PCT, Carollo: "Ancora troppa carta e poca chiarezza" - FPA

PCT, Carollo: “Ancora troppa carta e poca chiarezza”

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Purtroppo oggi a distanza di due anni dall’effettivo avvio del PCT,
questo non può dirsi perfetto “dal punto di vista dell’avvocato”, perché è
telematico solo in parte. Molti adempimenti infatti risultano essere ancora
cartacei, penso alle notifiche mezzo ufficiale giudiziario, alla formula
esecutiva e il passaggio in giudicato della sentenza

23 Maggio 2016

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Valentina Carollo, avvocato

L’informatica applicata al processo civile dovrebbe aiutare i professionisti della giustizia nella gestione delle pratiche, nella loro consultazione e, infine, nella risoluzione delle controversie. D’altronde cosa è il processo civile se non, da un punto di vista dinamico, un susseguirsi di atti? Purtroppo oggi a distanza di due anni dall’effettivo avvio del PCT, questo non può dirsi perfetto “dal punto di vista dell’avvocato”, perché è telematico solo in parte. Molti adempimenti infatti risultano essere ancora cartacei, penso alle notifiche mezzo ufficiale giudiziario, alla formula esecutiva e il passaggio in giudicato della sentenza. L’iscrizione a ruolo telematica è facoltativa, ma questo come si concilia con un fascicolo interamente informatizzato?

Sarebbe utile un’ulteriore disposizione ministeriale dall’effetto immediato, non solo nuove norme: indicazioni che rimettano sul binario telematico le numerose circolari che si sono susseguite nel corso degli anni e che ci hanno riportato al cartaceo. Ben venga scegliere di seguire passo dopo passo questo passaggio storico per la giustizia civile italiana, una transizione che è soprattutto culturale, ma ora è tempo di chiudere il cerchio. Perché il rischio dietro l’angolo c’è: sta nella duplicazione di adempimenti e documenti e nel fatto che la tecnologia si trasformi in un intralcio o addirittura in fonte di inammissibilità. Porto agli estremi la libertà delle forme e il principio di raggiungimento dello scopo riconosciuti dal Titolo VI del Libro I del Codice di procedura civile, ma è per affermare che dobbiamo favorire interpretazioni giurisprudenziali a favore del telematico.