Paolo Coppola autore dell’emendamento “ammazza Fax” risponde all’articolo di Andrea Lisi

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Gentile Direttore,

ho letto con interesse l’articolo apparso su Saperi PA il 19 settembre, “Hanno ammazzato il fax… il fax è vivo!” a firma dell’avv. Andrea Lisi. Come lei sa, l’emendamento “ammazzafax” è stata una mia idea e vorrei quindi provare a fare chiarezza sulla questione.

23 Settembre 2013

P

Paolo Coppola

Gentile Direttore,

ho letto con interesse l’articolo apparso su Saperi PA il 19 settembre, “Hanno ammazzato il fax… il fax è vivo!” a firma dell’avv. Andrea Lisi. Come lei sa, l’emendamento “ammazzafax” è stata una mia idea e vorrei quindi provare a fare chiarezza sulla questione.

Per prima cosa accolgo le critiche costruttive dell’avv. Lisi. Sicuramente la norma può essere scritta meglio e, altrettanto sicuramente, i “rattoppi” al CAD non sono la miglior soluzione. La mia esperienza nel campo legislativo è ancora molto limitata, non sono altro che un professore di informatica al primo mandato in Parlamento e quindi do per scontato che, nonostante l’aiuto dei funzionari della Camera, i primi testi non siano perfetti. D’altra parte sono anche consapevole che il mio emendamento è di portata limitata ed infatti era solo uno dei 44 che ho presentato al Decreto del Fare. La maggior parte di questi sono stati bocciati, e ho lasciato stare, rimandando ad altri tempi e modi. Ma l’“ammazzafax” no. Con quello ho voluto insistere, proprio a causa di come è stato bocciato in commissione e proprio perché dietro l’emendamento c’è qualcosa di molto più importante, che mi sembra che l’avv. Lisi non colga nel suo articolo, ma per la quale val la pena insistere.

Come dice giustamente Michele Vianello, non servirebbe una norma per dire ai dipendenti pubblici di non usare più il fax! Le stesse sentenze della Cassazione richiamate dall’avv. Lisi equiparano, giustamente, il fax alla posta elettronica, ma questa equiparazione non dovrebbe portare alla conclusione, che, purtroppo, leggo nell’articolo del 19 settembre, “tale strumento (il fax, ndr.) dovrebbe continuare a essere utilizzato dalle amministrazioni pubbliche”. Invece no! Non c’è alcun motivo per usarlo! E il fatto che al giorno d’oggi esistano i fax software, non è lo stesso un motivo sufficiente a non usare un unico strumento, più flessibile, quale la posta elettronica.

Il problema, come più volte scritto sulle pagine di Saperi PA, è culturale! La pigrizia mentale del “si è sempre fatto così”, non è accettabile! Non si può continuare a sprecare tempo con i fax solo perché è faticoso cambiare abitudini.

L’attività amministrativa non dovrebbe essere retta da criteri di economicità ed efficacia (e quindi efficienza)? Il mio tentativo era quello di portare in evidenza l’assurda abitudine di continuare a usare tecnologie superate con spregio per qualunque miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza che la Pubblica Amministrazione dovrebbe invece perseguire costantemente. Dietro alla pigrizia mentale che fa usare i fax invece dell’email ce ne sono tante altre, ancora più dannose, come quella che fa mettere online i pdf scansionati (mi domando se quelli che lo fanno si sono mai chiesti il motivo per cui agiscono in quel modo), quella che mette i moduli online, solo perché c’è un obbligo in tal senso, e poi li fa stampare, firmare e portare a mano o spedire via fax. Per non parlare della pigrizia mentale per eccellenza, quella che impedisce di ottenere veri benefici dall’informatizzazione, che è quella che spinge a non analizzare e cambiare i processi alla luce dei progressi tecnologici!

Caro Direttore, io ringrazio l’avv. Lisi e Saperi PA per aver messo in evidenza le carenze della mia azione legislativa. Ne farò tesoro per i prossimi interventi.
Ma permettetemi un appello: non rassicuriamo i pigri! Non continuiamo a dar loro alibi, raccontando che la norma può essere interpretata per permettere ancora lo spreco di tempo e quindi di denaro pubblico. Anche perché l’interpretazione non è univoca ed io, con tutto il rispetto per l’avv. Lisi, continuo a pensare che la sola modifica del punto c) sia più che sufficiente per togliere di mezzo il fax.

Detto questo vorrei rassicurare che la mia azione non si limiterà ai fax, ma continuerò a 360 gradi per aiutare il nostro Paese a fare passi avanti nella digitalizzazione, e se vorrete darmi una mano, con consigli e suggerimenti, ve ne sarò grato. Scrivetemi pure (coppola_p@camera.it)  e lavoriamo insieme per migliorare il Paese.

Cordialmente,
Paolo Coppola
@coppolapaolo