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Serravento (Entando): “Velocità, innovazione, semplicità: ecco i vantaggi dell’approccio componibile”

Serravento (Entando):"Velocità, innovazione, semplicità: ecco i vantaggi dell'approccio componibile"
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Come emerso dal Digital Economy and Society Index (DESI) del 2022, l’Italia registra ancora uno scarso utilizzo dei servizi digitali da parte dei cittadini. Insieme a Roberto Serravento, Sales Director Government di Entando, abbiamo visto in che modo semplificare questi servizi per renderli più accessibili, utilizzando applicazioni componibili, in linea con le norme in vigore in termini di usabilità e sicurezza

7 Dicembre 2022

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Redazione FPA

Nonostante la pandemia di Covid-19 abbia velocizzato e incrementato il processo di digitalizzazione, sono ancora molte le lacune da colmare. I risultati del Digital Economy and Society Index (DESI) del 2022 mostrano infatti come, nonostante gli sforzi, l’adozione di tecnologie digitali come l’intelligenza artificiale e i Big Data rimane bassa. Garantire la piena diffusione delle infrastrutture di connettività è necessario, ma allo stesso tempo bisogna anche semplificare i servizi ai cittadini, rendendoli più accessibili e fruibili. Ma come farlo? Insieme a Roberto Serravento, Sales Director Government di Entando, abbiamo provato a rispondere a questa domanda, offrendo una soluzione in grado di migliorarli ed innovarli.

Serravento (Entando):"Velocità, innovazione, semplicità: ecco i vantaggi dell'approccio componibile"

Secondo Serravento, dovremmo poter accedere ai servizi della pubblica amministrazione così come facciamo per tanti altri servizi privati, utilizzando applicazioni componibili progettate proprio come mattoncini intercambiabili e riusabili. In linea con questa visione, Entando ha rilasciato l’Application Composition Platform, la piattaforma di sviluppo basata sull’Opensource che supporta sia la creazione che la catalogazione di pacchetti software componibili, passando per il loro sviluppo, l’utilizzo e la governance dell’intero ciclo di vita.

Il paradigma componibile cambia completamente il modo in cui i servizi vengono progettati e resi disponibili. Come sottolineato da Serravento: “Un servizio realizzato con modalità componibile ha di base la modularità, ossia la possibilità di comporre l’applicazione partendo da dei moduli realizzati in maniera indipendente e resi disponibili all’interno di un hub, ad esempio, quello della pubblica amministrazione o del fornitore”. Grazie alla possibilità di lavorare parallelamente alla realizzazione dei singoli moduli, e grazie al loro riuso, non solo i tempi di sviluppo delle applicazioni si sono ridotti notevolmente, ma anche l’erogazione dei servizi si è semplificata molto. Un ulteriore vantaggio è legato poi all’utilizzo delle risorse cloud: attraverso questo sistema è infatti possibile far scalare solamente quelle componenti di un’applicazione che ne hanno bisogno, evitando così il consumo incontrollato di risorse cloud che avviene quando un’applicazione è monolitica.

“Chi progetterà le applicazioni non sarà più vincolato ad aspetti tecnologici (sia di sviluppo che infrastrutturali), ma sarà in grado di realizzare delle applicazioni che siano rispondenti alle specifiche esigenze di business, garantendo sempre un elevato grado di sicurezza e una governance migliore”, ha sottolineato Serravento.

E per quanto riguarda le competenze necessarie all’utilizzo di soluzioni di questo tipo: le pubbliche amministrazioni potranno infatti continuare a fare leva sulle attuali skill di sviluppo disponibili, potendo però innestare all’interno di una singola applicazione componibile moduli e Packaged Business Capabilities sviluppate in modalità e linguaggi differenti. Secondo Serravento: “Si preservano così le competenze acquisite, introducendo una modalità standardizzata di sviluppo che garantisce sia la massima flessibilità all’amministrazione, sia la possibilità di fornire servizi ai cittadini, alle imprese ed alle altre PA in maniera più veloce ed efficiente”.

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