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Perché una rete telematica mediterranea per la medicina

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I sistemi tecnologici basati sull’ICT permettono un avanzamento nei settori che si occupano di salute dei cittadini e creano ricadute a livello di impresa per il trasferimento tecnologico sui mercati di prodotti e servizi nuovi che possono dare impulso a nuove attività economiche basate sull’e-health e la telemedicina. E l’area mediterranea gioca un ruolo strategico

14 Maggio 2016

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Francesco Sicurello, presidente Istituto Internazionale di Tele-Medicina/@ITIM, Associazione Italiana di Informatica Medica e Telemedicina

La crisi sociale, economica e politica in molti paesi del mediterraneo sta da alcuni anni sconvolgendo le relazioni, la cooperazione e lo stesso sviluppo di molti paesi europei, dell’Asia minore e dell’Africa del nord dovuto anche all’incessante flusso di migranti con il loro carico umano e di aspetti socio-sanitari.

L’emergenza immigrati è sempre più un fatto strutturale, almeno per molti anni a venire, che deve essere ben governata ed allo scopo le tecnologie ICT(Information and Communication Technology) possono dare un grosso contributo sia per la prevenzione ed il controllo di problemi clinici sia per quanto concerne una corretta e sicura identificazione delle persone. In tal senso l’ICT in sanità (sanità elettronica o e-Health) ed i sistemi e servizi di telemedicina, se ben utilizzati, possono avere un ruolo molto importante per rispondere ad una serie di esigenze nuove dell’assistenza sanitaria, tra cui:

  • condivisione tra operatori ed anche con i pazienti di dati, informazioni e conoscenze mediche;
  • riduzione dei costi e razionalizzazione dei servizi sanitari;
  • internazionalizzazione della Sanità, vista anche come mercato a causa della globalizzazione dell’economia e della mobilità delle persone;
  • invecchiamento della popolazione con una forte richiesta di cure e riabilitazioni continue;
  • interventi in caso di emergenza-urgenza sanitaria (incidenti, catastrofi naturali, situazioni di guerra, migrazioni incontrollate, etc.).

Da circa 20 anni nel campo specifico dell’e-Health e della Telemedicina sono in atto iniziative e progetti tra le due sponde del mediterraneo, grazie anche allo stimolo e supporto iniziali del Ministero degli Affari Esteri italiano, che all’uopo aveva costituito una speciale Task Force. L’obiettivo e lo sforzo erano e sono quelli di realizzare una rete telematica mediterranea per la medicina, a supporto di interventi sanitari per le popolazioni (circa mezzo miliardo di persone) ed in grado di funzionare come piattaforma virtuale per attività di pratica clinica, monitoraggio, formazione e ricerca biomedica, che potesse collegare diverse strutture sanitarie impegnate nella cura di malattie acute, croniche ed endemiche ovviando anche alle forti carenze strutturali nella sanità di molti paesi euro-mediterranei.

Questo Network Mediterraneo denominato allora Intr@MED (una vera e propria intranet VPN per la Medicina) ed ora e-MedMed può concorrere a superare il cosiddetto “digital divide”, ovvero quel gap tecnologico in campo informatico ed informativo che forse nella sanità più che in altri settori penalizza e frena lo sviluppo di molti paesi in via di sviluppo e non. Infatti la diffusione di sistemi telematici in medicina facilita la connessione di strutture sanitarie periferiche con centri ospedalieri e clinici anche di eccellenza. In questo modo si può creare un circuito virtuoso e far sì che si possa accedere più facilmente e rapidamente alle informazioni cliniche ed epidemiologiche e alla conoscenza medica da parte di tutti gli operatori sanitari (medici, infermieri, amministratori, tecnici, ricercatori, ecc.).

Intr@MED, come sistema tecnologico, è un insieme di piattaforme info-telematiche che sfrutta metodologie avanzate nel campo dell’ICT (es. Grid e Cloud computing, Ontologie informatiche, data mining, neural networks, sensoristica e biodevices, Internet delle Cose o IoT, ecc.). Essa permette inoltre la creazione e l’accesso a banche dati clinici e gnomici e registri epidemiologici e la loro elaborazione e analisi statistica (Big data a data Analytics) oltre alla consultazione di protocolli diagnostico/terapeutici e di linee guida in medicina, al teleconsulto a scopo preventivo o di 2nd opinion, ecc.

