Affrontare la grande sfida dell’IA: investire su persone, modelli organizzativi e governance

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Le sfide principali aperte dall’introduzione dell’IA, in particolare quella generativa, all’interno delle pubbliche amministrazioni, ma anche casi concreti di utilizzo e progetti già avviati: tutto questo è stato al centro di FORUM ITAL(IA), grande occasione di confronto organizzata da FPA in collaborazione con Microsoft Italia. Ecco i principali spunti emersi dalla giornata

22 Marzo 2024

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Patrizia Fortunato

Content Editor, FPA

Foto di NEOM su Unsplash - https://unsplash.com/it/foto/un-uomo-che-si-arrampica-sul-fianco-di-un-canyon-6NV2_KTTJDs

L’intelligenza artificiale si sta rivelando non solo una frontiera tecnologica da esplorare, ma anche un campo di sfide etiche e opportunità per lo sviluppo del nostro sistema Paese. I possibili usi dell’IA sono tantissimi: dall’utilizzo di assistenti virtuali, di chatbot nell’erogazione dei servizi, all’analisi delle informazioni a supporto del processo decisionale, dall’efficientamento dei processi all’utilizzo dei dati in una logica predittiva e non solo. Molte amministrazioni stanno sperimentando soluzioni in tutti questi ambiti, ma sono di fatto in bilico tra il garantire lo sviluppo tecnologico dell’innovazione e il rispetto dei principi della buona amministrazione: apertura e trasparenza, accountability, efficacia ed efficienza.

Lo stesso trattato sull’Unione europea (art. 10) stabilisce che il processo decisionale deve essere trasparente e “il più vicino possibile ai cittadini”, mentre la nostra Costituzione sottende il principio che concepisce l’amministrazione pubblica come soggetto che deve perseguire, esclusivamente e nel modo migliore, gli interessi dei cittadini (art. 97, comma 1). E ancora, la promulgazione da parte della Commissione Europea della “Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali” sottolinea l’importanza dell’inclusione, della sostenibilità e della partecipazione democratica nella scelta e nell’utilizzo delle tecnologie digitali, garantendo sicurezza e privacy.

Tutto questo segna quelle che sono le sfide principali della governance per l’IA, ma come le amministrazioni italiane stanno navigando in questo complesso scenario? Se ne è parlato durante il FORUM ITAL(IA), l’evento dedicato all’adozione dell’IA nel settore pubblico, organizzato da FPA in collaborazione con Microsoft Italia.

Gianni Dominici, amministratore delegato di FPA, ha sottolineato come la PA si trovi alla soglia di una “terza ondata” di trasformazione. La prima ondata è stata quella che ha portato per tanti anni a disinvestire sulla pubblica amministrazione, anche in termini occupazionali. La seconda è stata quella dell’esternalizzazione. Ora, invece, è il momento della grande sfida dell’IA che deve essere ben gestita, il che significa investire sulle persone, sui modelli organizzativi e sulla governance di questo processo.

Vincenzo Esposito, Amministratore Delegato di Microsoft Italia, invece, facendo riferimento a uno studio sui casi d’uso di questa tecnologia – lanciato con Ambrosetti lo scorso anno – dove, per la prima volta, si è cercato di guardare all’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sul sistema Italia, ha sottolineato l’urgenza di promuovere la produttività attraverso l’IA per contrastare gli effetti del progressivo invecchiamento della popolazione. E agire sulla leva dell’efficientamento della produttività interna nella pubblica amministrazione significa migliorare i servizi al cittadino, creare nuovi servizi.

Sull’IA si gioca lo sviluppo e la produttività nazionale, così come la competizione a livello internazionale, sebbene l’uomo debba restare al centro dei processi. La vera sfida è tenere la barra del timone, non penalizzare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale con una regolamentazione eccessiva e, dall’altro, garantire la protezione di una serie di valori fondamentali dell’essere umano.

Nel corso dell’evento abbiamo anche presentato i risultati della ricerca “Intelligenza artificiale e PA: l’opinione dei dipendenti pubblici”, realizzata su 1600 dipendenti pubblici appartenenti alla nostra community alla quale abbiamo chiesto un’opinione rispetto all’impatto atteso dall’intelligenza artificiale su tre prospettive: utilizzo e utilità percepita degli strumenti basati su IA; impatto futuro dell’IA sulla propria professione; impatto futuro dell’IA sulla propria organizzazione.

Le sfide della governance per l’IA

Nella prima tavola rotonda sono state evidenziate molteplici sfide che le pubbliche amministrazioni devono considerare per governare efficacemente l’IA: da quelle di natura etica e di responsabilità, recuperando i principi di padre Paolo Benanti sull’etica del digitale e sull’etica dello sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale, a quelle tecnologiche. L’espansione dell’intelligenza artificiale comporterà un incremento esponenziale della domanda di servizi infrastrutturali e della capacità di calcolo, e soddisfare questo aumento di domanda mette in gioco aspetti come scalabilità, cloud computing, edge computing e sostenibilità nella realizzazione di data center.

Numerose anche le opportunità offerte dall’IA su diverse dimensioni: mobilità, gestione delle emergenze, performance dei sistemi sanitari, anche se in quest’ultimo caso occorre considerare le differenze che possono emergere a causa dell’accentramento o del decentramento nelle realtà più periferiche delle funzioni sanitarie.

