Perché gli animatori digitali delle scuole devono “fare rete” - FPA

Perché gli animatori digitali delle scuole devono “fare rete”

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La Regione Umbria ha avviato con gli animatori digitali delle scuole l’attuazione di un programma biennale per lo sviluppo della cultura e delle competenze digitali attraverso l’incentivazione di progetti openness. Per la costruzione di una rete indispensabile per lo sviluppo di una cultura digitale condivisa

14 Aprile 2016

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Giovanni Gentili, responsabile progetto Agenda digitale dell’Umbria, Regione Umbria

La Regione Umbria ha avviato con gli animatori digitali delle scuole l’attuazione di un Programma biennale per lo sviluppo della cultura e delle competenze digitali attraverso l’incentivazione di progetti openness, sotto il coordinamento del CCOS (Centro di Competenza per l’Openness) istituito dalla Regione Umbria – ai sensi della l.r. n.11/2006 – per lo studio, la promozione e la diffusione di prassi e tecnologie sui temi open source, open data ed open gov, conformemente agli standard aperti internazionali.

Le azioni sull’openness sono considerate dall’Agenda digitale dell’Umbria un veicolo essenziale per la crescita sia delle competenze digitali specialistiche che della cultura digitale in generale (compreso l’e-leadership).

La Regione Umbria ha colto la grande opportunità offerta dal “Piano Nazionale Scuola Digitale” (PNSD) – presentato dal MIUR ed accompagnato da finanziamenti nazionali – per proporre iniziative sinergiche al PNSD sia con azioni di supporto, sia con ulteriori risorse economiche regionali.

La prima di queste iniziative riguarda la costituzione della Rete degli animatori digitali dell’Umbria: con questa iniziativa la Regione Umbria intende costruire una comunità degli “animatori digitali” delle scuole dell’Umbria, finanziando attività da co-progettare con gli animatori stessi (e con i team per l’innovazione) ed implementare strumenti di supporto degli stessi, a partire da un “repository” condiviso delle “buone pratiche” a livello territoriale (la regione ha già puntato su GitHub per i processi di riuso nelle PA).

Lo sviluppo della rete e del ruolo dell’animatore digitale (declinato nelle priorità locali umbre) sarà attuato tramite interventi non di natura formativa (già previsti dal MIUR) ma di carattere operativo/collaborativo, anche stimolando incontri locali e lo scambio di pratiche, per arrivare a costruire una stabile comunità professionale (e territoriale) degli animatori digitali e dei componenti dei team per l’innovazione.

Per avere un effetto strutturale sull’innovazione didattica nelle scuole è infatti necessario coordinare sul territorio gli sforzi e massimizzare gli effetti delle varie azioni del PNSD, del PON Scuola e dei POR regionali. Il ruolo degli animatori diventa cruciale, e da questi, se riusciranno a fare rete, l’azione potrà anche allargarsi al coinvolgimento di “animatori digitali” in ogni ambiente in cui è necessario agire con le missioni dell’Agenda digitale dell’Umbria: biblioteche, luoghi della cultura, associazioni, imprese, ecc.

L’Umbria è la prima regione ad attivare una azione strutturata a favore della comunità degli animatori digitali, nell’ottica di sostenere un cambiamento che parte dalla scuola e, attraverso la scuola, arriva anche al territorio. Gli animatori digitali, in squadra con i Dirigenti Scolastici ed i DSGA, possono essere i primi attivatori di un processo di innovazione fondamentale che vada ben oltre le mura della scuola stessa.

Il progetto è partito con una giornata di lavoro che si svolta a Villa Umbra (Perugia) l’8 aprile 2016, con la partecipazione degli animatori digitali delle scuole umbre di ogni ordine e grado. Hanno partecipato in presenza l’80% di tutti gli animatori digitali e il 50% dei dirigenti scolastici. La mattina hanno lavorato divisi in 8 focus group gli animatori digitali che hanno dovuto: definire il proprio ruolo, proporre le esigenze formative inerenti al ruolo, proporre progetti per costruire la rete degli animatori digitali e individuare criticità ed esigenze di supporto. Il report di sintesi (in corso di elaborazione) rappresenta la base per i contenuti operativi dei prossimi passi del progetto.

L’animatore digitale dovrà sicuramente svolgere un doppio ruolo fondamentale:

  • project manager: elaborare una visione del cambiamento strutturale della scuola tramite le tecnologie in collaborazione con il dirigente scolastico ed in connessione al PTOF, gestire i progetti (ovvero coordinare l’attuazione delle attività attingendo a competenze, capacità, dei colleghi docenti, della rete, degli esperti esterni), stimolare la collaborazione, effettuare il monitoraggio. Senza gestire progetti con metodologie efficaci, diviene “inutile” catturare finanziamenti nei bandi;
  • focal point: fare da tramite da e verso la comunità professionale territoriale, identificando ed alimentando buone pratiche ed opportunità. Stimolare l’apertura (openness) e la collaborazione piena ed aperta con le altre scuole e con i soggetti del territorio. La collaborazione non è un fattore “accessorio” ma necessario, anche se a volte trova limiti per via della “competizione per bandi”. Ma senza attingere alle esternalità di rete, l’animatore digitale che agisca isolato, per quanto competente, si troverebbe a fare uno sforzo molto superiore e ad avere risultati molto inferiori. Sicuramente senza impatto strutturale.

Nel pomeriggio anche i dirigenti scolastici sono stati divisi in 8 focus group da cui è emersa la necessità di consolidare il loro ruolo di manager della scuola: i dirigenti devono avere pienamente gli strumenti dell’autonomia che gli permettano di rimuovere gli ostacoli sul cammino degli animatori digitali e del team per l’innovazione (ad esempio rispetto all’organico potenziato). Inoltre, i dirigenti hanno evidenziato la necessità che nel progetto si punti a “specializzare” le figure degli animatori digitali, non come tuttologi ma come figure che lavorano in piccoli gruppi territoriali (che nel loro insieme riescano a coprire tutte le vaste tematiche del PNSD) facendo della comunità regionale una sorta di “rete di reti più piccole” formate tra istituti vicini.

La costruzione della rete continuerà con dei focus group che saranno svolti a livello territoriale entro maggio. Definiti gli interventi per la costituzione della rete (tra cui il repository), da settembre la seconda iniziativa regionale riguarderà progetti degli animatori digitali dell’Umbria e la messa a sistema di esperienze sull’openness, attraverso il finanziamento di progetti definiti dagli “animatori digitali” delle scuole umbre, che, in particolare, dovranno sviluppare tali progetti in sinergia con quanto loro stessi pianificano con il budget messo loro a disposizione dal ministero nel PNSD e nel PON Scuola.