Aperta, trasparente, collaborativa, competente: questa la PA che dobbiamo costruire - FPA

Aperta, trasparente, collaborativa, competente: questa la PA che dobbiamo costruire

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La PA, quindi, crea valore se riesce innanzitutto ad individuare con la massima precisione “quale valore” vogliono i cittadini/utenti, nel senso di capire quali sono i bisogni che devono essere soddisfatti, con quali tempi, con quali modalità

8 Maggio 2019

C

Luca Cellesi

Dirigente, Ufficio per la Valutazione della Performance Dipartimento della Funzione Pubblica

Photo by Alejandro Alvarez on Unsplash - https://unsplash.com/photos/63YVMrL2d6g

La PA crea valore se riesce, in estrema sintesi, a: capire veramente cosa si aspettano i cittadini/utenti e ad adoperarsi concretamente per la soddisfazione di tali esigenze; diventare sempre più “accountable” e trasparente; imparare a ragionare in una logica sempre più “collaborativa” e “di filiera”; aumentare il livello delle competenze del proprio personale e, soprattutto, del proprio management.

La PA, quindi, crea valore se riesce innanzitutto ad individuare con la massima precisione “quale valore” vogliono i cittadini/utenti, nel senso di capire quali sono i bisogni che devono essere soddisfatti, con quali tempi, con quali modalità. Di qui la necessità per tutte le amministrazioni di superare l’approccio “tradizionale” caratterizzato da una sostanziale autoreferenzialità e nel quale era l’amministrazione stessa a decidere autonomamente cosa fare, come farlo, quando farlo. Viceversa è necessario che le amministrazioni imparino ad ascoltare sempre di più i cittadini e a coinvolgerli sempre di più non solo come fruitori e “valutatori” dei servizi erogati ma anche – ove possibile – come co-progettatori e co-produttori degli stessi. Questo comporta l’adozione di paradigmi e modelli gestionali completamente diversi che prevedano, ad esempio, l’utilizzo sistematico di strumenti di ascolto e coinvolgimento dei cittadini sempre più “raffinati” ed efficaci e che consentano di avere a disposizione feedback mirati e puntuali in grado di supportare adeguatamente i processi decisionali.

Affinché i cittadini/utenti siano sempre più coinvolti è necessario, però, che le amministrazioni siano sempre più trasparenti, “aperte” e pronte a “rendere conto” del proprio operato in termini di capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati. In questa ottica, tuttavia, è indispensabile che la trasparenza non venga più considerata come una “sequenza di obblighi e di adempimenti” ma diventi un “modo di lavorare” nel quale ogni dato, ogni informazione, ogni procedura sono resi “visibili” ai diretti interessati (ferma restando, ovviamente, la tutela della privacy e gli altri diritti dei soggetti coinvolti). Ancora di più è necessario che i sistemi di misurazione e valutazione delle performance delle amministrazioni siano veramente in grado di “misurare” i risultati realmente raggiunti e di mettere in luce punti di forza e criticità, eccellenze e situazioni negative.

In definitiva, poi, le amministrazioni devono iniziare a ragionare in una logica di “filiera”. Questo significa che una singola amministrazione deve prendere consapevolezza del fatto che difficilmente può creare valore da sola, a maggior ragione in una realtà sempre più complessa, plurisfaccettata, multidimensionale come quella nella quale ormai ci muoviamo. Al contrario, attraverso una sinergica collaborazione fra tutti i soggetti (pubblici, ma non solo) coinvolti nell’attuazione di una stessa linea di policy si potranno realmente raggiungere i risultati desiderati e creare quel valore che i cittadini si aspettano. Di qui la necessità di sviluppare modelli che siano in grado di mettere a sistema i contributi delle singole amministrazioni e che consentano di misurare e valutare i risultati complessivamente ottenuti. Forse proprio questa è la vera sfida dei prossimi anni per le amministrazioni pubbliche: passare da un approccio in cui il risultato raggiunto è rappresentato dall’output prodotto dalla singola amministrazione ad uno completamente nuovo nel quale il risultato da misurare è l’impatto, il valore pubblico appunto, che l’intero sistema pubblico è riuscito a generare sulla società, sui cittadini, sugli stekeholder attraverso l’attuazione delle diverse linee strategiche ciascuna delle quali prevede il coinvolgimento di tanti soggetti diversi ma che perseguono il medesimo obiettivo.

Tutte le azioni precedenti, però, risultano impossibili da realizzare se all’interno delle amministrazioni non si aumenta il livello delle competenze possedute, se non si aggiornano le professionalità esistenti per tener conto delle nuove esigenze e delle nuove sfide. Soprattutto è necessario che le amministrazioni siano guidate da manager capaci, competenti, preparati, sempre pronti a mettersi in gioco e in grado di tracciare la rotta da seguire per mettere le amministrazioni in condizione di creare veramente quel valore che possono e devono generare.

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“La PA crea valore se…”: tutti i contributi

Contributi, riflessioni e spunti per rispondere alla domanda: “Quali sono le iniziative prioritarie perché l’amministrazione pubblica possa creare 'valore pubblico' in una prospettiva di sviluppo equo e sostenibile?”. I risultati di questo processo di ascolto, arricchiti dai contributi che sono stati raccolti durante FORUM PA 2019, saranno raccolti in un white paper finale da sottoporre poi a consultazione pubblica

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