Marco Bentivogli: “Serve ritrovare una cultura politica che dia centralità alle persone” - FPA

Marco Bentivogli: “Serve ritrovare una cultura politica che dia centralità alle persone”

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Per la serie “Conversazioni con…” l’intervista di Carlo Mochi Sismondi a Marco Bentivogli, esperto di politiche del lavoro e di innovazione industriale, oltre che coordinatore di Base Italia. L’intervista, realizzata in occasione di “FORUM PA 2020 Restart Italia”, è disponibile ora nella sua versione integrale

19 Novembre 2020

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Redazione FPA

L’anamnesi dell’abilità di spesa del nostro paese quando si parla di fondi europei e strategici ci dice che c’è ancora molto da lavorare in materia, il che preoccupa un po’ in vista dell’ingente mole di denaro proveniente dall’annunciato Recovery Fund europeo, che si somma alle risorse già stanziate per i fondi strutturali e le politiche di coesione. È fondamentale però trasformare questa preoccupazione in uno sforzo organizzativo e strategico per far diventare la PA non solo un sistema erogatore di servizi, ma soprattutto un soggetto abilitante per i cittadini e le imprese, contribuendo attivamente al processo di sviluppo di tutto il paese.

Queste alcune delle considerazioni emerse dal confronto tra il Presidente di FPA Carlo Mochi Sismondi e Marco Bentivogli, esperto di politiche del lavoro e di innovazione industriale con un recente passato come segretario generale di FIM CISL e attualmente coordinatore del progetto Base Italia.

L’intervista, realizzata in occasione di “FORUM PA 2020 Restart Italia”, è disponibile ora nella sua versione integrale.

“Bisogna che le nuove assunzioni vengano fatte rispetto alle professionalità che effettivamente servono alla PA” esordisce Bentivogli, augurandosi che nel prevedere queste nuove risorse si tenga conto non solo del presente, ma anche del futuro dell’amministrazione pubblica. Accanto a questo serve però stabilire un piano di formazione adattiva che miri alla riqualificazione del personale esistente. Parlando poi di social auditing, “penso che i modelli a cui guardare siano quelli scandinavi”, afferma Bentivogli, dove le istituzioni sono veramente vicine ai cittadini, facilitando il processo di innovazione.

Il progetto Base Italia nasce infatti proprio dall’esigenza di riportare al centro il tema della partecipazione e dell’impegno civico, la cui integrità è stata minata nel corso di questi anni dall’antipolitica, che ha degradato il discorso pubblico italiano, intaccando inevitabilmente anche il ruolo dell’impegno civile e sociale. “È necessario ricostruire una base comune tra diverse culture” continua Bentivogli, da quella cattolico democratica a quella socialista riformista e liberaldemocratica. Occorre rieducare in qualche modo la politica a uno scontro sulla dialettica, anche feroce, ma nel rispetto delle persone.

Riguardo lo Smart Working invece, “serve cogliere questa grande occasione” afferma Bentivogli, sottolineando come finalmente sembrano essersi smossi i due pilastri intoccabili della PA, ovvero l’imprescindibilità del luogo di lavoro e l’aver capito che ciò che conta è il risultato e non l’adempimento dei compiti. “Lo Smart Working non è più una necessità, è un’urgenza” conclude Bentivogli, nell’auspicio che la PA approfitti della rivoluzione digitale per ridare centralità alle persone.

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