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Interazione professionale e competenze multidisciplinari per una better regulation
L’intervento della Prof.ssa Calvosa si concentra sulle nuove competenze necessarie all’interno della Pubblica Amministrazione per passare da una cultura del controllo a una cultura dei risultati, solo all’interno di quest’ultima si può infatti sviluppare un’azione di migliorazione della regolamentazione. Competenze statistiche, economiche, comunicative e sociologiche devono accostarsi a quelle giuridiche perché si sviluppi un’interazione tra amministratori, decisori, beneficiari e valutatori che eviti la frantumazione delle fasi della regolazione e crei una rete di supporto che coinvolga i diversi settori. In questo senso a volte l’AIR rischia di assumere la caratterizzazione di un processo formale, mentre invece bisogna ripensarla tenendo conto degli obbiettivi che devono essere raggiunti.
La better regulation in Italia
Il Prof. Natalini parte da un’analisi dello stato dell’arte dell’AIR in Italia per arrivare alla conclusione che una migliore regolamentazione innanzitutto provoca un risparmio per le imprese, un maggiore livello di democrazia per i cittadini e un aumento in termini di PIL. L’analisi costi/benefici delle norme dal livello statale si deve estendere alla dimensione europea, regionale, locale e alle Agenzie Indipendenti, processo iniziato già dai primi anni 2000. Il percorso deve proseguire confrontandosi con quello degli altri Paesi competitors secondo i criteri della partecipazione dei destinatari e dell’inclusione delle leggi in più ampi cicli di politiche.
AIR: un tassello del processo di normazione orientato alla qualità
Il Prof. Zuliani approfondisce il ruolo dell’AIR all’interno del ciclo di vita della regolazione. L’AIR, nelle parole di Zuliani, si profila come uno strumento maggiormente evocativo ed efficace rispetto ad altri lungo l’intero processo: dall’agenda normativa alla progettazione, dalla consultazione all’individuazione delle opzioni, dalla scelta dell’opzione preferita alle fasi di attuazione, monitoraggio e valutazione.
Il Primo Rapporto di benchmark sulla better regulation
Il Prof. Zuliani presenta a nome del Prof. Cenderello – impossibilitato ad essere in sala per motivi di salute – il Rapporto sulla better regulation che analizza l’utilizzo dello strumento dell’AIR nei diversi contesti internazionali e lo raffronta all’uso che ne viene fatto in Italia. Nell’analisi L’AIR viene approfondito in tutte le sue fasi di applicazione: il rapporto con gli assetti organizzativi ed istituzionali, l’integrazione con i sistemi di monitoraggio e di valutazione della qualità, i criteri di inclusione ed esclusione, il ruolo nel coinvolgimento degli stakeholder, l’influenza sulle tecniche per la raccolta dei dati e la relazione con le metodologie valutative.
Qualità della normazione: analisi e buone pratiche in ambito europeo e internazionale. Le sfide per Stato e Regioni
Nel panorama nazionale si registrano diverse e importanti iniziative che, promuovendo la condivisione di esperienze e buone pratiche tra le amministrazioni dei diversi livelli istituzionali, puntano al rafforzamento della capacità di regolamentazione.
Infatti, il nesso tra qualità della regolamentazione e crescita economica è sempre più avvertito, non solo a livello accademico e scientifico, ma ormai anche in ambito operativo, influenzando le scelte degli attori istituzionali, degli operatori economici e dei cittadini.
Il miglioramento della qualità della produzione normativa e l’accrescimento delle capacità delle Amministrazioni, sia statali sia regionali, fa leva sulla diffusione di strumenti quali il drafting, l’ATN, l’AIR e la VIR.
Il “rapporto di benchmark”, realizzato nell’ambito del POAT-DAGL, rappresenta un’analisi dello stato dell’arte in materia di qualità della regolamentazione nell’esperienza europea ed internazionale.
Da tale analisi nasce un’opportunità di valutazione comparativa che pone delle sfide ai legislatori nazionali, a livello sia statale sia regionale.
