Un hub nazionale per dare più valore ai prodotti dei dati aperti

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I ‘prodotti’, le ‘creazioni’, i ‘servizi’ e le ‘applicazioni’ derivanti dal riuso dei dati aperti, sono poco conosciute, poco valorizzate e poco utilizzate. Se tutti insieme riusciremo a creare un mega-hub (catalogo, vetrina, market-place, ecc.) di prodotti derivati dagli Open Data, faremo comprendere meglio il valore finale dei dati aperti

29 Gennaio 2020

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Gianluigi Cogo

Project Manager Regione Veneto

Photo by Avel Chuklanov on Unsplash - https://unsplash.com/photos/9OWS4lT5iqQ

Nelle ultime settimane si è aperto un interessante dibattito all’interno della comunità Open Data italiana che si confronta e si aggrega, in modo continuativo ma volutamente destrutturato, grazie alla simpatica mediazione di FPA con l’iniziativa ‘A colazione con…’.

Il format di questi incontri prevede un po’ di jam session, una buona dose di storytelling e soprattutto un benchmarking derivante dal confronto delle varie esperienze che vengono raccontate su progetti, sperimentazioni e azzardi.

L’ospitalità degli amici di FPA, come sempre, ci fa sentire come a casa nostra e ciò permette ai vari ospiti che si susseguono durante la diretta streaming di affrontare le tematiche più varie che ruotano attorno agli Open Data, senza ansie particolari e senza etichette.

Ovvio che un po’ di sana competizione emerge, ma ciò porta subito a convergere su quelle che sono le esperienze pilota che potrebbero dare slancio, continuità e valore ai progetti che i singoli portano avanti nei territori di riferimento.

A colazione con…

Nell’ultima sessione di ‘A colazione con…., dopo alcune considerazioni e analisi obbligate e conseguenti alla pubblicazione dell’Open Data Maturity Report siamo passati al racconto delle migliori esperienze di riuso dei dati.

Questa analisi ci ha permesso di maturare una convinzione che era nell’aria, ma mai era stata percepita in modo così netto: ovvero la percezione che i ‘prodotti’, le ‘creazioni’, i ‘servizi’ e le ‘applicazioni’ derivanti dal riuso dei dati aperti, fossero poco conosciute, poco valorizzate e poco utilizzate.

La comunità tutta per anni si è concentrata, giustamente, sulle tecnologie (cataloghi, portali, metadatazione, ontologie, paniere, harvesting, API, ecc.) ma pochissimo sul riuso dei dati, quasi inibendo le eccellenze prodotte negli anni che, invece, potrebbero e dovrebbero spingere la domanda di dati aperti e la maggior attenzione sulla qualità e dunque sull’utilizzo finale degli Open Data rilasciati pubblicamente in Italia.

L’idea di dare pari dignità, se non addirittura maggior dignità, ai prodotti rispetto ai dati è ora un obiettivo comune che è stato colto dai più e che Ciro Spataro di Open Data Palermo, ha subito postato su GitHub per farne un progetto aperto e condiviso.

Non nascondo di aver spinto da tempo su questa maturazione collettiva, anche insistendo parecchio nel pubblicizzare le progettualità che coordino in Regione Veneto su questo tema.

In Regione Veneto

Noi in Veneto abbiamo ben chiaro che cosa sarà il nostro ‘hub’. E abbiamo ben chiaro anche chi saranno gli attori che contribuiranno a costruirlo, ma non è una questione solo di metodo. Ovvero è anche una questione di metodo, ma soprattutto è una questione di obiettivo finale chiaro: aumentare il numero di prodotti utili, derivanti dal riuso dei dati pubblici aperti.

Ma cos’è per noi un prodotto?

Direi che la risposta è abbastanza semplice: un servizio web, una app o web app, un infografica, una api, una dataviz, un editoriale giornalistico data driven, una data story (attraverso il design delle informazioni), ma anche musica, piuttosto che una rappresentazione con i Lego o piuttosto che con una stampante 3D. 

Tutti prodotti che si dovranno realizzare solo con il riuso dei dati pubblici.

Chi costruirà questi prodotti?

Qui ci abbiamo messo un bel progettone con finanziamenti certi e soprattutto con una metodologia chiara. Si tratta del nostro progetto Innovation Lab che coinvolgerà in primis i comuni del veneto e per induzione gli attori dell’Open Innovation 2.0.

Perché Open Innovation 2.0 e sistema attoriale multiplo?

Perché abbiamo maturato una grande esperienza in progettualità trasnazionali UE che ci ha fatto capire come la PA, da sola, non possa e non debba sviluppare tutte le soluzioni che vanno a valorizzare i dati pubblici, ma deve farsi aiutare dalla ricerca, dall’impresa e dalla cittadinanza attiva.

Ora, trovare comunità di intenti e di modelli anche negli altri attori della community italiana ci fa ben sperare. Quello che è emerso nell’ultimo incontro mediato da FPA ci gratifica perché non ci fa sentire isolati.

Se tutti insieme riusciremo a creare un mega-hub (catalogo, vetrina, market-place, ecc.) di prodotti derivati dagli Open Data, faremo comprendere meglio il valore finale dei dati aperti e useremo i portali di conferimento e di esposizione come strumenti dedicati a fornire gli ingredienti di qualità per quelle ricette che finalmente i più creativi, i più tenaci e i più brillanti  potranno costruire o meglio co-costruire, sotto la guida di una PA aperta, inclusiva e rispettosa dei bisogni finali dei suoi utenti.