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Consorzio Asso Mab – Progetto di sviluppo sostenibile in Alto Molise. Turismo didattico e scolastico – Progetti di cooperazione di enti locali: “C’è un posto per te” – “MolisAsiAfrica”

Le Riserve Naturali Orientate di Montedimezzo e Collemeluccio fanno parte delle riserve della biosfera istituite dall’UNESCO nell’ambito del Programma “Man and Biosphere”.

Il progetto prevede lo sviluppo sostenibile dell’area interessata attraverso per dare impulso alla crescita del turismo didattico-naturalistico.

Fondi a supporto dei cambiamenti climatici

Prestiti Ordinari: La Gestione dei Residui

Cassa depositi e prestiti offre agli Enti locali una serie di interventi che consentono di ottimizzare l’utilizzo finanziario dei residui non erogati sui mutui concessi da CDP, recuperando risorse e favorendo, quindi, gli investimenti.

L’operazione in atto coinvolge circa 5mila Amministrazioni tra Comuni e Province, per un ammontare complessivo di risorse fino a 1,5 miliardi di euro.

CDP offre agli Enti più opportunità: 

1) trasformazione di prestiti “Ordinari” in prestiti di tipo “Flessibile”, con il beneficio del risparmio – per un periodo fino a 3 anni e mezzo – sulle rate di ammortamento dei finanziamenti;

2) gestione dei residui finalizzati ad altre opere o eventuale riduzione dell’indebitamento verso CDP;

3) erogazione immediata, laddove ne sussistano i requisiti,  da parte di CDP dei residui di importo inferiore al 5% del prestito, ovvero fino a 5mila euro.

Gestione diretta dei sinistri e la valutazione dei rischi nell’Asur Marche

ASUR Marche ha provveduto a strutturare specifica procedura di gestione autonoma e diretta dei sinistri per responsabilità civile verso terzi, avviata in aprile del 2008 ed implementata progressivamente in funzione delle esigenze aziendali emerse fino ad oggi, dando vita ad un modello organizzativo e gestionale armonizzato su tutta l’architettura aziendale e che vede coinvolti in forma multidisciplinare soggetti e professionalità diverse ma complementari. La puntuale raccolta e gestione dei dati relativi alle richieste risarcitorie avanzate e contenziosi, effettuata con l’ausilio di un semplice sistema informatizzato gestito a livello centrale dell’azienda, ha permesso la costituzione di uno storico sinistri aziendale a cui far riferimento per lo studio sistemico della sinistrosità aziendale. Lo strumento adottato per l’analisi reattiva sui sinistri ha come assunto la formula: R = P x D, dove R = rischio, P = probabilità/frequenza di accadimento, D = danno procurato. Su tale caposaldo, ai fini della definizione del Rischio Asur, si è pertanto provveduto a costruire due scale valoriali una per Frequenza ed una per Gravità la cui intersezione struttura una matrice per il calcolo dell’Indice di Priorità del Rischio, inteso come unità di misura convenzionale numerica del rischio. Attraverso tale strumento di analisi reattiva sui sinistri ASUR Marche ha identificato il proprio livello di rischio, lo ha valutato consapevolmente e di conseguenza ha programmato obiettivi ed avviato azioni di riduzione ed appropriata gestione dello stesso al fine di raggiungere l’ineludibile l’obbiettivo: Gestione integrata del Rischio Clinico.

 

Cassa depositi e prestiti. Prestiti Ordinari della CDP: la Gestione dei Residui

Cassa depositi e prestiti offre agli Enti locali una serie di interventi che consentono di ottimizzare l’utilizzo finanziario dei residui non erogati sui mutui concessi da CDP, recuperando risorse e favorendo, quindi, gli investimenti.

L’operazione in atto coinvolge circa 5mila Amministrazioni tra Comuni e Province, per un ammontare complessivo di risorse fino a 1,5 miliardi di euro.

CDP offre agli Enti più opportunità: 

1) trasformazione di prestiti “Ordinari” in prestiti di tipo “Flessibile”, con il beneficio del risparmio – per un periodo fino a 3 anni e mezzo – sulle rate di ammortamento dei finanziamenti;

2) gestione dei residui finalizzati ad altre opere o eventuale riduzione dell’indebitamento verso CDP;

3) erogazione immediata, laddove ne sussistano i requisiti,  da parte di CDP dei residui di importo inferiore al 5% del prestito, ovvero fino a 5mila euro.