Con una tale rete si possono accelerare attività di consulto, diagnosi e monitoraggio clinico a distanza dei pazienti per molte patologie come quelle cardiologiche, oncologiche, neurologiche e oculari, diabete, malattie respiratorie, infettive, ecc.

Intr@MED consente inoltre di effettuare formazione ed addestramento professionale anche a distanza (e-learning) di medici, infermieri, tecnici di laboratorio, di radiologia, e così via. In senso più generale, il network euro-mediterranea Intr@MED permetterebbe di:

  • estendere i servizi di telediagnosi e teleconsulto tra strutture ospedaliere;
  • coordinare politiche e metodi di cura per patologie rilevanti;
  • organizzare gruppi di sorveglianza sanitaria in regime normale ancor più in emergenza;
  • incoraggiare la cooperazione tra specialisti in medicina e la partecipazione a programmi di formazione;
  • migliorare i processi di cura e, quindi, la qualità della vita dei pazienti.

Intr@MED è quindi una struttura tecnologica di cooperazione tra operatori sanitari dei paesi mediterranei e di scambio di dati e risultati tra i centri clinici e gruppi di ricerca biomedica ed epidemiologicai. Negli anni il network ha coinvolto diverse realtà in Italia, Egitto, Libano, Palestina, Israele, Grecia, Cipro, Francia, Spagna, Malta, Albania, Croazia, Marocco, Tunisia, Libia. Sperimentazioni e progetti di cooperazione sono stati effettuati coinvolgendo ad es. l’Ospedale Civico ARNAS di Palermo e l’Ospedale Italiano Umberto I del Cairo (per la cardiologia e l’anatomia patologica) ed anche l’Ospedale Careggi di Firenze per la teleradiologia.

Un passo avanti nel perfezionamento, allargamento ed integrazione della rete Intr@MED è stato compiuto grazie alla creazione di una comunità tecnico-scientifica chiamata EMMIT (Euro-Mediterranean Medical Informatics and Telemedicine) cui partecipano diverse strutture sanitarie, di ricerca ed universitarie di molti paesi del bacino del Mediterraneo.

In conclusione, i sistemi tecnologici basati sull’ICT permettono un avanzamento nelle conoscenze scientifiche (in questo caso nei settori che si occupano di salute dei cittadini) e creano ricadute a livello di impresa per il trasferimento tecnologico sui mercati di prodotti e servizi nuovi (ad es. sorveglianza, refertazione e monitoraggio a distanza, ecc.) che possono dare impulso a nuove attività economiche basate sull’e-health e la telemedicina.

Oggi l’e-health costituisce il 3° settore tecnologico della sanità dopo quelli farmaceutico e delle apparecchiature elettro-biomedicali.

Come tanti comparti tecnologici, anche questo dell’e-health e della telemedicina necessita di investimenti in alta formazione, ricerca e innovazione. Esso può essere un’importante fonte di nuova occupazione specialmente nei sistemi HW/SW. di rete e di strumentazione biomedicale per lo sviluppo dell’informatica sanitaria, la bioinformatica, la telemedicina, i biodevices e i sensori, ecc.

Anche qui occorre sia un forte supporto con appositi investimenti pubblici e privati in R&D, sia un coordinamento a livello di sistema Paese (Governo con i Ministeri della Salute, dell’Università e Ricerca, dello Sviluppo Economico, degli Affari Esteri; Regioni e distretti territoriali tecnologici ed industriali). Ed i finanziamenti, devono essere mirati ed orientati ad imprese, università, ospedali e poli ed Hub tecnologici che abbiano specifiche competenze ed esperienze nei vari settori dell’e-health e della telemedicina.

Per l’area mediterranea un ruolo importante lo possono avere le regioni dell’Italia meridionale ed in particolare la Sicilia che è anche il baricentro ove si affollano i migranti e si moltiplicano i problemi sanitari dovuti oltre alla popolazione residente anche a questo esodo biblico di milioni di individui.