Corruzione nella PA: un flagello contro cui proprio non si può fare nulla?

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Tre segnali importanti nella frustrante e (per ora) infruttuosa lotta alla corruzione nell’apparato pubblico che affligge il nostro Paese e lo condanna, tra l’altro, alla marginalità nell’attrazione degli investimenti stranieri. Eccoli: una classifica mondiale in cui stiamo sempre peggio, un sostanziale congelamento dell’azione del legislatore e dell’esecutivo e, da ultimo per ridarci un po’ di speranza, una nuova attenzione al tema da parte del Ministro della Giustizia Paola Severino. FORUM PA, che ha messo al centro della sua attività proprio il tema dell’Open Government e della trasparenza, lancerà all’inizio dell’anno prossimo una ricerca/sondaggio su questo tema e sulle sue possibili soluzioni nella sua community. Intanto guardiamo un po’ meglio cosa è successo.

21 Dicembre 2011

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Carlo Mochi Sismondi

Articolo FPA

Tre segnali importanti nella frustrante e (per ora) infruttuosa lotta alla corruzione nell’apparato pubblico che affligge il nostro Paese e lo condanna, tra l’altro, alla marginalità nell’attrazione degli investimenti stranieri. Eccoli: una classifica mondiale in cui stiamo sempre peggio, un sostanziale congelamento dell’azione del legislatore e dell’esecutivo e, da ultimo per ridarci un po’ di speranza, una nuova attenzione al tema da parte del Ministro della Giustizia Paola Severino.
FORUM PA, che ha messo al centro della sua attività proprio il tema dell’Open Government e della trasparenza, lancerà all’inizio dell’anno prossimo una ricerca/sondaggio su questo tema e sulle sue possibili soluzioni nella sua community. Intanto guardiamo un po’ meglio cosa è successo.

Il primo segnale è di pochi giorni fa ed è sconfortante: al 63° posto nel 2009, al 67° nel 2010 l’Italia scivola al 69° posto tra i 182 Paesi per cui “Trasparency International”, l’organizzazione mondiale contro la corruzione con sede a Berlino, calcola l’Indice di percezione della Corruzione (CPI – leggete lì anche il comunicato stampa della sezione italiana). Inutile dire che siamo di gran lunga all’ultimo posto tra i Paesi più industrializzati e quart’ultimi nell’Europa a 27 prima solo di Grecia, Bulgaria e Romania.

La mappa della corruzione nel mondo realizzata da Simon Rogers del quotidiano The Guardian sulla base dei dati di “Trasparency International”.

Transparency International, ha pubblicato a novembre anche il B.P.I. [Bribe Payers Index] l’’Indice di Propensione alla Corruzione” che evidenzia la graduatoria dei Paesi corruttori tra le principali nazioni esportatrici. Il BPI colloca l’Italia a metà della classifica di 28 tra i maggiori esportatori mondiali, ma in posizione decisamente inferiore ai migliori e all’ultimo posto tra i Paesi europei. 

Il secondo segnale è dato dall’ennesimo rinvio nell’esame della legge anticorruzione che, dopo essere stata presentata con grande enfasi dal Governo Berlusconi all’inizio di maggio 2010 ed essere stato approvato al Senato dopo più di un anno il 15 giugno 2011, è ancora ferma nelle Commissione Giustizia e Affari Costituzionali alla Camera. Nell’ultima seduta il Governo ha chiesto un po’ di tempo per esaminare gli emendamenti e, necessariamente vista la sua recente nascita, gli è stato concesso. Vedremo che succederà, ma intanto non possiamo non ricordare che anche l’azione dell’esecutivo è in sostanza in stallo. Dopo l’abolizione dell’Alto Commissario la funzione è passata al Dipartimento della Funzione Pubblica con il SAeT (Servizio Anticorruzione e Trasparenza). Se guardiamo il sito di questo organismo (www.anticorruzione.it) scopriamo che l’ultima attività lì descritta è dello scorso maggio, l’ultima convenzione è di più di un anno fa, l’organigramma pubblicato non è attuale. Insomma quel che un osservatore ne trae è l’impressione di una stasi pressoché completa.

In realtà è un’impressione solo parzialmente vera perché l’organismo europeo contro la corruzione “GRECO – Group d’Etats contre la corruption” dà atto in un recente documento (che vi raccomando caldamente, purtroppo solo in inglese o francese, e che trovate qui) che molte delle osservazioni fatte dallo stesso organismo sono state prese in considerazione. Rimangono però, come vedrete, dei buchi enormi nel campo dell’informazione, del codice di comportamento, del conflitto di interessi (!), della adesione agli strumenti internazionali per la lotta alla corruzione, della protezione di chi denuncia gli atti illeciti.
L’organismo conclude che “ le autorità devono fare maggiori sforzi per far passare in modo efficace, presso il rande pubblico, il messaggio di una tolleranza zero riguardo all’impunità in materia di corruzione, questo messaggio deve potersi appoggiare su misure concrete e risolute”

Infine la buona (speriamo) notizia. In una recente intervista su Repubblica il nuovo Guardasigilli Paola Severino, si è espressa chiaramente per la necessità di una più incisiva azione, anche legislativa, contro la corruzione sia nel settore pubblico, sia nel settore privato. Speriamo sia la volta buona perché la lettura incrociata che leggiamo oggi nel dossier pubblicato sull’edizione online de “La Repubblica” è veramente impressionante già nel titolo “Corruzione: cancro da 60 miliardi. “ 

Di fronte a questa piaga biblica, contro cui ogni lotta sembra vana, anche noi di FORUM PA vogliamo prendere posizione. Come vi accennavo all’inizio di questo mio editoriale, partiremo all’inizio dell’anno con un sondaggio/ricerca aperto a tutta la nostra community . Dopo la diffusione dei risultati apriremo una discussione sui rimedi concreti, legislativi, organizzativi e comportamentali per ribellarci a questa che tra tutte le ingiustizie è una delle più odiose.

Con questo proposito vi auguro un Buon Natale e un anno sereno: questo è infatti l’ultimo editoriale per il 2011. Ho trovato una frase di Lewis Carrol, quello di Alice nel paese delle Meraviglie, che mi sembra adatta per quel che ci aspetta nel 2012 e che vi lascio come saluto. La dice la Regina ad Alice nel libro “Attraverso lo specchio”:

"Ora…ecco, vedi, ci vuole tutta la velocità di cui sei capace per restare nello stesso posto. Se vuoi arrivare in qualche altro posto, invece, devi correre almeno due volte di più."