PEC e obblighi di pubblicazione. Una rilevazione dell’associazione Cittadini di internet

Home PA Digitale Gestione Documentale PEC e obblighi di pubblicazione. Una rilevazione dell’associazione Cittadini di internet

Quante sono le amministrazioni in regola con gli obblighi di pubblicazione dell’indirizzo di Posta Elettronica Certificata sul proprio sito web (secondo quanto prescritto dalla legge 69/2009)? Secondo l’associazione cittadini di internet molto poche…

20 Gennaio 2010

D

Tommaso Del Lungo

Articolo FPA

Quante sono le amministrazioni in regola con gli obblighi di pubblicazione dell’indirizzo di Posta Elettronica Certificata sul proprio sito web (secondo quanto prescritto dalla legge 69/2009)? Secondo l’associazione cittadini di internet molto poche…

In una nota di venerdì scorso 15 gennaio 2010 l’associazione Cittadini di internet ha comunicato i risultati di una rilevazione sul rispetto della legge 69/2009 sugli obblighi relativi alla Posta Elettronica Certificata da parte degli enti pubblici. Stando a quanto riporta l’associazione i risultati su un campione di oltre 1500 siti web analizzati, sarebbero disastrosi.
L’articolo 34 della legge 69/09 prescrive, infatti, l’obbligo per tutte le amministrazioni dotate di un proprio sito web di:

1)      pubblicare, entro il 30 giugno 2009, nella pagina iniziale l’indirizzo di Posta Elettronica Certificata a cui il cittadino possa rivolgersi.

2)      Pubblicare, entro il 31 dicembre 2009, il registro dei processi automatizzati per consentire al cittadino di monitorare a distanza l’iter della propria pratica.

“Di tutti siti web presi in considerazione – ha scritto Massimo Penco, Presidente dell’associazione – solo 27 sono in regola con la prima parte dell’articolo di legge e nessuno con la seconda parte”.
Del campione fanno parte 38 siti di Ministeri, nessuno dei quali è stato trovato in regola alla scadenza dei termini di legge, e lo stesso vale per i siti delle 83 prefetture e per altri 500 siti circa di comuni, province, asl e enti previdenziali.

Il sito dell’associazione mette a disposizione i dati raccolti, attraverso un database on line consultabile per chiavi di ricerca. Andando a visitare i siti “accusati” di non essere in regola, tuttavia si nota che alcuni di essi (compreso quello del Ministro Brunetta), allo stato attuale, hanno pubblicato bene in vista sul proprio portale la propria casella di posta elettronica certificata o il link diretto alla pagina su cui trovarla.

Del resto, come evidenzia bene la pagina dell’iniziativa dell’Associazione Cittadini di internet, questa rilevazione non ha l’obiettivo di essere una “gogna” mediatica per le amministrazioni inadempienti, bensì un incitamento, alle amministrazioni più lente, per mettersi in regola. E’ ancora una volta il concetto virtuoso di Trasparenza: usata non con scopo denigratorio, ma come spinta a migliorare avendo come elemento di riferimento la soddisfazione del cittadino utente.
Speriamo che abbia effetto.

Per consultare i risultati della rilevazione dell’Associazione Cittadini di internet clicca qui.