Il modello organizzativo dell’Azienda Sanitaria Unica delle Marche

L’Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche è un’idea abbastanza recente e in evoluzione. Istituita con Legge Regionale n. 13 del 20 giugno 2003 -modificata con Legge regionale Marche n. 17 dell’1 agosto 2011-, nasce dalla necessità di mantenere i conti sanitari della Regione sotto controllo, eliminare le parcellizzazioni esistenti prima sul territorio, garantire assistenza di qualità. L’ASUR Marche, con un’unica personalità giuridica, scaturisce dalla fusione per incorporazione di 13 ex Aziende Sanitarie che, nel 2003, assumono la denominazione di Zone Territoriali. La Legge regionale 17/2011 assegna all’ASUR una fisionomia più omogenea, attraverso l’eliminazione delle Zone Territoriali e l’istituzione delle seguenti 5 Aree Vaste: n. 1: Fano -Sede Amministrativa-, Pesaro, Urbino; n. 2: Fabriano -Sede Amministrativa-, Ancona, Jesi, Senigallia; n. 3: Macerata -Sede Amministrativa-, Camerino, Civitanova Marche; n. 4: Fermo -Sede Amministrativa-; n. 5: Ascoli Piceno -Sede Amministrativa-, San Benedetto del Tronto.
L’Azienda “esercita a livello centralizzato le funzioni d’indirizzo, coordinamento e controllo dell’attività aziendale e delle Aree Vaste, nel rispetto degli obiettivi assegnati e delle direttive impartite dalla Giunta Regionale”. Le sue Aree Vaste sono “entità di riferimento -con autonomia gestionale e operativa nel rispettivo ambito- per l’ottimizzazione dei servizi, la programmazione delle attività su territori confinanti, la gestione integrata dei servizi sanitari e socio-sanitari”.
E’ l’ennesima sfida della Sanità nelle Marche; che si trova nell’alta classifica fra le Regioni più virtuose. Sfida da condurre con il supporto di tutti: istituzioni, associazioni, cittadini. Per vincerla è necessario evitare chiusure localistiche e preconcetti, affinché possano nascere obiettivi condivisi e azioni omogenee; nell’interesse primario della collettività e con il sostegno prezioso degli operatori.

Prima parte: La gestione delle risorse umane, un sistema virtuoso della valutazione. Seconda parte: Il Modello 231 applicato ai processi amministrativi come strumento di diffusione della cultura del controllo

La relazione sarà suddivisa in due parti. La prima relativa alle novità nella gestione delle risorse umane e nella valutazione: i talenti, il job posting, la formazione e marketing formativo, la valutazione della dirigenza e del comparto, la comunicazione interna ed esterna.
La seconda sul decreto legislativo 231 del 2001 che ha introdotto una nuova forma di responsabilità per gli illeciti commessi da persone fisiche legate agli Enti stessi (Amministratori, Dirigenti, Dipendenti, Terze Parti, ecc.). L’Azienda Sanitaria di Firenze, nell’intento di promuovere e migliorare la propria missione di tutelare i diritti di salute dei cittadini anche attraverso l’implementazione di sistemi di gestione sempre più evoluti, ha nel corso del 2011, deciso di adottare i principi fondamentali previsti dal decreto 231.

Come la virtualizzazione e il Cloud Client Computing abilitano un accesso alla rete sicuro e conveniente per il settore pubblico

L’odierno interesse per il Client Cloud e per l’Infrastruttura Desktop Virtuale (VDI) è centrato sulla migrazione delle attività di calcolo e di storage dal client verso i server. I fattori alla base di questo interesse nel settore pubblico sono la necessità di ottenere una maggiore sicurezza e il blocco delle workstation, un ridotto impatto ambientale e un minore costo totale di proprietà (TCO).

Presentazione attività della Task Force Iraq

Il 14 maggio 2003 il governo italiano decideva la creazione di una Task Force interministeriale (Task Force Iraq), coordinata dal Ministero Affari Esteri, con l’apporto della Difesa e di altri ministeri, per la messa in opera di un piano operativo di emergenza. La Missione “Antica Babilonia” ha visto coinvolti, da una parte, l’esercito e l’arma dei Carabinieri, dall’altra gli operatori civili di ogni settore. Lo scopo ultimo della partecipazione italiana è, ed è stato sin dall’inizio, quello di trasmettere i valori di fratellanza e di cooperazione che sono alla base della nostra cultura e di mettere a disposizione del martoriato Iraq le nostre capacità e conoscenze in un’ottica di “capacity building”, cioè mirata alla “creazione di un ambiente che favorisca, attraverso opportune strutture politiche e giuridiche, lo sviluppo istituzionale, e che comprenda la partecipazione della società, lo sviluppo delle risorse umane e il rafforzamento dei sistemi di gestione”.

