PagoPA, i casi e le esperienze delle PA che hanno lavorato bene - FPA

PagoPA, i casi e le esperienze delle PA che hanno lavorato bene

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Su queste pagine abbiamo cercato di raccontare le esperienze positive di quelle amministrazioni che hanno ripensato i loro sistemi informativi, ma soprattutto i loro processi per poter aderire a questa infrastruttura, fatta di regole, standard e strumenti definiti dall’AgID e accettati dalla Pubblica Amministrazione e dai PSP aderenti. Un percorso che intendiamo continuare a partire dall’autunno,
in modo da dare spazio a chi, muovendosi su un “campo
tutto nuovo”, sta raggiungendo dei buoni risultati che possano essere da
stimolo ad altri

2 Agosto 2016

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Eleonora Bove, FPA

Il primo semestre 2016 ha visto un crescere di interesse al tema dei pagamenti digitali sia verso la PA, da parte di cittadini e imprese, che viceversa. Ne è esempio Unioncamere, che nel contributo a firma del vice segretario generale , riconosce come l’innovazione digitale nei servizi pubblici crei cultura digitale e una interazione più qualitativa con i cittadini e le imprese.

Possiamo dire che mai come in questo momento il tema è stato al centro delle riflessioni degli amministratori pubblici. Complice è stata sicuramente una scadenza importante, quella di dicembre 2015, entro cui tutte le amministrazioni erano tenute ad aderire alla piattaforma pagoPA, messa a punto da AgID. E’ questa nuova infrastruttura che ha segnato il passaggio e, come era logico aspettarsi, ha richiesto soprattutto alle amministrazioni più piccole un grande sforzo organizzativo. Ci è sembrato in questo senso interessante il lavoro portato avanti dal Comune come Besana , piccola realtà dalla grande progettualità.

Sulle nostre pagine abbiamo monitorato con attenzione gli sviluppi, fornendo spesso aggiornamenti in merito. Secondo gli ultimi dati, fornitici dall’AgID, al 30 giugno 2016 risultano aderenti al sistema dei pagamenti elettronici 14.038 amministrazioni, con alcuni dati numerici rilevanti: 8.692 Istituti Scolastici e Università; 4.799 Comuni e loro Associazioni; tutte le 22 Regioni e Province Autonome; 11 Ministeri; tutte le Camere di Commercio.

Il dato delle adesioni risulta quindi nel complesso positivo. Nel secondo trimestre 2016 gli Enti attivi sono un totale di 2.017 di cui: 1.059 Comuni; 10 Regioni; 5 Ministeri, 737 Scuole e 206 altri Enti. Il totale delle operazioni con PagoPA è 424997. Nel secondo trimestre 2016 ci sono state con PagoPA 139.791 operazioni di pagamento, concentrate soprattutto nel mese di maggio 2016 per la scadenza del Bollo Auto, ma anche grazie all’aumento delle transazioni del Ministero della Giustizia e della Regione Liguria. Dall’AgID ci fanno inoltre sapere che a breve è prevista la pubblicazione del report trimestrale sullo stato di avanzamento del sistema PagoPA, aggiornato a luglio2016.

Una grande novità per il nostro Paese, così fedele al contante. Il Politecnico di Milano, nella sua ultima rilevazione sui pagamenti digitali in riferimento al 2015, ha stimato la crescita superiore al 5%, pari a 164 miliardi di euro. A trainare sono le New Digital Payment — le modalità più innovative di pagamento digitale — che complessivamente raggiungono nel 2015 i 21 miliardi di euro.

Tuttavia presi fuori contesto questi dati potrebbero darci un’idea eccessivamente positiva, dello stato dei pagamenti digitali nel nostro Paese. Se infatti guardiamo il nostro tasso di crescita medio negli ultimi 3 anni, questo non ci fa nemmeno avvicinare al valore medio di transato pro capite attualmente registrato nell’area euro ( in crescita del 7,8%). Per poter arrivare ai numeri europei con questa andatura, ci impiegheremo almeno 5 anni, addirittura 14 per raggiungere i top performer (Svezia, Danimarca, Finlandia).

Il quadro in cui ci muoviamo non è quindi semplice, perché richiede un cambio culturale profondo. Ad esempio nei Comuni, per questo Ancitel ha stilato un accordo con AgID, per realizzare azioni di informazione e sensibilizzazione che facilitino l’adesione. Ne leggiamo qui.

Accanto a chi registra qualche difficoltà in più, ci sono anche delle vere e proprie best practice come l’Azienda Sociosanitaria n.17 di Monselice (Padova), alla data del contributo , prima realtà pubblica sanitaria ad aver attivato il pagamento online delle prestazioni sanitarie utilizzando il portale predisposto dalla Regione del Veneto.

Questa, come tante altre, sono state le esperienze positive delle amministrazioni che hanno ripensato i loro sistemi informativi, ma soprattutto i loro processi per poter aderire a questa infrastruttura, fatta di regole, standard e strumenti definiti dall’AgID e accettati dalla Pubblica Amministrazione e dai PSP aderenti.

Un passaggio fondamentale, perché assicura alle PA certezza ed automazione nella riscossione degli incassi, riduzione dei costi e standardizzazione dei processi interni. Come ci spiega in questo contributo l’ Inps.

Infine, nell’uscita estiva di pagamenti digitali abbiamo deciso di dare nuova visibilità a quelle amministrazioni che hanno scelto di raccontarsi per dare ad altre PA un modello e mostrare i benefici ottenuti, soprattutto nel rapporto con il cittadino. Partiamo dall’ Inail, che ha lavorato su un nuovo modello di gestione degli incassi; segue il MIUR con PagoInRete , che permette alle famiglie di pagare le tasse scolastiche con facilità; l’Agenzia delle Entrate , con il pagamento on line del F-24 o l’AIFA, che ha semplificato così i rapporti con l’aziende.

Un percorso che intendiamo continuare a partire dall’autunno, in modo da dare spazio a quelle esperienze positive che, muovendosi su un “campo tutto nuovo”, stanno raggiungendo dei buoni risultati, che possano essere da stimolo ad altri.