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Ricetta elettronica, “in Toscana un primo assaggio dei veri futuri vantaggi”

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In Toscana il 92% dei medici di famiglia prescrivono la ricetta farmaceutica in modalità dematerializzata consegnando il promemoria al cittadino, mentre la ricetta specialistica dematerializzata, essendo in fase di start up, viene usata dal 27%. Fino ad oggi sono state prescritte circa 21 milioni di ricette dematerializzate

17 Marzo 2016

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Daniele Cecatiello, Settore Sistemi Informativi, Sanità Digitale e Innovazione Direzione Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale, Regione Toscana

Ricetta rossa, addio… Ma è proprio cosi? Il Decreto Ministeriale del 2 novembre 2011 ha dato il via al processo che prevede la scomparsa della ricetta rossa sul territorio nazionale, ma cerchiamo di capire se il processo è realmente partito e a che punto è.

Il Decreto prevede che il prescrittore e l’erogatore dialoghino via servizi telematici, e la prescrizione passi dal computer del prescrittore a quella dell’erogatore tramite reti informatiche. Volendo astrarre e semplificare il concetto è quello che sta succedendo in alcuni ristoranti, dove l’ordine non viene più preso su un pezzo di carta, ma viene inserito su un palmare ed automaticamente processato ed incanalato ai vari servizi che devono erogare l’ordine.

Ovviamente l’esempio che è stato fatto è realizzato su uno scenario semplicissimo, basti pensare che la “dematerializzazione”, questo è la parola che identifica questo processo, vede come attori principali migliaia di prescrittori e migliaia di punti di erogazione che devono essere interconnessi ed informatizzati. In poche parole siamo davanti ad una piccola rivoluzione informatica, che mai come in questi anni, sta rivoluzionando il mondo sanitario. La “dematerializzazione” quindi è solo un altro passo verso una sanità moderna, con meno carte e meno burocrazia denominata “Sanità 2.0”.

Per prescrivere un farmaco, un accertamento o una visita, il medico si collegherà ad un sistema informatico, lo stesso visibile al farmacista se ricetta farmaceutica o all’operatore dell’accettazione se ricetta specialistica. Ma “ricetta dematerializzata” non è ancora sinonimo di abolizione della carta. Per ora, infatti, il prescrittore consegnerà un piccolo pezzo di carta bianco “promemoria”, contenente i dati della ricetta ed il NRE (Numero Ricetta Elettronico) da consegnare al bancone della farmacia o in accettazione, che permetterà di recuperare la propria prescrizione dematerializzata anche in caso di malfunzionamenti del sistema. Ma quando il sistema andrà definitivamente a regime, ed il sistema sarà “rodato”, anche questo foglietto sparirà andando ad incastonare un altro pezzo del puzzle “Sanità 2.0”.

Ovviamente non sono tutte rose e fiori, e il sistema si sta confrontando, con molte difficoltà generate da tutte quelle distorsioni o “modus operandi” errati che un sistema basato sulla carta ha permesso negli anni. Certo è, che con il nuovo sistema, non esisteranno più ricette non univocamente interpretabili, tutti parleremo la stessa lingua, quella del catalogo nazionale farmaceutico o quello del catalogo regionale per la specialistica, codificando le prestazioni attraverso un codice preciso. Non esisteranno più ricette con dati obbligatori mancanti o ricette formalmente non corrette, il sistema controlla in tempo reale la ricetta prescritta e di fronte ad incongruenze prescrittive non permette la sua creazione. Non esisteranno più ricette con dati inerenti le esenzioni o fasce di reddito non certificati, i sistemi richiedono in tempo reale la posizione economica del Cittadino al fine della compartecipazione alla spesa sanitaria. Non esisteranno più ricette false, il sistema si referenzia in ogni fase con il sistema centralizzato che garantisce l’erogabilità della prescrizione. In definitiva, non esisteranno più quei casi che portavano ad avere ricette incomplete, non leggibili, formalmente non valide o false.