Proiezione documentario “NO GAME” e presentazione attività di sminamento umanitario in Afghanistan

NO GAME è un cortometraggio di finzione di 15 minuti, prodotto da DGCS e girato interamente nella provincia di Kabul nel Giugno 2011. Il film è destinato principalmente ai bambini dell’Afghanistan, in particolare a coloro che appartengono alla categoria degli IDPs (sfollati) che tornando ai loro villaggi, talvolta dopo anni, li esplorano con la naturale curiosità dei bambini, esponendosi così al rischio mine / ordigni inesplosi / ordigni improvvisati abbandonati, con conseguenze tragiche e tragicamente frequenti. Data la natura multiculturale e multilingue dell’Afghanistan, il film è privo di dialoghi per poter comunicare una storia sia emotiva che didattica attraverso immagini, musica e suoni. Grazie alla collaborazione tra le componenti afghane, italiane ed internazionali del progetto, si è riusciti nell’intento di  realizzare un film internazionale di finzione girato interamente su location in Afghanistan, nella provincia di Kabul: il primo del suo genere da oltre sette anni a questa parte. 
Il film, che è rights -free e no-profit, è stato proiettato su tutte le televisioni nazionali Afghane, a partire dal broadcast partner principale ShamShad Television, cui hanno fatto seguito Tolo Television, RTF e Aryana. Il progetto vuole essere un monito non violento ai bambini afghani che si trovano loro malgrado in zone pericolose, ed un incoraggiamento alla comunicazione fra gli sfollati e gli abitanti dei villaggi dove gli sfollati fanno ritorno. La sua felice lavorazione sia a Roma che a Kabul in un anno di guerriglia e tensione rappresenta inoltre un esempio di cooperazione professionale fattiva e normalizzante fra l’Italia e l’Afghanistan nel campo della comunicazione educativa audiovisiva.

Presentazione del Programma “Filiere agricole in Oromia” realizzato in Etiopia

Sostenere le istituzioni locali e le organizzazioni dei produttori per rispondere alle nuove sfide poste dal mercato è l’obiettivo del progetto promosso dalla Cooperazione Italiana con l’assistenza tecnica dell’Istituto Agronomico per l’Oltremare (IAO), nella zona del Bale, regione Oromia. Tutte le istituzioni pubbliche interessate stanno operando per nuovi compiti di indirizzo strategico e la fornitura di migliorati servizi (in linea con la Dichiarazione di Parigi, 2005, e Accra, 2008).
La filiera Grano Duro mira a un livello produttivo di circa 500mila quintali entro i prossimi 5 anni. Il grano duro e’ stato coltivato per millenni in Etiopia, ma e’ stato soppiantato completamente dal grano tenero. Il consumo di pasta sta esplodendo nel Paese e l’industria locale deve ricorrere alla importazione della sua materia prima. Gli ottimi risultati del primo anno (circa seimila quintali) garantiscono la qualità domandata dall’industria: nei neo-introdotti contratti di fornitura tra tutte le 15 cooperative agricole (circa 10mila soci) e l’industria della pasta è stato stabilito un “premio di qualità” proporzionato al contenuto proteico. E’ questo solo il primo passo verso la stipula di accordi di pre-coltivazione tra le cooperative e le industrie (per stimati trentamila quintali nella prossima campagna).
Entusiasmanti risultati sono stati raggiunti anche nella filiera Caffe’ di Foresta, che coinvolge circa 5mila agricoltori in 12 cooperative agricole. La qualità ottenuta con i nuovi metodi di post-raccolta, introdotti in collaborazione con Slow Food, ha fatto realizzare agli agricoltori aumenti del prezzo fino al 66%. Prossimi passi saranno la ulteriore estensione delle metodologie introdotte, ed il sostegno all’immagazzinamento e commercializzazione del prodotto.

La carriera diplomatica: miti e realtà

Miti e realtà della carriera diplomatica: l’onore e la responsabilità di rappresentare l’Italia nel mondo.
Come si accede alla carriera diplomatica in Italia? I requisiti e le prove di uno dei concorsi tra i più selettivi della Pubblica Amministrazione.
Come ci si prepara al concorso diplomatico? Consigli e suggerimenti basati sull’esperienza personale di chi ha vinto il concorso. Come la realtà contemporanea, anche il concorso per l’accesso alla carriera diplomatica richiede preparazione approfondita su diversi temi, capacità di cogliere le interdipendenze tra fenomeni apparentemente distanti, accuratezza di analisi, spirito critico, capacità di sintesi, ben oltre una preparazione da manuale.
Quali sono le sfide che aspettano un giovane diplomatico?
Una carriera ricca di sfide quotidiane sin dai primi anni e, proprio per questo, autenticamente straordinaria.