L’informazione ai tempi dell’emergenza: Facebook e il ruolo dei social

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Se la comunicazione e l’informazione di qualità sono sempre fondamentali, ancora di più lo diventano quando si parla di un tema sensibile come la salute pubblica. Lo stiamo vivendo in questi giorni, all’allarme sanitario si affianca un altro pericolo: quello della disinformazione. I social network hanno un ruolo fondamentale nell’arginare questi comportamenti. Non solo, in situazioni di emergenza possono svolgere un ruolo di utilità sociale

20 Aprile 2020

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Redazione FPA

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Lo stiamo vivendo in maniera molto forte in questi giorni: in momenti di crisi e di emergenza (in questo caso sanitaria, legata alla diffusione del virus 2019-nCoV cosiddetto Coronavirus) il ruolo dei media e dei social diventa ancora più delicato e strategico. Se la comunicazione e l’informazione di qualità, infatti, sono sempre fondamentali, ancora di più lo diventano quando si parla di un tema sensibile come la salute pubblica, e in un momento particolare in cui è davvero facile generare confusione e psicosi collettive. All’allarme sanitario si affianca quindi un altro pericolo: quello della disinformazione e, ancora peggio, delle fake news create e diffuse ad arte soprattutto sui social: notizie false, spesso supportate da immagini manipolate, che riprendono la grafica di siti di informazione e quotidiani online.

Ecco perché i social network hanno un ruolo fondamentale nell’arginare questi comportamenti. Non solo, in situazioni di emergenza possono svolgere un ruolo di utilità sociale, come accaduto di recente in occasione degli incendi che hanno devastato l’Australia. Su Facebook nel gennaio scorso sono state avviate raccolte fondi e gruppi di sostegno che in tempo record hanno permesso di raccogliere oltre 50 milioni di dollari per gli aiuti, grazie a donazioni provenienti da oltre 75 paesi. L’attore e comico australiano Celeste Barber ha creato una raccolta fondi che ha raccolto oltre 34 milioni di dollari per gli interventi antincendio, grazie al contributo di oltre 1 milione di persone in tutto il mondo, rendendolo la raccolta fondi più grande di sempre su Facebook. Inoltre le persone colpite dagli incendi si sono riunite in gruppi Facebook per condividere informazioni importanti e supportarsi a vicenda, mettendo ad esempio in collegamento persone che devono lasciare le loro case con persone che possono fornire alloggi.

Anche le mappe di emergenza di Facebook sono venute in supporto delle persone colpite dagli incendi boschivi in Australia, grazie all’utilizzo di informazioni in tempo reale che aiutano a tracciare un quadro più completo della posizione delle persone colpite, in modo che risorse come cibo, acqua e forniture mediche possano essere distribuite in modo efficiente dove sono maggiormente necessarie. Con Facebook Disaster Maps sono state rapidamente condivise mappe aggiornate in tempo reale su evacuazioni E spostamenti, grazie ai dati raccolti da persone che utilizzano l’app di Facebook e che hanno scelto di attivare i servizi di localizzazione, per consentire ai soccorritori una risposta rapida ed efficiente.

Tornando al tema delle emergenze sanitarie, Facebook nel maggio 2019 ha lanciato tre tipi di mappe per aiutare le organizzazioni no profit e le università che lavorano nel campo della salute pubblica a superare le epidemie e a raggiungere le comunità più vulnerabili in modo più efficace. Si tratta di mappe di densità della popolazione complete di stime demografiche, mappe dei movimenti e mappe di copertura della rete per aiutare i partner sanitari a capire meglio dove vivono le persone, come si muovono e se hanno connettività. Tutte queste mappe, se combinate con le informazioni dei sistemi sanitari, possono migliorare il modo in cui le organizzazioni forniscono forniture e rispondono alle epidemie.

