Time to Share! Su forumpa.it la campagna europea di promozione delle buone pratiche URBACT - FPA

Time to Share! Su forumpa.it la campagna europea di promozione delle buone pratiche URBACT

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Comincia da oggi su forumpa.it il racconto delle storie delle città italiane coinvolte nelle 23 Reti di trasferimento, che hanno visto la partecipazione di oltre 160 realtà europee impegnate su sfide cruciali per il rilancio economico, ambientale e sociale dei contesti urbani

10 Marzo 2021

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Simone D'Antonio

National URBACT Point - ANCI

Photo by Rudy Issa on Unsplash - https://unsplash.com/photos/JSUrGZ54r0U

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L’emergenza che stiamo vivendo ha reso sempre più decisivo lo scambio di soluzioni tra le città, per riprogrammare spazi e funzioni dei contesti urbani sul breve periodo a partire dalla condivisione di policy e interventi che stanno avendo un impatto concreto sulla vita degli abitanti. Non è un caso che una delle azioni più significative messe in campo dal sindaco di Milano, Beppe Sala, per programmare il rilancio economico della città sia stato quello di avviare il confronto con i sindaci delle grandi città mondiali nell’ambito della task force sul rilancio post-Covid promossa dalla rete C40. Sulla stessa lunghezza d’onda, anche numerose realtà di piccole e medie dimensioni hanno rafforzato i legami con altri contesti territoriali europei, soprattutto proseguendo l’azione già avviata nel quadro dei principali programmi UE dedicati allo sviluppo urbano sostenibile.

Come punto nazionale del programma URBACT per l’Italia, abbiamo scelto di avviare con FPA un percorso di condivisione di alcune tra le migliori esperienze urbane europee che le città italiane stanno replicando nel quadro dei Transfer Network, reti finalizzate all’adattamento e al riuso di soluzioni urbane che hanno visto una partecipazione massiccia di piccoli e grandi centri del nostro paese.

Avviate a fine 2018, queste reti hanno promosso modalità inedite di confronto con l’Europa, affrontando una serie di temi che si sono rivelati in molti casi decisivi per affrontare gli effetti della pandemia e per programmare il rilancio urbano. Un esempio potente è costituito dall’azione di coordinamento tra associazioni del territorio avviato da Siracusa e Capizzi (Messina) nell’ambito dei Transfer network in cui hanno partecipato, finalizzati rispettivamente alla creazione di case delle associazioni (Siracusa in Active NGO) e sistemi di volontariato diffuso (Capizzi in Volunteering Cities): lo spirito di comunità creato nel corso del progetto ha favorito una gestione collaborativa delle diverse fasi dell’emergenza, mettendo le persone al centro delle strategie per il rilancio di servizi e spazi pubblici. Altre esperienze hanno invece promosso modalità innovative di promozione della sostenibilità, come le mense a chilometro zero sperimentate da Rosignano Marittimo (Livorno) o i sistemi di promozione dell’apicoltura urbana a Cesena, quest’ultimo tra gli elementi inclusi nel programma Green City che ha promosso l’utilizzo collaborativo degli spazi verdi della città.

Quelli citati sono solo alcuni degli esempi che hanno visto l’impegno diretto di amministrazioni comunali e attori del territorio, che hanno dialogato con soggetti operanti nel resto d’Europa su sfide comuni per adattare e riutilizzare soluzioni spesso originali, capaci di fare leva sul ruolo di broker di innovazione diffusa giocato dai Comuni.  

Il segretariato del programma URBACT, gestito dall’Agenzia per la coesione territoriale del governo francese (CGET), ha promosso la campagna Time to Share, che punta proprio a condividere gli elementi chiave del percorso di trasferimento delle pratiche tra le città europee. Nella prossime settimane racconteremo su queste pagine i percorsi di innovazione compiuti dalle città italiane, sia come promotrici di esperienze originali realizzate nel nostro paese (come la competizione tra dipendenti comunali di Torino, o lo schema di promozione del gioco per la salute e la coesione sociale di Udine), sia come riceventi di pratiche testate in altri paesi europei. Da ciascuna di queste storie emergono elementi potenzialmente replicabili in altre città, esperienze di resilienza comunitaria che stanno contribuendo a porre le basi per le città del futuro, per ristabilire quella relazione di fiducia tra gli abitanti e verso le pubbliche amministrazioni che sperimentano coinvolgendo attivamente i cittadini. L’imminente avvio di piani e progetti finanziati dai NextGenerationEU e REACT-EU pone sfide decisive in termini di qualità della progettazione ai contesti urbani italiani: le pratiche trasferite attraverso URBACT offrono un contributo di idee e soluzioni capaci di orientare al meglio le strategie di piccoli e grandi centri che guardano all’Europa per porre le basi per il proprio rilancio ambientale, economico e sociale.