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Inclusione digitale: come ‘crescere’ cittadini consapevoli e amministratori competenti

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La PA per favorire l’inclusione digitale deve partire da una revisione profonda dei propri processi e modelli di erogazione dei servizi, con lo sguardo sempre rivolto ai destinatari finali. Ed è assolutamente necessario lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze digitali. La riflessione di Alessandra Benvenuti, Responsabile della Divisione Demand di Insiel, Azienda ICT in house della Regione Friuli Venezia Giulia

20 Giugno 2019

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Redazione FPA

Photo by Gaelle Marcel on Unsplash - https://unsplash.com/photos/FLdK5N-YGf4

“Il termine ‘inclusione digitale’ rinvia immediatamente al suo opposto, ovvero al “divario digitale”. A fronte di una spinta verso la digitalizzazione sempre più ampia e pervasiva, anche nell’ambito della PA, il rischio di creare nuove marginalità sociali, con geografie in parte diverse da quelle attuali, è sempre più concreto”.

La riflessione

Parte da qui la riflessione di Alessandra Benvenuti, Responsabile della Divisione Demand di Insiel, sul tema dell’inclusione digitale, da lei approfondito anche a FORUM PA 2019, il 16 maggio scorso, nel corso del convegno Verso una società dell’informazione inclusiva.

Insiel, Azienda ICT in house della Regione Friuli Venezia Giulia, sviluppa e gestisce in modo unitario e integrato le infrastrutture, le soluzioni e i servizi ICT per l’Amministrazione regionale, gli Enti Locali e la Sanità. Alessandra Benvenuti è la responsabile della Divisione Demand che in Insiel occupa di presidiare le Direzioni Regionali e gli Enti Locali per garantire le innovazioni previste dall’Agenda Digitale e costituisce il punto di riferimento per il cliente, con il quale gestisce le relazioni e le comunicazioni.

“Come emerso in molti interventi di FORUM PA 2019 e come ha affermato il Commissario del Team per la Trasformazione Digitale Luca Attias – prosegue Benvenuti – ricondurre il tema dell’inclusione digitale alla mera connettività o alla capacità dei cittadini di utilizzare i servizi on line sarebbe riduttivo: il vero tema è ‘crescere’ nuovi cittadini capaci di muoversi agilmente e fruire pienamente e consapevolmente dei contenuti e dei servizi offerti dalla rete”.

Cosa può fare la Pubblica Amministrazione per realizzare l’inclusione digitale?

In questo percorso la Pubblica Amministrazione può svolgere un ruolo centrale, con approccio concretamente ‘inclusivo’ capace di porre il servizio all’utente finale – cittadino, professionista o impresa – sempre al centro del proprio operato, utilizzando le nuove tecnologie digitali come strumento, come mezzo e non come fine. Per farlo, la Pubblica Amministrazione non può che partire da una revisione profonda dei propri processi e modelli di erogazione dei servizi, con lo sguardo sempre rivolto ai destinatari finali ed alle loro necessità.

E per quanto riguarda i singoli amministratori?

Per accompagnare efficacemente questa transizione è assolutamente necessario lo sviluppo e il rafforzamento delle competenze digitali degli amministratori, dei funzionari e dei tecnici che operano nel settore pubblico.

Cosa sta facendo in questo senso la Regione Friuli Venezia Giulia assieme a Insiel?

La Regione FVG e Insiel sono impegnate su diversi fronti. Stiamo realizzando i nuovi portali per gli Enti Locali, primo punto di contatto fra cittadini e Pubblica Amministrazione: si tratta di portali web completamente rivisitati nella logica, nello stile di comunicazione e nel modello di approccio, ponendo l’utente al centro dell’intero processo e guidandolo nell’individuazione e nell’accesso ai servizi di interesse.

Ha accennato al tema delle competenze digitali, quali le iniziative avviate?

FVG Digital Academy di Insiel è referente per i servizi di formazione ICT nell’ambito del comparto pubblico regionale e ha realizzato sul territorio i Centri Didattici Digitali Diffusi, veri e propri “poli” di innovazione digitale distribuiti anche nelle aree decentrate. I Centri Didattici Digitali Diffusi sono attrezzati con tecnologie avanzate per la didattica e in breve tempo sono divenuti un punto di riferimento per gli operatori dei Comuni, i cittadini, gli studenti, le imprese, le associazioni per sviluppare progetti di eInclusion e di rafforzamento delle competenze informatiche.

Inclusione significa anche semplificazione?

Certamente: nel caso della Regione Friuli Venezia Giulia un esempio in questo senso è il Progetto SUS – Sportello Unico Servizi. Il SUS è stato fortemente voluto dalla Giunta Regionale e ha l’obiettivo di semplificare i processi e i servizi della PA, a partire dalla digitalizzazione dei procedimenti attivati da istanze di parte che trovano nello sportello un canale di accesso dedicato.

La messa a punto dei nuovi servizi avverrà con il coinvolgimento attivo di tutti gli attori, operatori della PA e utenti finali: l’approccio è partecipato e condiviso. In ogni caso, quelle che ho citato sono solo alcune fra le tante progettualità improntate al nuovo paradigma che Insiel sta realizzando assieme alla Regione FVG. La vera sfida infatti è superare il tecnicismo che talvolta guida lo sviluppo dei nuovi servizi e porsi nella prospettiva di chi tali servizi dovrà utilizzare, coinvolgendo attivamente l’utilizzatore finale nella progettazione degli stessi.

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