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Cloudify NoiPA: un sistema unico per la gestione del personale della PA

Governare tutto ciò che riguarda le risorse umane nel settore pubblico, dall’assunzione al collocamento a riposo, e mettere a disposizione una grande miniera di informazioni utili per i decisori. Questo l’obiettivo del progetto Cloudify NoiPA, evoluzione di NoiPA, il sistema di gestione del Personale del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il progetto è finanziato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale e vede DXC come partner tecnologico. I paradigmi su cui si basa? Cloud e big data.

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Gestire tutto il patrimonio di risorse umane della Pubblica amministrazione attraverso un unico sistema che comprenda quindi: servizi anagrafici, servizi stipendiali, servizi di rilevazione presenze, servizi giuridici (dall’assunzione al collocamento a riposo), servizi HR evoluti. Questo l’obiettivo del progetto Cloudify NoiPA, che si basa sull’evoluzione di NoiPA, il sistema di gestione del Personale del Ministero dell’Economia e delle Finanze che attualmente viene utilizzato per l’erogazione delle buste paga di circa due milioni di dipendenti pubblici. Il progetto è finanziato dall’Agenzia per la Coesione Territoriale all’interno del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014 – 2020 FSE/FESR e vede DXC come partner tecnologico. Ma Cloudify NoiPA, oltre a generare un sistema che consente di governare tutto ciò che attiene all’HR pubblico, sarà anche una grande miniera di informazioni utili per i decisori pubblici.

NoiPA: un servizio in evoluzione
NoiPA, al momento, è essenzialmente un sistema di pagamento degli stipendi che coinvolge più di due milioni di dipendenti pubblici, includendo tutte le PA centrali e tutto il mondo scuola, oltre a Polizia di Stato e Forze armate. Il Piano Triennale per l'Informatica nella Pubblica amministrazione, emanato nel maggio scorso, attribuisce a NoiPA il ruolo di infrastruttura immateriale nazionale e vede nel sistema una piattaforma abilitante per uniformare i sistemi di gestione di tutto il personale pubblico. Sostanzialmente lo considera come un unico shared service che può essere utilizzato da tutta la PA. Il Piano triennale auspica quindi di estendere il sistema a tutte le pubbliche amministrazioni, comprendendo il comparto sanità e gli enti locali. Questo significa passare potenzialmente (perché non c’è una norma che imponga alle amministrazioni di entrare a far parte del mondo NoiPA) da due a tre milioni di persone coinvolte, ma soprattutto passare da circa 90 enti serviti a circa 11mila. Per questo la direzione del MEF sta per lanciare un applicativo tramite il quale le PA potranno inserire la propria manifestazione di interesse ad entrare nel sistema, in modo da capire come gestire questo passaggio.

Soluzioni cloud per una maggiore flessibilità
Oltre al salto quantitativo, riguardante il numero di utenti coinvolti, come detto in apertura NoiPA ha avviato un grande salto anche qualitativo, grazie al progetto Cloudify NoiPA, la cui realizzazione tecnologica è affidata a DXC. Il progetto, che prevede nell’arco di otto anni la trasformazione del modello architetturale e del modello di erogazione dei servizi di NoiPA, è partito operativamente nel luglio scorso. Entro giugno 2018 dovrebbe essere completato il nuovo sistema economico e giuridico per le amministrazioni centrali. Seguiranno sei mesi circa di change management, quindi assestamento e migrazione dei dati da parte delle PA centrali e dal 1 gennaio 2019 dovrebbe essere tutto pronto per attivare il sistema a chi ne farà richiesta. Dal secondo semestre del 2018 si avvierà anche il processo per il comparto Forze armate.

Quindi, riepilogando, il progetto prevede di: allargare la platea di Amministrazioni servite; implementare la quantità e la tipologia dei servizi messi a diposizione; innovare il modello di erogazione e favorire un percorso di trasformazione digitale che utilizzi i nuovi paradigmi del cloud e dei big data.

Perché soluzioni cloud? Perché sono soluzioni modulabili e scalabili, ogni amministrazione deciderà in base alle proprie esigenze di attivare il pacchetto di servizi che più gli interessa. Il sistema non dovrebbe avere bisogno di particolari tecnicismi per essere configurato. Il risultato sarà un portale dal quale ogni dipendente, accedendo con le proprie credenziali, atterrerà sulla pagina della propria amministrazione e avrà quindi a disposizione i servizi da questa attivati.

A progetto concluso avremo la più grande piattaforma pubblica italiana di servizi in cloud, superando l’attuale frammentazione di servizi per la gestione del personale e centralizzando le infrastrutture utilizzate per erogarli.

Una immensa banca dati a disposizione dei decisori pubblici
Cloudify NoiPA, oltre a generare un sistema che consente di governare tutto ciò che attiene all’HR pubblico, darà anche vita a un grande database della PA ed è questo il grande valore aggiungo del progetto: creare un punto di accesso a un patrimonio informativo unico, con informazioni affidabili, tempestive e strutturate, che potrà essere utilizzato a livello strategico da policy maker e decisori politici. Come? Consentirà, per esempio, di capire se l’allocazione del personale è corretta, se ci possono essere fenomeni di migrazione tra un ente e un altro, di verificare l’età media dell’impiegato pubblico e quindi capire quali saranno gli effetti dei pensionamenti ed eventualmente ipotizzare assunzioni per rimpiazzare le competenze che verranno a mancare. Tra le potenzialità c’è anche la realizzazione della famosa “banca dati delle competenze”, una libreria dove tutte le competenze dei dipendenti vengono categorizzate e classificate in modo tale da poter utilizzare le risorse migliori nei diversi ruoli. Se la riforma Madia parla a livello dirigenziale di ruolo unico, anche a livello di mobilità collettiva si dovrà tenere conto dei flussi e dei numeri delle varie amministrazioni proprio per cercare di ottimizzare le risorse della PA.

L’utente al centro della progettazione del servizio
Uno spazio sul sito www.cloudifynoipa.it per raccogliere proposte e suggerimenti su come impostare il nuovo servizio e incontri con le amministrazioni per confrontarsi sui requisiti del sistema: queste le attività messe in campo dal MEF per costruire il nuovo NoiPA sulla base delle esigenze che arrivano proprio da chi utilizzerà la piattaforma. Perché l’innovazione, come in tutti i processi più avanzati, deve essere allo stesso tempo tecnologica, organizzativa e culturale.