Infrastrutture digitali: le autostrade su cui corrono i dati e i nostri diritti - FPA

Infrastrutture digitali: le autostrade su cui corrono i dati e i nostri diritti

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Edizione 2021 della Rubrica Assinter e FPA sulle esperienze delle società pubbliche per l’innovazione tecnologica. In questa prima uscita parliamo di infrastrutture digitali e alcuni interventi illustri ci raccontano perché avere un accesso a internet è un diritto, che permette una piena partecipazione dell’individuo alla società, e perché per la PA il cloud è una scelta di efficienza e risparmio, che abilita la cittadinanza digitale

14 Ottobre 2021

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Eleonora Bove

Senior Content Manager FPA

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La Commissione europea nella comunicazione sul decennio digitale ricorda come le infrastrutture digitali e la connettività rapida favoriscano l’esercizio dei diritti e la libertà, consentendo alle persone di stabilire dei contatti al di là di territori, posizioni sociali o gruppi di comunità. 

L’Italia nel Piano Nazionale di ripresa e resilienza ha previsto specifici interventi sulle reti a banda ultra larga, con uno stanziamento di risorse pari a 6,71 miliardi di euro. 

L’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidente, infatti, quanto le infrastrutture digitali siano fondamentali e strategiche per il nostro Paese, al pari di infrastrutture tradizionali come le autostrade, le ferrovie, il sistema elettrico.  

Potremmo paragonare le infrastrutture digitali alle autostrade. Su queste corrono dati e informazioni che abilitano i servizi digitali pubblici.  I servizi digitali pubblici permettono una piena partecipazione dell’individuo alla società e l’esercizio dei diritti di cittadinanza da parte di ognuno. 

La Pubblica Amministrazione può garantire ai cittadini e alle imprese, servizi pubblici di maggiore qualità, efficienza ed efficacia solo se investe in una piena digitalizzazione dei suoi processi. 

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destina alla digitalizzazione della pubblica amministrazione complessivamente 6 miliardi e 146 milioni di euro. Di questi 900 milioni di euro sono investiti sull’infrastruttura digitale, per garantire che i sistemi della pubblica amministrazione siano ospitati in centri dati affidabili, con elevati standard di qualità per la sicurezza, le prestazioni, la scalabilità, l’interoperabilità europea e l’efficienza energetica.  Un miliardo di euro è stanziato per migrare i dati e le applicazioni delle PA locali verso un’infrastruttura cloud sicura. La migrazione interessa oltre 12.000 PA locali. 

Tra le tecnologie a disposizione, infatti, il cloud riveste un ruolo centrale in questo processo di trasformazione essendo una tecnologia: agile, scalabile e multi-tenant.  Ma il tema della sicurezza è cruciale: Nel corso del 2020 l’83% delle PA italiane sono state colpite da attacchi cyber.

Assinter Italia, l’Associazione delle Società Pubbliche per l’Innovazione Tecnologica, sta lavorando alla realizzazione di una federazione tra le infrastrutture delle società del network, per abilitare il mutuo scambio di servizi infrastrutturali e applicativi in cloud. Questo progetto sostiene l’idea di un “cloud italiano” per mettere in sicurezza i dati sensibili di cittadini e imprese, e garantire l’indipendenza del nostro Paese rispetto alle risorse di calcolo e storage. 

In questo video-racconto, le esperienze e le visioni di alcune associate Assinter, impegnate nella ripresa del Paese:

  • Kussai Shahin, Direttore Generale – Trentino Digitale 
  • Lorenzo Gubian, Direttore Generale – ARIA 
  • Paolo Ghezzi, Direttore Generale – InfoCamere 
  • Pier Paolo Gruero, Chief Information Security Officer – CSI Piemonte 
  • Alessandro Di Bello, Direttore Generale InnovaPuglia

Qui il dossier con tutte le uscite della Rubrica che FPA realizza in collaborazione con Assinter Italia.

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