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Smart working: il futuro sarà agile anche per i dipendenti di Facebook

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Per tutto il 2020 si potrà scegliere se tornare a lavorare in sede, oppure proseguire in smart working. Lo ha annunciato il CEO Mark Zuckerberg, sottolineando come questo periodo segnato della pandemia da Covid-19 sia stato anche un momento per imparare qualcosa di nuovo. E prospettando lo sviluppo di nuovi prodotti per migliorare il lavoro da remoto

25 Giugno 2020

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Redazione FPA

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La pandemia da Covid-19 e le conseguenti misure di contenimento hanno portato il 95% dei dipendenti di Facebook a lavorare da remoto. Nelle prossime settimane riapriranno alcuni uffici ma, per chi può (e vuole), sarà possibile proseguire in modalità smart working per tutto il 2020. Certamente da questa esperienza che stiamo vivendo, sia il mondo pubblico che quello privato usciranno con una diversa visione del mondo lavorativo e della gestione delle risorse umane. All’inizio dell’epidemia di coronavirus, la società aveva garantito ai suoi dipendenti un bonus di mille dollari per lo smart working e per sostenere i costi per le baby sitter. Ma c’è la consapevolezza che la situazione è ancora in divenire e che le modalità di ritorno al lavoro non possono essere uguali per tutti.

Il CEO Mark Zuckerberg ha quindi annunciato la scelta di riconoscere lo smart working ai dipendenti di Facebook per il resto dell’anno dicendo: “È un grande cambiamento e abbiamo deciso di non essere frettolosi. Stiamo imparando da questa esperienza”. Si sta progettando, quindi, per i prossimi mesi la ristrutturazione dell’azienda e il potenziamento della tecnologia necessaria ad agevolare il lavoro da remoto, non sempre “smart” o “agile” come la definizione vorrebbe.

Facebook ha più di 48.000 dipendenti che lavorano in 70 uffici in tutto il mondo e si ipotizza che fino a metà dei dipendenti potrebbe lavorare in remoto entro 5-10 anni. Nel breve termine, con la riapertura degli uffici, il programma è di ridurre la presenza in sede al 25% rispetto alla normale capacità.

Zuckerberg ha annunciato, quindi, che da un lato ci saranno nuove assunzioni, basate proprio sulla possibilità di lavorare da remoto, e questo è un aspetto molto importante in un momento di crisi economica come quello che si sta prospettando; dall’altro verranno fatti investimenti in software, tecnologie video e App, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza del lavoro a distanza, aiutando le persone a sentirsi connesse e in grado di svolgere al meglio il proprio lavoro ovunque si trovino. In particolare, si investirà su Workplace, la piattaforma per il lavoro da remoto che negli ultimi mesi ha raggiunto oltre 5 milioni di utenti a pagamento, Workplace Room, che serve per programmare e realizzare videochiamate da desktop, cellulare o dall’applicazione Workplace su Portal, e Workplace Live.

Ovviamente quello allo smart working è un passaggio non banale per un’azienda che ha a lungo messo al centro della propria filosofia della Silicon Valley, dove le più grandi aziende sono state costruite sull’idea di una collaborazione stretta anche dal punto di vista della vicinanza fisica. Ora ci si chiede se davvero le aziende resteranno produttive e creative senza “fare brainstorming allo stesso tavolo”.

Insomma ci sono ancora molte questioni aperte, che impattano sulla formazione, sulla collaborazione, sulla motivazione dei dipendenti. Lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie, basate ad esempio sulla realtà virtuale, potrebbero offrire una risposta su come continuare a favorire il lavoro di squadra anche da remoto.

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