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Competenza, merito e responsabilità: le tre parole chiave del Ministro Zangrillo

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Quarta puntata della rubrica “Le persone al centro. La strada maestra per innovare la PA” a cura di Antonio Naddeo in collaborazione con FPA. Questa volta commentiamo le linee programmatiche che il Ministro per la PA ha presentato il 6 dicembre in Parlamento. Al centro del discorso del Ministro, c’è proprio il valore delle persone che lavorano nelle amministrazioni

16 Dicembre 2022

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Redazione FPA

Competenza, merito e responsabilità: questi i tre temi al centro delle linee programmatiche presentate dal Ministro per la PA, Paolo Zangrillo, lo scorso 6 dicembre in Parlamento. In questa nuova puntata della Rubrica “Le persone al centro. La strada maestra per innovare la PA” a cura di Antonio Naddeo, Presidente dell’ARAN, in collaborazione con FPA, facciamo il punto su queste tre parole che spostano l’attenzione sulle persone, capitale intellettuale di un’amministrazione.

Il Ministro ha messo in luce due declinazioni della competenza: il reclutamento e la formazione. L’attività di reclutamento presuppone un’attenta analisi del fabbisogno di personale delle amministrazioni, che può essere svolta preventivamente anche attraverso la definizione delle famiglie professionali compresa nei nuovi contratti collettivi nazionali del lavoro pubblico.

“Ciò che serve è attirare le migliori competenze per favorire un percorso di rinnovamento e miglioramento della macchina amministrativa, in linea con le esperienze più avanzate di altri paesi europei”, è quanto detto in sintesi dal Ministro Zangrillo. La formazione è una leva importante nell’ambito della gestione del personale e il sistema di classificazione professionale, previsto nella nuova contrattazione, offre la possibilità di individuare dei programmi di riqualificazione.

Nel suo discorso il Ministro per la PA ha richiamato poi la valutazione del merito, che coinvolge il dirigente chiamato a gestire e valutare le persone. Strettamente collegata al merito è la responsabilità, “il sostantivo che meglio descrive il ruolo del dirigente”, ovvero quello di “conseguire i risultati e far accadere le cose, agire con tempestività, gestire le persone promuovendone la crescita, generare l’ottimismo favorendo lo spirito di squadra”, riprendendo le parole del Ministro.  

In conclusione, in queste linee programmatiche c’è il chiaro progetto di rinnovare la PA non attraverso provvedimenti normativi, ma attraverso un costante accompagnamento delle amministrazioni.

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