Il digitale protagonista in emergenza: come vedono il futuro i Responsabili per la transizione al digitale

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L’emergenza ha messo in evidenza la centralità dei processi di digitalizzazione. Per parlarne FPA ha organizzato un Digital Talk, una tavola rotonda digitale, in cui ha coinvolto alcuni Responsabili per la Transizione al digitale (RTD) di amministrazioni centrali e locali. Ecco cosa è emerso

30 Aprile 2020

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Michela Stentella

Content Manager FPA

Il ruolo dei Responsabili per la Transizione al digitale (RTD) non è sempre conosciuto e riconosciuto all’interno della PA. In realtà queste figure sono in prima linea in particolare in questo momento, in cui le amministrazioni si sono trovate in poco tempo a dotarsi di strumenti in grado di rispondere in maniera adeguata all’emergenza, sia per l’adozione dello smart working che per proseguire il rapporto con i cittadini e le imprese. Questa la premessa con cui Gianni Dominici, Direttore generale di FPA, ha aperto il Digital Talk, la tavola rotonda digitale, in cui FPA ha coinvolto il 23 aprile scorso alcuni RTD di amministrazioni centrali e locali.

Il confronto è partito da alcuni dati raccolti e analizzati da FPA. Questi dati da una parte mettono in evidenza il ruolo dei RTD e gli aspetti che dovrebbero caratterizzare la loro azione (coordinamento multidisciplinare, change management, sensibilizzazione della sfera politica all’importanza della trasformazione digitale), dall’altra dimostrano la persistenza di un ritardo nelle nomine, soprattutto negli enti più piccoli (meno del 30% dei comuni ha individuato un RTD), e di una serie di equivoci, primo fra tutti la lettura della nomina come un mero adempimento normativo. Si aggiungono poi una serie di criticità, tra cui sovrapposizione di mansioni e ruoli pregressi (RTD e CIO, per fare un esempio), sovraccarico di responsabilità, sottodimensionamento dell’ufficio, solitudine nell’affrontare i compiti assegnati. Infine, da rilevare lo scarso ricorso alla gestione associata della funzione, che sarebbe invece una grande opportunità (colta ad esempio recentemente dal MIUR, che con la nota del 5 dicembre scorso ha stabilito che il Responsabile della Transizione Digitale del ministero dovrà ricoprire tale ruolo anche per le Istituzioni scolastiche ed educative).

Partendo da questo contesto, i partecipanti al Digital Talk si sono confrontati proprio sulle difficoltà incontrate nello svolgimento del proprio ruolo e, in particolare, su cosa questo particolare momento legato all’emergenza Covid-19 ha messo in evidenza e sulle prospettive future. Sempre con un obiettivo: superare il concetto di digitalizzazione come mero adempimento e legarlo, invece, sempre più alla visione di una PA che abbia un ruolo attivo e centrale nello sviluppo del Paese. Per fare questo – l’attuale situazione lo sta dimostrando – serve una PA che sia prima di tutto resiliente, grazie a una lettura a tutto tondo dell’innovazione (tema centrale del prossimo FORUM PA digitale in programma dal 6 all’11 luglio).

Al Digital Talk hanno partecipato, raccontando la propria esperienza, Michele Melchionda, RTD Presidenza del Consiglio dei Ministri; Rosa Di Palma, RTD Comune di Barletta; Raffaele Gareri, RTD Roma Capitale; Caterina Graziani, RTD Comune di Firenze.

“La nomina di un RTD è un investimento per l’amministrazione – ha sottolineato in apertura Michele Melchionda -. Il RTD è una figura con una delega importante e dove questo non si può realizzare per limiti organizzativi si deve fare una scelta diversa che è quella dell’aggregazione, quindi della gestione associata della funzione”.

Rosa Di Palma ha messo subito in evidenza l’importanza della programmazione di medio e lungo termine e la consapevolezza che gli interventi in materia di innovazione tecnologica non possono essere legati al mandato del singolo sindaco o assessore.

Raffaele Gareri ha sottolineato, invece, l’importanza della collaborazione e del percorso condiviso con i colleghi all’interno dell’amministrazione, la centralità del dialogo tra RTD e assessori, un dialogo che deve investire non solo aspetti strettamente tecnologici, ma tutta l’evoluzione di processo. Solo in questo modo si comprende davvero il ruolo del RTD.

Per Caterina Graziani si deve partire dalla consapevolezza che la vera transizione al digitale non significa soltanto digitalizzazione in senso infrastrutturale e tecnico, ma comporta un lavoro multidisciplinare, che vede in primo piano la cultura, le competenze, la modifica dei processi di lavoro nel quotidiano. Questa emergenza lo ha messo improvvisamente in evidenza.

Le competenze dei dipendenti pubblici sono state indicate come elemento centrale anche dai partecipanti al Talk, che hanno risposto a un sondaggio in diretta nel corso dell’evento. A loro è stato chiesto, infatti, quale è l’aspetto che, in questa fase di emergenza, ha rappresentato la maggiore criticità e la scelta è caduta proprio sul fattore competenze.

Da qui si è partiti per sviluppare la seconda parte del dibattito, riprendendo come spunto la recente indagine svolta da AgID in collaborazione con CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, per la Rilevazione dei fabbisogni formativi del RTD e del suo Ufficio. Dall’indagine (realizzata su un campione rappresentativo di 60 amministrazioni, composto da PA centrali e locali, enti e agenzie) emerge come, con riferimento al Piano triennale, il compito ritenuto più urgente in termini di interventi formativi sia quello di favorire lo sviluppo e la diffusione delle competenze digitali all’interno dell’Amministrazione, indicato come molto rilevante dal 72% dei partecipanti.

Per riascoltare tutte le testimonianze e gli spunti di riflessione emersi dal Digital Talk vi proponiamo in questo articolo la registrazione dell’evento.

Il confronto proseguirà al FORUM PA 2020 digitale di luglio, con l’Arena delle Reti dedicati alla Community RTD, in programma il 6 luglio.


FPA si occupa di accompagnare i RTD e loro collaboratori con un progetto finalizzato a rispondere al forte bisogno di conoscenze e competenze utili ad accompagnare la transizione digitale delle amministrazioni. Al contempo, grazie alla partnership con Opencontent è in grado di supportare le amministrazioni locali nell’implementazione di piattaforme web e servizi digitali sviluppati secondo i criteri (accessibilità, fruibilità, semplificazione del linguaggio) delle linee guida e dei kit messi a punto dal Team per la trasformazione digitale.

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