Dopo la e-Fattura, la rivoluzione digitale investirà tutti i processi della PA

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22 Settembre 2015

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Alessandro Perego, Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

Il percorso verso la digitalizzazione che il nostro Sistema Paese cerca faticosamente da anni di intraprendere ha visto nell’introduzione dell’obbligo di Fatturazione Elettronica verso la PA un momento di grande rilievo. È stato mosso un primo passo concreto nella direzione dell’innovazione digitale, cui il Legislatore sta facendo seguire rapidamente altri passi decisi.

Sono ormai 15 Milioni i file FatturaPA inviati dai fornitori via Sistema di Interscambio, da più di un anno dall’entrata in vigore dell’obbligo di Fatturazione Elettronica verso le PA Centrali e da soli 6 mesi dall’avvio dell’obbligo per tutte le altre PA. Con la sola eccezione del mese di agosto, che ha fatto riscontrare un drastico calo – “fisiologico” e certamente non legato al passaggio dalla Fatturazione Tradizionale a quella Elettronica – crescono, in maniera costante, i volumi: nel mese di luglio oltre 2,6 milioni. È al contempo in drastico calo l’incidenza degli scarti sul totale dei file FatturaPA inviati, che ha toccato rispettivamente la quota del 7,3% e del 5,4% nei mesi di luglio e agosto. Il Sistema, dal punto di vista tecnologico, funziona dunque perfettamente, utilizzato da circa 48.000 Uffici della PA e oltre 450.000 imprese.

In merito al processo, tuttavia, permangono ancora, alcuni elementi di attenzione, evidenziati direttamente dagli utenti. I fornitori segnalano il tema delle “personalizzazioni” richieste, quando non imposte, dalle singole Pubbliche Amministrazioni (che, per esempio, a volte richiedono di allegare un file Fattura in PDF, altre volte di inserire dati particolari o peculiari codifiche in alcuni campi, non sempre i medesimi) e la pratica del rifiuto del documento in corrispondenza della mancata valorizzazione di alcuni campi, spesso non obbligatori ai fini fiscali, utili alle PA per completare l’iter approvativo interno e rendere tali fatture effettivamente esigibili (ne è un esempio ricorrente l’assenza dei codici CIG e CUP). Non mancano poi le PA che, pur gestendo le Fatture Elettroniche, si vedono avanzare la richiesta, da parte di alcuni revisori dei conti, di procedere alla stampa anche delle Fatture, da presentare congiuntamente a tutti gli altri documenti (ancora cartacei).

Proprio perché riteniamo che la Fatturazione Elettronica verso la PA possa dare un forte contributo alla diffusione di competenze digitali significative, è doveroso che i problemi e le criticità siano continuamente monitorati e oggetto di attenzione, al fine di identificare il modo migliore per affrontarli e risolverli. Il percorso di cambiamento – iniziato e ben lungi dall’essere già concluso – ha senso solo se avviene in modo ampio e completo, mirando a digitalizzare tutti i processi coinvolti nella fase di Fatturazione e più in generale in tutto il ciclo che parte dall’Ordine e arriva al pagamento. In quest’ottica, il Legislatore dimostra di avere le idee chiare: non si ferma alla Fattura, ma si sta muovendo nella direzione di un obiettivo molto più ambizioso: la digitalizzazione di tutti i processi, sia quelli interni alla PA e alle imprese, sia quelli di interfaccia. Le Pubbliche Amministrazioni dovranno adeguarsi a brevissimo – il termine indicato dal Legislatore è il prossimo 11 ottobre 2015 – alle regole tecniche per il protocollo informatico (adottate con DPCM 3 dicembre 2013): dovranno, quindi, adeguare i propri sistemi di gestione informatica dei documenti, nominare un responsabile e adottare un proprio manuale della gestione documentale. La “rivoluzione” digitale è in atto e non sembra essere più procrastinabile: le PA devono rivedere, in chiave digitale, i propri processi interni.

Il prossimo passo su cui il Legislatore già si è impegnato – con il Decreto Legislativo n.127 del 5 agosto 2015 – è quello di stimolare la diffusione della Fatturazione Elettronica anche “fra imprese”, facendo leva su incentivi orientati alla semplificazione e alla sburocratizzazione (grazie all’opzione di trasmissione telematica dei dati di tutte le fatture di acquisto e vendita, per esempio, verrà meno l’obbligo di comunicazione dello Spesometro, della Black List, ecc. e i rimborsi IVA verranno eseguiti entro 3 mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale). Un passo importante, anche se complesso da rendere effettivo, che può portare ai risultati desiderati solo se si diffonde sempre di più – nel mondo pubblico e in quello privato – l’abitudine a inviare, ricevere e gestire i documenti legati alle transazioni di business in formato elettronico strutturato. Per ottenere questo risultato, è indispensabile che nelle imprese, ma soprattutto in ognuno di noi alberghi la convinzione che la digitalizzazione è un processo ineludibile, al quale è necessario guardare con fiducia e consapevolezza.

Qualcosa già è cambiato. Le PA e le imprese hanno iniziato a intraprendere il proprio processo di cambiamento: affrontandone le criticità, i rischi, le inerzie e intravedendone, così, i primi benefici. L’innovazione continua, spinta dal Legislatore italiano, nella direzione della semplificazione e dell’estensione del digitale, dalla Fatturazione agli altri processi, dalla PA al B2b.