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Cloud, IOT e sicurezza: quali sfide e quali risposte secondo PA e aziende

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Per affrontare questi (e altri) temi centrali nel percorso di trasformazione digitale, la strada da percorrere è certamente quella del confronto tra esperienze e tra mondo pubblico e privato. Sempre più convinti di questo approccio, abbiamo sperimentato per la prima volta a FORUM PA 2019 un metodo di confronto originale e innovativo. Ecco come è andata…

19 Giugno 2019

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Redazione FPA

Foto di Stefano Corso

Sviluppare un’idea progettuale in forma collaborativa, attraverso la condivisione di competenze, risorse (umane e finanziarie), strumenti ed esperienze: con questo obiettivo è stata sperimentata per la prima volta a FORUM PA 2019, all’interno dei tavoli dell’Open Innovation Lab, una metodologia di lavoro del tutto originale e innovativa chiamata PrObject. In cosa consiste?

Pensiero laterale e utilizzo di objects

Nella combinazione di due elementi metodologici: le tecniche di “pensiero laterale” nella fase di brainstorming e l’utilizzo di objects, oggetti fisici e simbolici che vengono creati e manipolati e vanno a costituire progressivamente i mattoni fondamentali e le connessioni logiche da cui scaturisce il progetto. Una successiva fase di selezione e filtro delle idee progettuali porta, infine, in modo facilitato alla compilazione di un Business Canvas per ogni idea.

La premessa è che, come in un cervello umano la cosa più importante non sono i singoli neuroni e le informazioni che essi ospitano, ma piuttosto le sinapsi e i collegamenti che tra di essi si stabiliscono, così anche le idee più utili nascono dalle relazioni tra i partecipanti e dal progressivo nascere, fondersi o scindersi di idee e punti di vista.  

Le sfide

Sono tre i macro-temi scelti per sperimentare questa nuova metodologia a FORUM PA 2019, ognuno dei quali ha dato vita a diverse sfide e corrispondenti tavoli (ognuno guidato da un facilitatore e composto da rappresentanti di amministrazioni, centrali e locali, e imprese). I tavoli “Infrastrutture” hanno indagato su come costruire un modello per la migrazione in cloud e su come rendere efficace e scalabile la funzione IT del proprio Ente.

Quelli “Iot & Smart city e sicurezza urbana” si sono chiesti come mettere a fattor comune servizi funzionali (di diverso tipo, per esempio illuminazione e mobilità) e come mettere la città in sicurezza attraverso l’IoT e le piattaforme di integrazione dei dati. I tavoli “Sicurezza informatica” hanno risposto alla sfida di quali elementi non possono mancare per un cloud sicuro e come garantire la sicurezza dei dati, delle trasmissioni e dell’organizzazione combinando il fattore umano e le tecnologie.

L’orizzonte di riferimento per tutti i tavoli era il percorso di digitalizzazione della PA e, in particolare, il Piano triennale.

Il metodo: perché il pensiero laterale

Il “pensiero laterale” (termine coniato da Edward de Bono) è quell’approccio che permette di osservare i problemi da diversi punti di vista, non convenzionali e a volta contrapposti alla tradizionale modalità, per arrivare alla risoluzione. Un approccio più creativo rispetto al “pensiero verticale” e che è certamente più adatto quando si devono ricercare soluzioni non esplorate a problemi di vario tipo.

Il metodo: perché l’utilizzo di Oggetti

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se tocco/faccio capisco/imparo”. Si può partire da questo proverbio di Confucio per spiegare l’importanza della fisicità e simbolicità degli oggetti e della loro manipolazione nel processo conoscitivo e creativo. Sono stati utilizzati: pezzi di puzzle con icone da combinare insieme per individuare i concetti fondamentali della sfida; bastoncini di legno su cui scrivere parole chiave e poi raggruppare in cluster a cui dare un titolo, in modo da individuare le parole più usate e quelle più innovative; foglietti cancellabili e pennarelli su cui scrivere le idee progettuali e altre brevi frasi significative relative alla sfida del tavolo. Attraverso questi passaggi, la sfida dei diversi tavoli vira sempre più verso una direzione progettuale.

Il metodo: i 6 cappelli di E. De Bono e la compilazione del Canvas

Ecco quindi le due fasi finali, di analisi e realizzazione dell’output delle tre ore di lavoro: un Project Canvas per ogni idea progettuale, che traduce in forma scritta gli stimoli arrivati dal precedente processo creativo. In questa fase di elaborazione finale viene utilizzata la consolidata metodologia dei 6 cappelli come ultimo espediente per verificare l’esaustività e la correttezza dei ragionamenti svolti nonché per lavorare in coerenza con le aree dei canvas.

Ed ecco i nostri Project Canvas

Ai tavoli di lavoro dell’Open Innovation Lab a FORUM PA 2019 hanno partecipato 166 persone. Ecco i Canvas realizzati, che sintetizzano il lavoro e i risultati dei singoli tavoli.

Tavoli di lavoro Infrastrutture e dati
scopri i partecipanti

Tavoli di lavoro Smart City & Internet of Things
scopri i partecipanti
Tavoli di lavoro Sicurezza urbana
scopri i partecipanti

Tavoli di lavoro Sicurezza informatica e delle infrastrutture
scopri i partecipanti

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