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Per la Commissione Europea la banda larga non sarà un servizio universale

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Troppe difficoltà per far inserire la banda larga tra i servizi universali che occorre fornire a tutti I cittadini. Così la Commissione Europea ha fatto sapere che non verranno fissati standard minimi di connessione a banda larga, almeno non nel breve periodo.

24 Novembre 2011

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Redazione FORUM PA

Articolo FPA

Troppe difficoltà per far inserire la banda larga tra i servizi universali che occorre fornire a tutti I cittadini. Così la Commissione Europea ha fatto sapere che non verranno fissati standard minimi di connessione a banda larga, almeno non nel breve periodo.

La Commissione europea ha annunciato ieri 23 novembre che – allo stato attuale – non c’è la necessità di cambiare il concetto di base, i principi e la portata delle norme europee sul servizio universale per includere i servizi di telefonia mobile e le connessioni a banda larga a livello Ue.

In particolare Neelie Kroes, commissario per l’Agenda digitale ha dichiarato: "Voglio garantire che le regole del servizio universale portino reali benefici all’economia digitale e, allo stesso tempo, evitare l’imposizione di un onere sproporzionato per il settore o un’indebita distorsione del mercato". 

Date le fasi molto diverse di sviluppo delle reti di telecomunicazioni nei singoli Stati membri, infatti, i costi per l’industria e l’impatto sui prezzi al consumo che deriverebbero da una simile decisione sarebbero a carico degli Stati membri con i livelli di reddito e di copertura a banda larga più bassi. D’altro canto già oggi, i consumatori beneficiano di un accesso diffuso e a prezzi accessibili ai servizi di comunicazione mobile e, dunque, per la Commissione non c’è rischio di esclusione sociale.

Ovviamente questa decisione non impedirà ad alcune nazioni, come la Finlandia, Malta e la Spagna, di considerare la banda larga come servizio universale.

La nota diffusa dalla Commissione spiega che gli obblighi di servizio universale vennero introdotti alla fine degli anni ’90 contestualmente alla liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni con l’obiettivo di prevenire l’esclusione sociale, garantendo a tutti gli europei, in particolare alle popolazioni di zone rurali o alla fasce a basso reddito, un accesso a prezzi contenuti alle reti telefoniche pubbliche e a servizi fondamentali.  

 

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