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Casciello: “Ecco le tre innovazioni con cui cambieremo la Sanità”

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Fascicolo sanitario elettronico, codice personale per le prestazioni sanitarie e patto per la salute digitale tra Stato e imprese. Massimo Casciello, responsabile di questo ambito per il ministero della Salute, racconta come si esplicherà nel 2016 il valore aggiunto dell’innovazione digitale in Sanità

4 Marzo 2016

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Massimo Casciello, direttore generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica, ministero della Salute

Per definire il valore aggiunto dell’innovazione digitale in sanità credo sia importante considerare almeno due aspetti essenziali:

  • il primo è quello della raccolta delle informazioni necessarie per svolgere una ricerca operativa o per comprendere qual è l’evoluzione o la regressione di certe situazioni. La sanità digitale consente di raccogliere più rapidamente tutte le informazioni che servono per approfondire la conoscenza di un problema e trovare le soluzioni;
  • il secondo è quello della telemedicina (teleconsulto, teleriabilitazione, telemedicina in generale) che consente di intercettare i cittadini bisognosi direttamente sul territorio. Infatti a causa dell’invecchiamento generale della popolazione, la maggior parte delle attività sanitarie si dovrà svolgere sempre più a livello territoriale. Gli stessi ospedali, per evitare di ricevere un afflusso improprio di pazienti a livello del pronto soccorso, saranno sempre più incentivati a svolgere molte delle loro attività direttamente sul territorio.

Questa dematerializzazione e riorganizzazione dell’attività assistenziale ha il suo fulcro nel digitale o in generale nell’ICT. È evidente che questo discorso, visto che si parla di persone anziane, dovrà essere collegato anche agli aspetti sociosanitari e non solo a quelli strettamente sanitari. Per fare un esempio molto semplice, i soggetti cardiopatici, che soffrono spesso di insufficienze cardiache e per i quali si registrano, quindi, ricoveri frequenti, possono essere controllati – come dimostrano studi internazionali – direttamente a casa (questo discorso vale anche per le aritmie), evitando i ricoveri inutili, il cui costo è sicuramente più alto rispetto a organizzare il controllo del paziente con sistemi di teleassistenza.

I principali progetti istituzionali sulla sanità digitale

Alcuni dei progetti di cui ci occupiamo sono stati avviati da anni. È il caso del Fascicolo Sanitario Elettronico, che a ragione si può considerare non solo come il contenitore di tutte le azioni che riguardano la vita di ogni cittadino dal punto di vista della sua salute e dell’aspetto sociosanitario ma anche l’”enzima catalizzante” per avviare la rivoluzione digitale dei servizi.

Un altro progetto su cui stiamo lavorando e che ha importanza strategica è il decreto interconnessione. Infatti ora i flussi sulle prestazioni individuali hanno la codifica della persona diversa per ogni flusso e per ogni regione. Con il decreto sulla interconnessione avremo un codice per ogni singola persona valido su tutto il territorio nazionale. Questo codice unico non reversibile garantisce la privacy della persona interessata, ma consente anche di seguire tutte le prestazioni e le risorse utilizzate per quell’individuo. Se prima avevo i dati assemblati (per esempio, numero delle persone che hanno avuto accesso al Pronto Soccorso o numero di codici bianchi), e dati individuali non interconnettibili per la presenza di codici diversi, con un codice identificativo unico posso associare a quella persona, per me anonima, tutte le prestazioni e di fatto la seguo dal pronto soccorso al ricovero, all’uso dei farmaci o dei dispositivi e così via. Infine, un terzo aspetto riguarda la riorganizzazione dell’erogazione dell’assistenza sanitaria attraverso il digitale, in cui un ruolo importante può essere svolto dal partenariato pubblico-privato. Con il “Patto sulla sanità digitale”, che abbiamo inviato in Conferenza Stato-Regioni, speriamo di ottenere questo risultato.

La necessità di collegare l’ospedale al territorio e il territorio alla sua rete attiva (medici di medicina generale, ambulatori, farmacie ecc.) può essere soddisfatta a costi sostenibili solo con le nuove forme di comunicazione e stoccaggio delle informazioni, ma per promuovere in modo sistematico l’innovazione digitale è necessario predisporre un piano strategico. Per questo è nato il Patto sulla sanità digitale, che dovrebbe divenire uno strumento per armonizzare e mettere a regime le iniziative già in essere e sperimentarne di nuove.

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