Torniamo infine al tema dei nostri giorni, ovvero la diffusione del Coronavirus. Fin dall’inizio della diffusione del virus, dichiarando l’Emergenza Internazionale di Salute Pubblica, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha intensificato i contatti con le principali piattaforme social per contrastare la diffusione di allarmismi e mettere in primo piano gli aggiornamenti che arrivano da fonti affidabili e ufficiali. In questo contesto, Facebook ha deciso di sostenere il lavoro della comunità scientifica e sanitaria internazionale impegnandosi a limitare la diffusione di contenuti falsi e dannosi sul virus e garantendo la condivisione di informazioni corrette e verificate.

Ecco i principali passaggi e provvedimenti presi in relazione all’informazione sul Coronavirus.

Limitare la disinformazione e i contenuti dannosi

Revisionare i contenuti e smentire le affermazioni false che si stanno diffondendo in relazione al virus: questo il compito della rete globale di fact-checker messa in campo da Facebook. Quando i fact-checker ritengono che un’informazione presente sulla piattaforma sia inesatta, ne viene subito limitata la diffusione. Allo stesso tempo, vengono mostrate e messe in evidenza informazioni accurate e verificate che provengono dai partner del progetto (In Italia Pagella Politica) e viene inviata una notifica alle persone che hanno già condiviso o stanno cercando di condividere questi contenuti, per avvertirle che sono state riviste da fact-checker terzi. Il secondo passo sarà rimuovere anche i contenuti che esprimono teorie infondate e complottistiche, che vengono segnalati dalle organizzazioni sanitarie globali e dalle autorità locali. Tale decisione rappresenta un ampliamento delle regole già esistenti per la “rimozione di contenuti che potrebbero causare danni fisici”.

“Ci stiamo concentrando in particolar modo sulle segnalazioni che individuano contenuti che scoraggiano a prendere adeguate precauzioni sanitarie o affidarsi alle cure mediche per limitare il diffondersi del virus – sottolinea una nota di Facebook –. Ciò include anche le dichiarazioni su cure false e metodi di prevenzione infondati, come il consumo di candeggina per curare il Coronavirus, che possono causare gravi danni e creare confusione sulla prassi sanitaria più adeguata. Bloccheremo o limiteremo anche gli hashtag utilizzati per diffondere informazioni errate su Instagram e stiamo conducendo indagini proattive per individuare e rimuovere questi contenuti”.

Fornire informazioni utili e supporto

Oltre a smentire e rimuove le informazioni false, un altro passo essenziale è rendere ancora più semplice, trovare dati accurati e verificati sulla situazione per le persone che utilizzano Facebook e Instagram. Come? Coordinandosi con le principali organizzazioni sanitarie globali e regionali accreditate. Posizionando in alto nella News Feed di Facebook le informazioni rilevanti e aggiornate che arrivano dai partner e aggiornando questi dati sulla base delle indicazioni dell’OMS. In pratica, quando si cercano informazioni relative al virus o su usa un hashtag correlato, comparirà un pop-up educativo con informazioni verificate e attendibili. Sono stati inoltre forniti crediti pubblicitari gratuiti per permettere alle organizzazioni di creare campagne informative sul Coronavirus nelle regioni colpite.

Sostenere i partner con gli strumenti informatici più avanzati

Come parte del programma Data for Good, Facebook sta sostenendo i ricercatori della Harvard University’s School of Public Health e della National Tsing Hua University di Taiwan: l’obiettivo è aiutarli ad aggiornare i loro modelli di previsione sulla diffusione del virus attraverso la condivisione di dati aggregati e anonimi sulla mobilità e mappe ad alta risoluzione sulla densità della popolazione. Un programma che nelle prossime settimane potrebbe essere esteso anche ad altri partner. Infine, attraverso strumenti come CrowdTangle si sta monitorando e studiando come le persone parlano del problema online.

“Al momento non tutti questi interventi sono ancora operativi a livello globale – conclude la nota di Facebook  –. Ci vorrà del tempo per attivarli su tutte le nostre piattaforme e intensificare i nostri metodi di applicazione. Coordinandoci con i partner globali e regionali, forniremo presto aggiornamenti sugli ulteriori passi che stiamo compiendo, man mano che la situazione continua a evolversi”.

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