Rete, Cloud, persone: ecco la ricetta per ripensare i servizi in chiave digitale

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Come uscire dall’attuale emergenza sanitaria con un Paese più “agile”? Ne ha parlato Gianni Dominici con Agostino Santoni, Amministratore delegato di Cisco Italia

5 Maggio 2020

Anche le realtà più pronte a portare in digitale tutta la propria attività si sono trovate spiazzate di fronte all’emergenza sanitaria che il nostro Paese (come il resto del mondo) sta vivendo in questi mesi. Parte da questa considerazione l’intervista di Gianni Dominici ad Agostino Santoni, Amministratore delegato di Cisco Italia, all’interno del percorso #road2forumpa2020, verso FORUM PA 2020, l’evento che quest’anno vedrà due tappe, la prima tutta digitale dal 6 all’11 luglio e la seconda dal 4 al 6 novembre.

“Il remote working faceva già parte del DNA e del business di Cisco, ma nonostante questo non eravamo davvero pronti ad affrontare una situazione del genere – esordisce Santoni –.  La tecnologia ci ha certamente aiutato, ma c’è stato un profondo lavoro. Abbiamo cominciato con il valorizzare le piattaforme tecnologiche al nostro interno, mettendo però prima di tutto in sicurezza i lavoratori. Poi certamente abbiamo avuto la capacità di portare tutti i processi, al cento per cento, dal fisico al digitale con una straordinaria velocità”.

“Buona parte del funzionamento del nostro Paese in queste settimane – prosegue Santoni – si è basato su tre fattori: infrastrutture di rete, servizi cloud e l’energia e capacità delle persone nel ripensare la propria attività. Facciamo tesoro di questa esperienza e traduciamola nella vita quotidiana”.

Quali sono quindi i passi da compiere? Prima di tutto semplificare il rapporto tra PA, cittadini e imprese, con particolare riferimento a come la PA acquista i servizi digitali. Poi investire ancora di più sull’infrastruttura. “Non si deve neanche più discutere se questo serva o meno  – sottolinea Santoni -. Il tema è solo in quanto tempo riusciremo a rendere accessibili i servizi di rete a tutti i cittadini”. Infine, dobbiamo ridisegnare tutti i processi della PA pensando al digitale.

“Dobbiamo diventare un Paese più agile – conclude Santoni – che vuol dire essere più competitivi. Dobbiamo ripartire da qui per uscire da questo momento così difficile”. Per farlo è naturalmente necessario puntare sulle competenze, utilizzare questo tempo per riqualificarci per quando torneremo a lavorare al 100 per cento e guardare alle nuove leve che entreranno nella PA. Se guardiamo al nostro Paese come se fosse una piattaforma, insomma, sono queste le caratteristiche che dovrebbe avere: essere semplice, aperta, programmabile e intrinsecamente sicura (per esempio dal punto di vista della gestione dei dati, per toccare uno dei temi più caldi in questo momento).

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