Le sfide e le opportunità spesso coincidono. Le opportunità legate all’utilizzo dei dati per le politiche pubbliche e all’elaborazione di strumenti personalizzati per i cittadini, all’analisi dei dati, alla previsione delle emergenze, rappresentano, al contempo, le principali sfide. Occorre avere la consapevolezza che la semplice diffusione di strumenti per poter governare non è sufficiente; occorre stabilire quale ruolo l’Italia e l’Europa intendono giocare.

Il FORUM ITAL(IA) ha offerto una panoramica ricca e sfaccettata sull’impatto dell’IA nella pubblica amministrazione, evidenziando un cammino ancora in salita ma già tracciato verso una gestione etica e responsabile di questa tecnologia. La strada da percorrere richiede un’alleanza civile, un impegno condiviso tra istituzioni, aziende e cittadini. Per quanto riguarda l’impegno delle istituzioni, l’AgID ha già delineato le linee guida da completare entro il 2024 per favorire l’adozione dell’intelligenza artificiale nella PA, migliorare il processo di procurement e sviluppare applicazioni di IA. Mentre il Polo strategico Nazionale punta a istituire un’infrastruttura cloud nazionale, aumentando i livelli di omogeneità tecnologica delle infrastrutture e facilitando l’accesso delle amministrazioni ai fondi del PNRR per accelerare il passaggio a infrastrutture di tipo cloud.

Intervista a Guido Scorza, Garante Privacy

“L’innovazione corre avanti e la regolamentazione insegue”, con questa affermazione si apre l’intervista a Guido Scorza, Garante Privacy. Il nostro è “un paese straordinariamente bravo a inciampare nella trappola dell’ipertrofia normativa”.

L’AI Act, approvato solo una settimana fa dal Parlamento europeo, diventerà direttamente applicabile in maniera graduale da qui ai prossimi 2 anni. Per il Garante è “una scatola metodologica, dentro non c’è e non può esservi nessuna soluzione alla governance delle AI”; è un metodo che segue l’approccio basato sul rischio. Due le questioni fondamentali emerse dall’intervista: la necessità di una governance efficace per l’attuazione delle prime regole dell’AI Act nei prossimi sei mesi e la complessità del regolamento, che potrebbe rappresentare una sfida per le piccole e medie imprese italiane nella sua applicazione. Serve un patto di responsabilità sociale tra tutti gli attori, pubblici e privati, per cogliere le opportunità poste dall’intelligenza artificiale ed evitare di portare a casa rischi o pericoli diffusi.

Le possibili applicazioni dell’IA nelle risorse umane e i loro impatti

Nella seconda tavola dedicata alle applicazioni dell’intelligenza artificiale e ai loro impatti, Stefano Stinchi, Direttore Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia, ha sollecitato una riflessione sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale per il settore delle risorse umane e delle attività del personale. Quali le sfide e le opportunità relative all’organizzazione del lavoro e alle nuove competenze richieste dal personale? Le applicazioni nel campo delle politiche del personale possono includere miglioramenti nel processo di reclutamento (introduzione di realtà virtuale per simulare ambienti di lavoro e testare le capacità dei candidati) e strategie per ridurre l’elevato tasso di abbandono dei neoselezionati per concorso, che spesso optano per altre amministrazioni.

Nelle pubbliche amministrazioni circa il 40% delle ore lavorative sarà influenzato dall’introduzione dell’intelligenza artificiale nei prossimi anni, e più del 60-70% del personale necessita di migliorare le competenze digitali. Le politiche del personale risentono della necessità di trovare un punto di equilibrio e di essere particolarmente adattabili e flessibili a seconda della platea: personale interno spesso di età avanzata, neoassunti generalmente più avvezzi alle nuove tecnologie.

L’Inps ha implementato sistemi di best match per assicurare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, che sfruttano l’intelligenza artificiale nella creazione di combinazioni più efficaci e soddisfacenti per entrambe le parti. Cosa significa, invece, lavorare con l’IA per un’istituzione come l’Istat? L’Istituto, con il suo impegno nel campo delle “smart statistics”, utilizza l’intelligenza artificiale per estrarre informazioni significative dai dati social e dal web, rivelando sentiment e tendenze che altrimenti resterebbero nascoste. L’Istat si impegna a garantire la massima precisione dei suoi dati, lavorando non solo sulla sicurezza, ma anche sulla definizione semantica dei dati stessi, in modo da comprenderne a fondo il significato e garantirne l’utilità.

Il tema della qualità del dato è centrale: un dato accurato e ben gestito è la chiave per analisi affidabili e decisioni informate. Il rischio dell’hacker che avvelena i dati è concreto, pertanto occorre adottare misure di sicurezza robuste e lavorare su dati puliti e ben organizzati. La cyber sicurezza è anche sicurezza del dato, nel senso di accuratezza, appropriatezza, inalterabilità, privacy del dato.

L’IA generativa gioca un ruolo doppio: da un lato offre straordinarie possibilità di analisi e ottimizzazione dei processi, dall’altro solleva questioni etiche e di affidabilità. Il tema dell’interoperabilità tra le amministrazioni è un obiettivo che l’IA può aiutare a realizzare, e in questo soccorre il Piano Triennale dell’AgID che pone l’intelligenza artificiale al centro della disponibilità e della gestione dei dati attraverso la piattaforma PDND.

FORUM ITAL(IA) non è stato solo un convegno, ma anche un’occasione di coinvolgimento dei partecipanti in sessioni parallele. In queste, ognuno ha potuto esprimere le proprie considerazioni sui temi delle competenze necessarie a sostenere il cambiamento tecnologico, sulla qualità del dato per abilitare gli algoritmi nella sfera decisionale pubblica e sull’importanza del ripensamento dei processi a seguito dell’automazione.

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