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Open Aid, la cooperazione internazionale è trasparente

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La piattaforma mette a disposizione di tutti i dati sull’aiuto pubblico dell’Italia ai paesi partner proveniente da istituzioni pubbliche, offrendo informazioni sulla destinazione e l’impiego dei fondi per i diversi progetti a partire dal 2004

8 Aprile 2016

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Cristiano Maggipinto, Ministro Plenipotenziario, Capo Ufficio Valutazione e Visibilità, Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Negli ultimi dieci anni, grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea e dei suoi paesi membri, quasi 14 milioni di bambini hanno potuto frequentare la scuola elementare, più di 70 milioni di persone hanno avuto accesso ad acqua potabile e oltre 7,5 milioni di nascite sono avvenute con l’assistenza di personale medico competente, salvando così la vita di madri e neonati. Questi sono solo alcuni dei modi in cui l’UE e i paesi membri, tra cui l’Italia, contribuiscono a raggiungere gli obiettivi del millennio fissati 15 anni fa dalla comunità internazionale e aggiornati ed ampliati con gli obiettivi di sviluppo sostenibile della nuova Agenda 2030, approvata nel settembre 2015 dalle Nazioni Unite.

L’Unione Europea è il più grande donatore di aiuti al mondo ed è stata più volte classificata anche come uno dei più trasparenti. Dare informazioni sulla destinazione e la ripartizione degli aiuti, e sul modo in cui vengono spese le risorse, aiuta i contribuenti a controllare che il loro denaro venga utilizzato in modo corretto ed affidabile e accresce la consapevolezza che i singoli individui possono avere un ruolo nell’influenzare i processi globali.

Anche l’Italia si impegna a perseguire gli obiettivi di efficacia e trasparenza a livello internazionale e fa degli aiuti allo sviluppo uno dei pilastri della sua politica estera. Investire nella crescita sostenibile dei paesi partner contribuendo all’eliminazione della povertà è infatti un obbligo dei paesi più sviluppati, ma anche un investimento a favore della pace e della stabilità mondiali e quindi del futuro della comunità internazionale. Le decisioni politiche sull’impegno dell’Italia dovrebbero scaturire da un consenso nazionale, nella consapevolezza che il benessere e la vita dignitosa di ognuno di noi non possa convivere con la povertà e la discriminazione degli altri. Questo consenso deve basarsi sulla piena conoscenza da parte di un ampio pubblico delle strategie, dei programmi, delle attività svolte, dei fondi erogati e dei risultati raggiunti.

Per informare i cittadini sulla destinazione e l’impiego dei fondi destinati allo sviluppo e per rispettare l’impegno sulla piena trasparenza assunto in occasione della Conferenza internazionale sull’efficacia per lo sviluppo di Busan del 2011, la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) ha deciso di dotare anche l’Italia di una piattaforma “Open Aid”, analoga a quella di altri paesi europei. Il portale, presentato a Firenze il 14 e 15 luglio 2014 durante il Consiglio informale dei Ministri europei dello sviluppo nel corso del semestre italiano di Presidenza dell’UE, mette a disposizione di tutti i dati sull’Aiuto pubblico dell’Italia ai paesi partner proveniente da istituzioni pubbliche, offrendo informazioni sulla destinazione e l’impiego dei fondi per i diversi progetti a partire dal 2004.

Le informazioni sui progetti possono essere cercate per anno, paese, settore, tipologia di intervento ed ente finanziatore. Rilasciati con licenza Creative Commons, i dati sono scaricabili ad ogni pagina in formato json oppure anno per anno in formato Csv (leggibile da Excel). Con oltre 13 mila utenti connessi negli ultimi mesi e circa 86 mila visualizzazioni per pagina, Open Aid si è rivelato uno strumento di consultazione semplice e veloce. Oltre ad una serie di infografiche, è disponibile infatti una mappa interattiva che permette di visualizzare rapidamente l’impegno della Cooperazione italiana paese per paese e, scorrendo la barra temporale, anno per anno.

È interessante notare come al sito, visitato in media da una maggioranza di utenti italiani, accedano anche utenti provenienti da circa altri 50 paesi.

Il sito racconta anche le buone pratiche italiane nel mondo come il progetto “Café y Caffè”, che ha contribuito a migliorare la qualità e la sostenibilità del caffè in Centro America o il programma “Filiere agricole in Oromia”, che ha favorito l’incremento della produzione di caffè di foresta e del grano duro in Etiopia. Entrambi i programmi, presentati anche a Expo Milano 2015, dove il primo è stato selezionato come migliore “best practice” del suo settore, hanno beneficiato le popolazioni coinvolte, aumentandone il tenore di vita e traducendosi anche in un incremento delle relazioni commerciali con l’Italia.

Open Aid viene gradualmente arricchito di nuovi contenuti, inclusi immagini e aggiornamenti sulle iniziative in corso ed è una piattaforma innovativa che dà la possibilità a tutti gli utenti di collaborare attivamente all’evoluzione del sito, sia per correggere eventuali discrepanze che potrebbero emergere, sia per rendere, attraverso i loro suggerimenti, questo strumento più completo, efficace e trasparente.

Inoltre, per permettere una partecipazione del pubblico ancora più interattiva e completa, è stata recentemente sviluppata, tra le attività realizzate nel quadro dell’Anno europeo per lo sviluppo, un’app, presto scaricabile gratis su tutti gli stores, che permetterà la consultazione di tutte le informazioni anche da smartphone e tablet. Di facile lettura, l’applicazione permetterà di scaricare i dati e le informazioni rilevanti per ogni progetto a partire dal settore d’intervento ricercato e dal paese d’interesse.

A seguito dell’entrata in funzione il 1° gennaio scorso dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), la gestione del sito è stata ad essa trasferita dal MAECI, che continuerà a fornire all’Agenzia i dati statistici necessari per aggiornare il portale.

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