ultimi anni, però, è soprattutto rappresentato dalla diffusione crescente anche nell’ambito sinora rimasto più refrattario, vale a dire la Pubblica amministrazione. Sino a qualche tempo fa, infatti, i pagamenti nei confronti della PA avvenivano solamente attraverso i contanti, a causa del limitato numero di POS negli sportelli pubblici. Il caso tipico era recarsi all’Agenzia delle Entrate o alle Poste, per poi pagare in contanti o con un bollettino. La svolta è avvenuta a partire dal 2017, con l’introduzione da parte dell’AGID di PagoPA: si tratta di una speciale piattaforma che permette di eseguire pagamenti verso la Pubblica Amministrazione in modalità standardizzata, direttamente sul sito o sull’app dell’Ente (il Comune, ad esempio) o attraverso i canali (online e fisici) di banche e altri Prestatori di Servizi di Pagamento.

Come funziona la piattaforma PagoPA

Più nel dettaglio, i cittadini possono effettuare pagamenti elettronici verso le pubbliche amministrazioni (Comuni, ASL, scuole o Regioni) in modo sicuro, affidabile e trasparente, per esempio avendo certezza dei costi di commissione e chiarezza degli importi. Non solo: i cittadini utenti hanno la possibilità di scegliere il canale di pagamento preferito (sito della PA, sportelli fisici, home banking, smartphone o tablet) e possono sempre pagare online con carte di pagamento (carte di credito, debito o prepagate).

Un altro punto di forza della piattaforma è che su PagoPA il cittadino può scegliere di pagare attraverso qualsiasi intermediario abilitato. Più precisamente, tutti gli intermediari che sono in grado di gestire un pagamento da un privato alla Pubblica Amministrazione possono essere ammessi tra le opzioni di PagoPA. L’obiettivo di questa impostazione è innanzitutto quello di aumentare la scelta per il cittadino e di creare concorrenza, anche sulle commissioni. Questo perché nell’interfaccia di PagoPA, quando occorre scegliere con quale canale si vuole pagare, sono indicati chiaramente e senza sorprese i costi di commissione che ogni intermediario propone.

Da un punto di vista tecnologico, dietro il funzionamento di PagoPA c’è una piattaforma denominata Nodo dei pagamenti, che rende possibile la gestione dell’intero ciclo di vita dei pagamenti effettuati dai cittadini verso le amministrazioni. Tra gli ulteriori elementi innovativi che caratterizzano i processi del sistema PagoPA, oltre alla garanzia di univocità di pagamento grazie al Codice Avviso di pagamento, contenente l’Identificativo Unico di Versamento (IUV), è la ricevuta telematica (RT) che costituisce la prova dell’avvenuto pagamento.

La crescita di PagoPA

Al momento in cui scriviamo, maggio 2020, hanno aderito al Sistema Pago PA oltre 18.000 enti pubblici, ovvero quasi l’80% di quelli censiti in Italia. Di queste, circa 15.660 possono essere considerate attive e operative. Più ridotto, purtroppo, è il numero di enti che hanno avuto almeno un pagamento andato a buon fine con Pago PA: si tratta di circa 4.500 enti al 31 dicembre 2019, ovvero circa il 29% degli enti attivi. Sorprendente è, invece, il numero di soggetti privati (banche, Poste, istituti di pagamento) che forniscono servizi di pagamento all’interno di PagoPA: il target dell’Agid per il 2020 era di 90 soggetti, oggi siamo già a quota 376. A partire da ottobre 2015 sono così state conteggiate sulla piattaforma oltre 70 milioni di transazioni, rendendo così non improbabile il raggiungimento del target di 150 milioni di transazioni.

Appuntamento il 9 luglio a FORUM PA 2020

Della diffusione capillare dei pagamenti digitali nella Pubblica amministrazione si parlerà il prossimo 9 luglio in occasione di un evento on line organizzato nell’ambito di FORUM PA 2020 e coordinato da Mauro Bellini, Direttore pagamentidigitali.it e blockchain4innovation e da Eleonora Bove, Content Manager Area Content Development – FPA. Interverrà, tra gli altri, Giuseppe Virgone, Amministratore Unico di PagoPA. Qui tutti gli aggiornamenti sul programma. A breve, saranno aperte le iscrizioni.

Guarda anche l’intervista di Gianni Dominici a Giuseppe Virgone

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