PNRR: ecco i primi Avvisi per la digitalizzazione dei Comuni, come aderire

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Pubblicati il 4 aprile i primi tre avvisi per la digitalizzazione della PA nell’ambito del PNRR, per un totale di 390 milioni di euro. Sono rivolti ai Comuni e puntano al rafforzamento e alla diffusione di identità digitale (SPID/CIE), pagoPA e app IO. I fondi saranno erogati in modalità voucher, senza bisogno di presentare progetti, e gli avvisi resteranno aperti fino al 2 settembre prossimo. Ecco come aderire e richiedere i fondi

7 Aprile 2022

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Redazione FPA

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Come avevamo annunciato, dal 4 aprile sono online sulla piattaforma PA digitale 2026 i primi avvisi riservati agli enti locali, con cui entra nel vivo il programma di digitalizzazione della PA previsto dal PNRR. Questo primo pacchetto vede investimenti per 390 milioni di euro che vanno a sostenere la diffusione di strumenti già consolidati: 100 milioni per favorire la diffusione dell’identità digitale, 200 milioni per rafforzare il sistema di pagamento pagoPA e 90 milioni per l’attivazione di nuovi servizi sull’app IO. Si tratta delle misure previste dalla Missione 1 Componente 1 del PNRR (Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA), investimento 1.4.3 (pagoPA e app IO) e 1.4.4 (identità digitale). Il 40% delle risorse è riservato ai Comuni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia). Ecco in dettaglio cosa prevedono gli avvisi e come partecipare.

Sono partiti gli avvisi per la digitalizzazione dei Comuni italiani ed è entrata nel vivo l’implementazione del Pnrr con il rafforzamento e la diffusione di strumenti consolidati, affidabili ed efficienti: l’identità digitale (Spid/Cie), il sistema di pagamento pagoPA e il punto unico di accesso per i servizi pubblici digitali app IO

Nota del dipartimento per la Trasformazione digitale della presidenza del Consiglio

Avvisi per la digitalizzazione dei Comuni: come richiedere i fondi

Per ricevere i finanziamenti non è necessario presentare progetti, in quanto l’erogazione avverrà per ordine di prenotazione con la modalità voucher, come previsto per le misure che prevedono l’adozione di soluzioni standard. Ad ogni ente aderente verrà assegnato un voucher economico predefinito, il cui ammontare sarà determinato sulla base di due variabili: la dimensione dell’ente e le scelte fatte in fase di candidatura (per esempio il numero di servizi da attivare su app IO o da migrare su pagoPA). L’erogazione delle risorse sarà poi legata al raggiungimento di determinati obiettivi. Il processo di rendicontazione sarà quindi alleggerito, non sarà necessario rendicontare le singole spese effettuate per ottenere i fondi.

La domanda di candidatura può essere presentata esclusivamente online su PA digitale 2026.

Primo step: la registrazione a PA digitale 2026

Il primo step è comunque la registrazione alla piattaforma PA digitale 2026, come abbiamo spiegato in questo articolo. Solo una volta registrati, sarà possibile aderire agli avvisi, sempre tramite la piattaforma. Per essere valide le candidature dovranno essere firmate digitalmente unicamente dal rappresentante legale dell’ente. Senza firma digitale, non sarà possibile completare l’iter di candidatura alle diverse misure economiche.

Il meccanismo dei voucher vale, come dicevamo, per le Misure che prevedono soluzioni standard. Per questo tipo di avvisi sono stanziati in totale quasi 2,9 miliardi di euro e sono coinvolte 22.353 amministrazioni su tutto il territorio nazionale (si parte dai Comuni, ma voi gli Avvisi saranno estesi a Regioni, Province, ASL, Scuole, Università ed Istituti di ricerca). Le amministrazioni potranno accedere a più Misure con un’unica registrazione.

Avviso Misura 1.4.4 “Adozione identità digitale”: stanziati 100 milioni di euro

Per questo Avviso che punta ad estendere l’utilizzo delle piattaforme nazionali di identità digitale (SPID o CIE) ogni Comune potrà ricevere fino a un massimo di 14mila euro.

Avviso Misura 1.4.3 “Adozione pagoPA”: stanziati 200 milioni di euro

Per quanto riguarda PagoPa, è previsto un pacchetto minimo di servizi di incasso da migrare sulla piattaforma, in base alla dimensione del Comune – minimo 3 servizi per i Comuni sotto i 20mila abitanti; minimo 5 servizi per i Comuni oltre 20mila abitanti – fino alla migrazione di tutti i servizi. Il listino voucher è diviso in cinque fasce: per ogni singolo servizio 607 euro ai Comuni fino a 5mila abitanti, 857 euro fino a 20mila abitanti, 1.821 fino a 100mila, 2.747 euro fino a 250mila e 7.967 oltre 250mila.

Avviso Misura 1.4.3 “Adozione app IO”: stanziati 90 milioni di euro

Anche per la migrazione e l’attivazione dei servizi digitali dell’ente sull’app Io è previsto un minimo di servizi attivabili (3 per i Comuni fino a 20mila abitanti, e 5 per i Comuni oltre i 20mila), ma viene fissato anche un limite massimo (50 servizi finanziabili). In questo caso i voucher, sempre per singolo servizio attivato, vanno da 243 euro per i Comuni fino a 5.000 abitanti a 3.187 euro per le amministrazioni con più di 250mila abitanti.

La tempistica

Gli avvisi scadranno il 2 settembre 2022, ma i primi esiti sono previsti a partire dal 3 maggio. Sono previste, infatti, finestre temporali di 30 giorni al termine delle quali il Dipartimento per la trasformazione digitale finanzierà le domande arrivate nel periodo di riferimento.

I prossimi Avvisi

Il 19 aprile partirà la misura per favorire la migrazione di dati e applicazioni in cloud, sempre per i Comuni.
A fine aprile arriveranno gli avvisi riservati alle scuole, per gli stessi progetti già aperti ai Comuni, e a fine maggio quelli per le Asl e gli altri enti, Regioni, Province, Università ed enti di ricerca (con l’eccezione del cloud che, per le Asl, dovrebbe slittare almeno a settembre). In totale, il programma vale quasi 2,9 miliardi inclusi i 245 milioni per la Piattaforma notifiche, l’infrastruttura che dovrà consentire alle amministrazioni di notificare gli atti amministrativi a valore legale sia ai singoli cittadini sia alle imprese.

I piccoli Comuni – aderendo a tutte e cinque le aree di intervento previste – potranno contare su importi indicativi fino a 250mila euro, i Comuni medi fino a 800mila euro e quelli più grandi da 2 milioni a salire.

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