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Ecco il piano Banda Ultra Larga della Regione Sardegna

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Per l’utilizzo più rapido ed equo delle risorse finanziarie disponibili, viene messa in atto l’estensione al 100% della popolazione della copertura degli accessi a banda ultralarga di base (30 Mbps), partendo dalle zone rurali, che si intende sollevare in termini di velocità di trasmissione per almeno il 50% della popolazione (con risorse aggiuntive di fonte statale si potrà arrivare all’85%) raggiungendo la connettività di 100 Mbps

2 Maggio 2016

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Antonello Pellegrino, direttore generale degli Affari generali e della società dell’informazione, Regione Autonoma della Sardegna

Il territorio che ha visto nascere le prime applicazioni telematiche su larga scala, rendendo note esistenza e potenzialità di internet al grande pubblico, non poteva rimanere al palo nella realizzazione dell’infrastruttura fondamentale per supportarle. Nel pieno rispetto delle indicazioni dell’Unione Europea in termini di aiuti di Stato, si sta infatti intervenendo per la realizzazione, nelle aree cosiddette in “fallimento di mercato” (Aree Bianche), di un piano articolato e impegnativo che (nella salvaguardia degli investimenti già effettuati in passato per l’estensione della banda larga – ADSL) consentirà di raggiungere gli obbiettivi del piano Europa2020 e della Strategia italiana per la banda ultralarga.

L’Agenda Digitale della Commissione Europea rappresenta una delle sette “iniziative faro” della strategia Europa 2020. Essa precisa i sei obiettivi da raggiungere entro il 2020 per favorire la crescita sociale ed economica dell’Unione Europea. Il quarto dei sei è relativo a “Promuovere un accesso ad Internet veloce e superveloce per tutti” e recita: La cittadinanza Europea deve disporre di accessi Internet veloci e superveloci, accessibili a tutti e a prezzi competitivi. In tale ottica, l’UE deve creare reti d’accesso di nuova generazione (NGA). La Commissione intende servirsi dei fondi europei (in particolare del FESR o del FEASR) per finanziare gli investimenti nella banda larga.

Coerentemente con queste indicazioni, la Direzione generale degli Affari generali e della società dell’informazione della R.A.S. ha definito nel 2015 un Piano telematico regionale per la copertura integrale del territorio sardo con una infrastruttura passiva abilitante l’offerta di servizi a Banda Ultra Larga, basati su velocità di connessione uguale o maggiore di 30Mbps (facente parte della più generale Strategia per l’Agenda Digitale della Sardegna elaborata dalla Direzione). Il Piano prevede interventi a carico della Regione esclusivamente nelle Aree Bianche, secondo quanto previsto dagli orientamenti comunitari e in coerenza con gli esiti della Consultazione Pubblica per gli Operatori di Telecomunicazioni per la Banda Ultra Larga sul Territorio Nazionale. Quale prima fase attuativa, con Deliberazione n° 33/6 del 30 giugno 2015 la Giunta Regionale ha approvato lo schema di Accordo di Programma con il Ministero dello Sviluppo Economico avente ad oggetto lo sviluppo della Banda Ultra Larga nelle aree rurali bianche della Regione Sardegna; con questa D.G.R. si destinano risorse economiche nell’ambito del PSR (Programma di Sviluppo Rurale) Sardegna 2007/2013 e del PSR Sardegna 2014-2020. La Regione Autonoma della Sardegna e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno quindi proceduto alla sottoscrizione di uno specifico Accordo di Programma nel luglio del 2015, con l’obiettivo comune di disciplinare i rapporti tra le Parti per il conseguimento degli obiettivi e la realizzazione delle attività inerenti al potenziamento delle dotazioni infrastrutturali per la connettività a banda larga nelle “aree rurali bianche” C e D individuate nel territorio regionale. La Regione Sardegna sarà proprietaria delle infrastrutture così realizzate, seguendo il cosiddetto Modello A: Intervento diretto previsto dal regime d’aiuto comunitario, che prevede la realizzazione dell’infrastruttura passiva (cavidotti e reti in fibra ottica) in tutte le aree bianche ove si verifichi che gli altri modelli previsti dal regime d’aiuto non si ritengano efficaci ed efficienti. La gara è stata espletata dalla società Infratel Italia SpA e sono in fase di firma le convenzioni con le 313 amministrazioni comunali sedi di questa fase dell’intervento.

Opportuno precisare che la messa a disposizione della rete avviene ordinariamente mediante la cessione di diritti d’uso sulle infrastrutture (modalità IRU), con l’applicazione di principi e condizioni di equità e non discriminazione. I soggetti acquirenti le infrastrutture hanno così la possibilità di completare la rete di servizio alla loro utenza, integrando la loro con quella messa a disposizione da Infratel, e provvedere all’installazione degli apparati per l’attivazione dei servizi di connettività rivolti ai cittadini ed alla Pubblica Amministrazione. In questa maniera, grazie all’intervento pubblico, si riesce a ottenere l’eliminazione di quella parte d’intervento che generalmente rappresenta la più grande barriera all’entrata per gli operatori del comparto, dato che gli investimenti in infrastrutture rappresentano la parte maggiore dei costi da sostenere per giungere a erogare i servizi ai clienti finali. L’architettura tecnica di riferimento è quella nota con l’acronimo FTTx e consiste nel collegare ogni unità immobiliare ad uso residenziale ed ufficio ad una centrale locale (nodo di accesso), e da questa a tutta la rete, tramite fibra ottica. Lo stesso tipo di collegamento viene assicurato per le stazioni radio base per le telecomunicazioni mobili e per gli hot spot WiFi e WiMAX presenti sul territorio.

In una fase immediatamente successiva e già in corso di pianificazione, con analoghe modalità realizzative verranno realizzate le infrastrutture nelle aree non rurali in fallimento di mercato, con fondi europei FEASR.

Di seguito una sintesi grafica del Piano per la BUL della Regione Sardegna:

Totale Comuni: n° 377
  • Aree nere: intervento dichiarato da parte degli operatori di mercato per copertura a 30 Mbps
  • Aree verdi: intervento pubblico RAS in ottica FTTN/FTTH in corso su 313 Comuni in aree rurali (fondi europei FEASR 2007-13 e 2014-20) con specifico regime di aiuto di Stato
  • Aree rosse: intervento pubblico programmato da RAS in ottica FTTN/FTTH in 40 Comuni con fondi europei FESR 2014-20, da avviare appena ultimato l’iter di approvazione dell’aiuto di Stato italiano
  • Aree blu: intervento aggiuntivo pubblico RAS in 10 Comuni, con fondi europei FESR, per posa infrastrutture con estensione FTTH contestualmente alla realizzazione delle reti di distribuzione del gas agli edifici

Per l’utilizzo più rapido ed equo delle risorse finanziarie disponibili, viene messa in atto l’estensione al 100% della popolazione della copertura degli accessi a banda ultralarga di base (30 Mbps), come detto a iniziare dalle zone rurali, che si intende sollevare in termini di velocità di trasmissione per almeno il 50% della popolazione (con risorse aggiuntive di fonte statale si potrà arrivare all’85%) raggiungendo la connettività di 100 Mbps. Lo sforzo finanziario è quindi significativo, mobilita investimenti con fondi FEASR delle programmazioni 2007-13 e 2014-20 per circa 77 milioni di euro e risorse POR FESR 2014-20 per oltre 71 milioni di euro, con l’obbiettivo di arrivare al 2020 con un territorio regionale completamente infrastrutturato con reti telematiche ad alta velocità.