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COVID-19, Simone D’Antonio, ANCI: “Nessuno poteva immaginare uno scenario del genere”

COVID-19, Simone D’Antonio, ANCI: “Nessuno poteva immaginare uno scenario del genere”
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Come hanno reagito le città all’attuale emergenza legata alla diffusione del Covid-19? Nell’intervista di Gianni Dominici a Simone D’Antonio, dell’Area Studi e Ricerche di ANCI, temi centrali come data governance, smart working, digital divide, progettazione urbana

27 Aprile 2020

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Redazione FPA

Durante il nostro percorso di avvicinamento alla manifestazione di quest’anno, denominato #road2ForumPA2020, stiamo parlando spesso con i nostri intervistati dell’importanza della prevenzione. Quello che sta emergendo, infatti, è che tutte le pubbliche amministrazioni che avevano già investito in tecnologia, innovazione e sperimentazioni (per esempio quelle sullo Smart Working) hanno risentito meno dell’emergenza COVID-19, grazie alla maggiore capacità di resilienza. Simone D’Antonio, dell’Area Studi e Ricerche di ANCI, intervistato da Gianni Dominici, propone un’altra lettura, che di certo non esclude la prima, ma la integra nei fatti. Il problema di questa emergenza è rappresentato dalla repentinità, certamente, e dal fatto che ci siamo ritrovati all’interno di uno scenario che nessuno avrebbe potuto immaginare.

COVID-19, Simone D’Antonio, ANCI: “Nessuno poteva immaginare uno scenario del genere”

L’intervista

“In questo momento stiamo assistendo alla crisi del concetto di resilienza per come era visto in passato” dice D’Antonio, “Noi abbiamo visto come nessuno può essere veramente preparato a una crisi che non si riusciva neanche a concepire. Anche nella simulazione più assurda, nessuno poteva immaginare un esito del genere”.

Non una giustificazione, dunque, ma un modo di ripensare il concetto di resilienza, che deve prevedere progetti reali organizzati in precedenza, in collaborazione con le comunità, e che quindi tengano conto anche degli scenari più distopici.

“Come ANCI cerchiamo di coordinare la risposta dei territori” continua D’Antonio, “Allo stesso tempo, cerchiamo di immaginare un futuro possibile per le città, rimanendo in contatto con funzionari e amministratori”.

Simone D’Antonio cita anche degli esempi di amministrazioni virtuose che hanno reagito in maniera ottimale all’emergenza: “Torino aveva già testato lo Smart Working su molti dipendenti; nel momento in cui si è passati all’obbligatorietà, buona parte del personale è passato senza troppi problemi al lavoro agile. Udine, poi, ha riorganizzato la ludoteca online, con giochi che possono essere fruiti da genitori e bambini”.

Infine, si parla anche della riorganizzazione del tessuto urbano, per fare in modo che al rientro non ci si trovi in città più caotiche di prima: “Bisognerà rivedere gli spazi pubblici per non far sì che al rientro il traffico automobilistico sia eccessivo, vista la paura che le persone avranno di prendere i mezzi pubblici; dobbiamo offrire delle opportunità, promuovendo, ad esempio, il fatto di andare a piedi piuttosto che prendere i mezzi privati”.

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