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Quanta disinformazione e quanta incomprensione sul progetto “Valutare salute”!

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Non è possibile leggere senza stupore e rammarico gli sbrigativi commenti diffusi da grandi giornali e forze associative e sindacali nei giorni scorsi sui risultati del progetto Valutare salute, condotto dal Dipartimento della funzione pubblica con la collaborazione della Federazione italiana delle Aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), di FormezPA, del Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del Servizio Sanitario della Regione Siciliana (Cefpas) e dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

16 Dicembre 2010

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Leonello Tronti

Articolo FPA

Non è possibile leggere senza stupore e rammarico gli sbrigativi commenti diffusi da grandi giornali e forze associative e sindacali nei giorni scorsi sui risultati del progetto Valutare salute, condotto dal Dipartimento della funzione pubblica con la collaborazione della Federazione italiana delle Aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso), di FormezPA, del Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del Servizio Sanitario della Regione Siciliana (Cefpas) e dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

Stupore e rammarico anzitutto per la mancata comprensione del significato stesso del progetto. Si è trattato di un caso pressoché unico di sperimentazione di una norma nazionale – in questo caso la valutazione della performance individuale (una delle quattro tessere del sistema di valutazione delle amministrazioni pubbliche varato dalla riforma Brunetta del pubblico impiego, d.lgs. n. 150/2009) – prima del suo recepimento con normativa regionale, previsto entro la fine del 2010. Sperimentazione finalizzata per l’appunto a fornire alle Regioni esperienze ed elementi di giudizio fondati, utili all’adeguamento normativo.

I dati relativi al progetto saranno presentati a Roma il 20 gennaio prossimo

Stupore per trovare descritto il progetto, da Sergio Rizzo sul Corriere del 12 dicembre, come se fosse stato limitato alle 17 Aziende sanitarie siciliane e non, com’è stato effettivamente, esteso a 22 Aziende sanitarie in tutto il territorio nazionale, più alle 17 siciliane per uno “studio di caso” di un sistema sanitario regionale particolarmente critico. Ancora stupore per la mancata comprensione del fatto che si è simulata esattamente l’applicazione della legge, che prevede che la valutazione individuale (cui vanno sommate la valutazione di performance dell’intera Azienda, quella dei top manager e quella delle strutture interne, che saranno realizzate dagli Organismi indipendenti di valutazione, che si costituiranno nel 2011) sia esercitata dai dirigenti nei confronti dei dipendenti e dai top manager nei confronti dei dirigenti. E rammarico perché non è stato compreso che la valutazione individuale effettuata, secondo la legge, dai superiori, non consente in alcun modo di fare classifiche tra le Asl (cosa possibile solo con una valutazione terza rispetto alle stesse Aziende), ma solo di osservare i problemi che si incontrano a varare un sistema di premialità e merito che coinvolge tutti i dipendenti e pone termine ai premi “a pioggia” troppo spesso diffusi tra i dirigenti pubblici. Per questo, i commenti del tipo “86 per cento promossi” e simili non hanno semplicemente senso e travisano gravemente il significato dell’iniziativa.

Questi sbrigativi commentatori sembrano disprezzare o non comprendere in alcun modo l’impegno e il coraggio di tutti i partecipanti, e in particolare della Regione Siciliana nell’aver deciso di partecipare alla sperimentazione con tutte le sue Aziende sanitarie, senza tener conto delle forti resistenze proprio di alcune organizzazioni dei medici e sindacati della sanità, che criticano da sempre la sperimentazione e la riforma. E mostrano di non saper apprezzare il risultato davvero straordinario di un’ampia accettazione della valutazione individuale in tutto il Paese (in barba alle diffide), e di prove di valutazione che mostrano già ora, nella piena libertà della sperimentazione, una capacità di discriminare la performance di dipendenti e dirigenti sui tre livelli indicati dalla norma, secondo percentuali che, se ancora non sono quelle della legge (nessuno se lo sarebbe atteso), ad esse si avvicinano certamente più del previsto.

Ora servono le norme regionali (entro il 31 dicembre) e il varo dell’intero sistema di valutazione di performance di Aziende, dirigenti, strutture e dipendenti (da realizzare nel corso del 2011). Ma un passo importante è stato compiuto proprio grazie alla sperimentazione di Valutare salute, che ha mostrato a tutti, grazie alla partecipazione di più di 4.300 volontari (valutati, valutatori, formatori e responsabili di sperimentazione), che anche la tessera più spinosa del nuovo sistema, quella della valutazione della performance individuale, è percorribile senza traumi e che i dipendenti della sanità pubblica italiana dimostrano, nel complesso, di essere ben più maturi e coscienti dell’utilità della riforma di molte delle forze che pretendono di rappresentarli.


* Leonello Tronti è Direttore dell’Ufficio per la formazione dei dipendenti pubblici del Dipartimento della funzione pubblica e coordinatore del Comitato di indirizzo di "Valutare salute"

 

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