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Technofan o Eclettici? Pochi italiani colgono il valore della Rete

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Liberdade de escolha / Freedom of choice

by Cristiano de Jesus

 L’Osservatorio permanente dei contenuti digitali – l’organismo creato dalle principali associazioni rappresentanti le aziende che producono e gestiscono contenuti digitali, allo scopo di avere una fotografia sempre aggiornata sui contenuti digitali disponibili nel mercato italiano e soprattutto monitorare la loro fruizione e rilevare le evoluzioni – ha presentato oggi a Milano i dati della ricerca Nielsen “Digital DE-Generation” dedicata ad indagare le dinamiche familiari legate all’uso delle nuove tecnologie.

19 Settembre 2008

Articolo FPA
Liberdade de escolha / Freedom of choice

by Cristiano de Jesus

 L’Osservatorio permanente dei contenuti digitali – l’organismo creato dalle principali associazioni rappresentanti le aziende che producono e gestiscono contenuti digitali, allo scopo di avere una fotografia sempre aggiornata sui contenuti digitali disponibili nel mercato italiano e soprattutto monitorare la loro fruizione e rilevare le evoluzioni – ha presentato oggi a Milano i dati della ricerca Nielsen “Digital DE-Generation” dedicata ad indagare le dinamiche familiari legate all’uso delle nuove tecnologie.

La situazione che ne è emersa non è assolutamente positiva e vede, ancora una volta, il nostro Paese tagliato fuori dalle logiche “di valore” legate all’ICT e candidato a essere sempre più un consumatore “incompetente” di tecnologia.

ll dato più evidente è l’emersione di un cultural divide sempre più marcato in relazione alle tecnologie. Gli italiani usano, cioè, l’elettronica, i computer, internet e le telecomunicazioni in maniera sempre più banale e sempre meno avanzata.
Scendiamo nel dettaglio: In Italia solo il 31% della popolazione usa la Rete abitualmente, un dato già esemplificativo se confrontato al 65% che, invece, ha familiarità quotidiana con i consumi più tradizionali (tv, radio, libri). La rete, però, è un luogo dove si possono fare attività molto diversificate tra loro ed in grado di rispondere alle diverse esigenze di chi la utilizza: rete come valore; rete come gioco; rete come community.
Per questo se si va ad analizzare quella parte di popolazione che ha consumi più avanzati dal punto di vista tecnologico si riescono a distinguere due differenti tipi di approccio: uno più ludico di chi usa la Rete e gli altri strumenti legati all’ICT per svago o per intrattenere relazioni in una visione “strumentale” – coloro che l’indagine chiama i Technofan – ed uno maggiormente consapevole delle possibilità reali che ogni singolo strumento offre. Coloro che hanno un approccio di questo tipo – definiti Eclettici –  tentano di integrare le tecnologie con la loro vita quotidiana, “piegando” lo strumento a quelle che sono le loro esigenze della vita di tutti i giorni.

Tra le due visioni la differenza è evidente, mentre i Technofan sono sostanzialmente dei consumatori, gli Eclettici sono coloro, che comprendendo il valore della Rete, contribuiscono ad alimentarlo con idee, partecipazione, consigli e, soprattutto, attraverso la loro opera di “evangelizzazione” dei servizi più innovativi, contribuendo al loro successo.

Tuttavia le nuove generazioni sono sempre più orientate verso un approccio Technofan: i figli di famiglie Technofan tendono, infatti, a rimanere fortemente legati ad un concetto di rete come gioco, con una spiccata complicità dei genitori che spesso competono con i loro figli, mentre le nuove generazioni nate da famiglie di Eclettici tendono a non seguire le orme dei genitori spostandosi, anch’essi, verso un uso della tecnologia sempre più frequente, ma sempre meno in grado di produrre valore.
Vi è inoltre, in generale, una grande difficoltà dei genitori nel guidare e affiancare i propri figli nella crescita dell’utilizzo delle tecnologie, in quanto spesso prevale la voglia di essere riconosciuti come esperti e sempre al passo con le ultime novità, mettendo in atto un meccanismo “competitivo” che di fatto riduce il loro ruolo autorevole di controllo.

Se questi trend dovessero trovare conferma l’Italia del domani sarà prevalentemente Technofan con conseguenze dirette sul fronte delle nuove tecnologie, sia per l’industria dei contenuti, sia per lo sviluppo futuro del Paese.

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