Innovazione nel sistema giudiziario. Una fotografia un po’ preoccupante.

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La giustizia è uno dei settori in cui si sta investendo di più affinché l’innovazione tecnologica si traduca in vantaggi per i cittadini. La relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario del Presidente della Corte di Appello di Venezia Manuela Romei Pasetti, ci offre un’interessante finestra su questo mondo di cui tanto si parla in questi ultimi mesi.

16 Febbraio 2010

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Tommaso Del Lungo

Articolo FPA

La giustizia è uno dei settori in cui si sta investendo di più affinché l’innovazione tecnologica si traduca in vantaggi per i cittadini. La relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario del Presidente della Corte di Appello di Venezia Manuela Romei Pasetti, ci offre un’interessante finestra su questo mondo di cui tanto si parla in questi ultimi mesi.

Forumpa.it sta diventando sempre più il punto di riferimento e di destinazione di decine di contributi, piccoli o grandi, sul cambiamento e la riforma della pubblica amministrazione e sull’innovazione nei territori.
Ogni settimana, oltre ai commenti lasciati sul sito, in redazione giungono numerose mail che ci suggeriscono temi, che ci presentano articoli o riflessioni o che ci chiedono di dare voce e spazio a particolari aspetti di questo “cambiamento”.

Su Saperi PA trovi altri interventi di Manuela Romei Pasetti sull’innovazione nel sistema giudiziario.

Una di queste, la settimana scorsa, presentava la relazione del Presidente della Corte di appello di Venezia Manuela Romei Pasetti, il 30 gennaio scorso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

La relazione è molto lunga ed articolata (chi è interessato la può scaricare qui) e si concentra sul ruolo di sussidiarietà delle istituzioni giudiziarie rispetto alle altre autonomie locali nello sviluppo di un territorio. “La funzione giudiziaria – scrive Manuela Romei Pasetti – non è un costo senza ritorno, ma un investimento che incide, tra l’altro, sulla funzionalità e sullo sviluppo dello specifico territorio in cui si esercita. Se non vi è efficiente repressione delle violazioni della legge penale, se le imprese non possono accedere ad un sollecito recupero dei crediti, se i soggetti non possono risolvere rapidamente le loro controversie civili o commerciali, non vi è soddisfacimento del cittadino perché viene vanificato ogni obiettivo di vita ordinata e di sviluppo territoriale.

In particolare ci ha colpito un passaggio fondamentale nel quale il presidente tocca il tema della carenza di personale adeguato a rendere la macchina della giustizia più veloce ed efficiente.
I dati citati hanno dell’incredibile: nel 2009 18 magistrati hanno definito poco più di 3500 procedimenti civili (195 a testa), mentre 13 magistrati hanno definito quasi 4000 procedimenti penali (297 a testa).
Su questa situazione disastrosa, in cui oltre al superlavoro dei magistrati si crea ogni anno un ritardo che, probabilmente non si colmerà mai (i procedimenti pervenuti alla corte sono maggiori di quelli definiti), si sono inseriti due protocolli di intesa con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, per la digitalizzazione dei “biglietti di cancelleria” nei tribunali civili e la loro trasmissione per via telematica.

Un enorme passo avanti, verrebbe da pensare, e invece no, solo un piccolo passo. La relazione, infatti, continua elencando tutti gli ostacoli che si pongono sul sentiero che separa la Corte di Appello di Venezia dalla giustizia telematica.
Mancanza di competenze informatiche e procedurali da parte del personale delle cancellerie; strumenti obsoleti o totalmente assenti; infine mancanza di collegamento tra i vari strumenti informatici nel percorso di gestione documentale, per cui una pratica inviata digitalmente da un tribunale deve essere stampata e ri-digitata, e per spostare i faldoni dai tribunali alla Corte e dalla Corte alla Cassazione sono necessari uomini ed automobili.

La relazione, poi, si sposta su altri temi, facendo il bilancio della domanda e dell’offerta di giustizia del territorio e citando i numerosi progetti di innovazione e di eccellenza (anche a livello europeo) in cui il distretto è coinvolto.

Qualche considerazione

Se vuoi saperne di più sul tema di FORUM PA "La crisi e poi?…" naviga sulla sezione expo del sito

Gli elementi sopra riportati, rappresentano una fotografia un po’ sconfortante di una PA che pur provando a spiccare il volo verso l’efficienza, informatizzando “parte” dei propri processi, non riesce a compiere quel salto di qualità che permette ai cittadini di percepire un miglioramento.
Pare proprio, insomma, che ancora una volta si sia dimostrato ciò che FORUM PA ripete da anni (e che anche il tema di FORUM PA 2010, mette bene in evidenza): l’innovazione a costo zero non esiste. L’innovazione costa e solo investendo fortemente in infrastrutture e, soprattutto, in risorse umane, si possono ottenere risultati che si trasformano in una maggiore qualità del servizio per i cittadini. 

Un ultima nota. La relazione del presidente si chiude con una considerazione che è allo stesso tempo un suggerimento per il legislatore. Una di quelle “idee” per uscire dalla crisi, di cui stiamo a caccia in questi mesi che precedono il FORUM PA di maggio. Idee semplici, ma allo stesso tempo vincenti che proponendo un cambiamento di prospettiva pongono le basi per un’innovazione radicale. “In Italia – spiega la Romei Pasetti – sono pendenti da 850 mila a 2 milioni di controversie condominiali (a seconda del metodo di stima). Perché non affidare la soluzione di questi procedimenti di ridotto valore economico sociale ai giudici di pace?” Può il nostro Stato permettersi di continuare a spendere e sprecare in questo modo risorse umane ed economiche?