Anche lato erogazione apprezzeremo i vantaggi, per esempio, potremo attivare la preaccettazione automatica, senza intercorrere in associazioni interpretative fra prescritto ed erogato.

In regione Toscana, per esempio, stiamo diffondendo a tutte le strutture (cup, accettazioni, servizi) l’uso del Catalogo Unico Regionale, indispensabile per la “dematerializzazione”, realizzando ponti comunicativi con i quali tutta la filiera del processo possa comunicare senza rischi di errori interpretativi. Su questa base, attualmente, stiamo realizzando le preaccettazioni, ma nell’imminente futuro, potremo attivare anche le accettazioni automatizzate, che attraverso un totem, una volta letto il bar code del promemoria e verificando on-line la correttezza della prenotazione e l’avvenuto pagamento mi indirizza verso l’ambulatorio assegnato stampandomi il “numerino” per l’accesso alla prestazione.

Avremo lo stesso vantaggio anche nelle erogazioni dei farmaci, dove già viene effettuato il controllo automatico fra il prescritto e l’erogato al momento della consegna del prodotto in farmacia, facendo venire meno i controlli certosini fino ad ora effettuati in back office per garantire la sicurezza sulla giusta erogazione del farmaco.

Per il completamento del processo esiste ancora un ultimo ostacolo che, se superato, permetterebbe di arrivare ad una totale digitalizzazione di tutto il processo : la fustella cartacea posta sul farmaco. In effetti, a tutt’oggi, il bollino posto su ogni singola confezione di farmaco, che ne identifica il prodotto, il lotto e la confezione è ancora cartaceo, ed il sistema di rimborso alle farmacie si basa ancora sulla consegna fisica di tale talloncino. Fino a che il sistema di identificazione delle confezioni farmaceutiche non sarà “dematerializzato”, a livello nazionale, esisterà sempre la necessità di archiviare fisicamente dette fustelle per la contabilizzazione verso la ASL di riferimento, creando non pochi problemi al processo di totale dematerializzazione del ciclo prescrittivo. Attualmente il Ministero della Salute, in stretto contatto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sta lavorando su questo ultimo delicato tassello.

In regione Toscana il processo è partito con la DGRT numero 474 del 09.06.2014 che ha dato il via ai lavori per la dematerializzazione del “ciclo di vita della prescrizione”. Molto è stato fatto, la connettività fra i vari attori, la realizzazione del sistema informativo atto a gestire l’intero processo di dematerializzazione denominato SAR (Sistema di Accoglienza Regionale), la diffusione di standard informatici, gli accordi con le rappresentanze di categoria, la diffusione dell’informazione, la formazione, sono dati di fatto. Ovviamente l’impatto più oneroso è stato quello organizzativo e la relativa orchestrazione del processo che nella sua complessità vede coinvolti circa 3.500 medici di famiglia, 1.200 farmacie, 15.000 medici specialisti, le nuove 3 aziende territoriali, le 4 aziende universitarie ospedaliere e tutte le Aziende convenzionate con il Servizio Sanitario Regionale.

Attualmente il 92% dei medici di famiglia prescrivono la ricetta farmaceutica in modalità dematerializzata consegnando il promemoria al Cittadino, mentre la ricetta specialistica dematerializzata, essendo in fase di start up, viene usata dal 27% dei medici di famiglia. Fino ad oggi sono state prescritte circa 21 milioni di ricette dematerializzate.

Per quanto riguarda i risparmi economici diretti sono ancora difficilmente contabilizzabili, anche perché il sistema è in start up e normalmente l’inerzia di un qualsiasi sistema, nella fase del dispiegamento, non sempre evidenzia forti risparmi. Certo è che se pensiamo anche solo alla distribuzione dei ricettari rossi prodotti dal Poligrafico dello Stato, che hanno un costo di produzione, di gestione, di distribuzione e di conservazione, per la sola Toscana, ad oggi non sono stati distribuiti 210.000 ricettari.

Per quanto detto fino ad ora ed osservando i trend di incremento, possiamo sicuramente prepararci all’inevitabile saluto. Ricetta rossa, addio?

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