Il portale pubblico, www.qualitanormazione.gov.it, realizzato nell’ambito del POAT DAGL, in via di progressiva implementazione per l’utilità di tutte le regioni, promuoverà la diffusione e condivisione delle conoscenze e delle prassi di better regulation e la digitalizzazione dei processi di analisi e valutazione d’impatto, al fine di:
– diffondere modelli e strumenti condivisi e pertanto promuovere l’omogeneità delle valutazioni;
– consentire un’ampia diffusione delle conoscenze e della documentazione relativa ai processi di normazione, promuovendo l’open government;
– supportare le attività di consultazione aumentandone la trasparenza e l’efficacia;
– gestire e rendere pienamente disponibili gli esiti e i deliverables;
– supportare i processi fornendo adeguati strumenti e percorsi guidati.
Realizzare sistemi territoriali di controllo di regolarità amministrativa nella PAL
Ioletta Pannocchia presenta i risultati della ricerca svolta da Promo P.A. su 370 soggetti appartenenti a 301 enti di Pubblica Amministrazione Locale orientata a verificare lo stato dell’arte dei Controlli di Regolarità Amministrativa. Tra gli altri dati, l’indagine mostra come solo nella metà degli enti esaminati vengano svolti i CRA. A partire dai risultati emersi dall’indagine, il gruppo di lavoro ha proceduto alla definizione di un modello organizzativo per lo svolgimento e l’attivazione all’interno degli enti di questa forma di controllo.
Anti-corruption and whistleblowing
Nel 2009 è uscito il libro “It’s Our Turn to Eat: The Story of a Kenyan Whistle-Blower” della Wrong, che racconta la storia di John Githongo, un uomo che dal 2003 ha contribuito a portare alla luce i fenomeni più acuti di corruzione in Kenya. Ripercorrendo la vicenda di Githongo, Michela Wrong approfondisce le modalità attraverso cui il coinvolgimento dei funzionari pubblici può portare a limitare l’appropriazione indebita di denaro pubblico e le patiche di favoritismo e clientelismo legate ai fenomeni corruttivi.
La rendicontabilità dell’azione amministrativa: presupposto per l’integrità
Giocando con l’italianizzazione dell’espressione accountability, Granelli la coniuga con trasparency per richiamarne il valore fondante nella lotta alla corruzione (così come anche stabilito dalla risoluzione ONU del 2003). Le amministrazioni italiane – dice Granelli – sono generalmente riottose a fornire i dati sul bilancio previsionale e il conto consuntivo, ma da parte della Corte dei Conti lo sforzo per la disponibilità di informazioni sui processi amministrativi è continuo, così come deve essere continuo il rispetto del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a cui Granelli si riferisce durante tutto il suo intervento.
Per una Cultura dell’Integrità nella Pubblica Amministrazione
Gustavo Piga insieme a Giorgio Bernardo Mattarella gestisce dal maggio 2010 il progetto “Per una Cultura dell’Integrità nella Pubblica Amministrazione”, promosso dalla SSPA con l’obiettivo di diffondere una cultura di intolleranza verso la corruzione attraverso un programma “aperto” di informazione e formazione. Nel suo intervento, Piga presenta l’evoluzione del progetto, insistendo fortemente sull’attività preliminare di definizione scientifica del fenomeno svolta nei primi mesi di sviluppo.
Nuove regole per l’integrità dei dirigenti pubblici
Francesco Merloni si sofferma sul tema dell’integrità dei dirigenti invitando a confrontare l’attività della CiVIT con quella di tre importanti istituzioni consorelle: La commission de déontologiefrancese, la Committee on Standards in Public Life inglese e l’United States Office of Government Ethics. Questi organismi danno un fortissimo contributo alla scrittura di nuove regole per rendere i dirigenti indipendenti sia dagli interessi economici che dalla politica, ed è in questa direzione che secondo Merloni bisogna muoversi per arginare il fenomeno della corruzione pubblica.