Regione Lazio, futuro in corso nel segno della digitalizzazione - FPA

Regione Lazio, futuro in corso nel segno della digitalizzazione

Home PA Digitale Regione Lazio, futuro in corso nel segno della digitalizzazione

Presente a FORUM PA 2021 con i cinque appuntamenti della Rubrica “Lazio, futuro in corso”, l’amministrazione regionale ha messo a fattor comune le proprie esperienze e progetti orientati alla semplificazione e alla completa trasformazione digitale delle attività. Ecco cosa è emerso dagli incontri

1 Luglio 2021

Photo by Benjamin Davies on Unsplash - https://unsplash.com/photos/JrZ1yE1PjQ0

Guardare a un modello contemporaneo di Pubblica amministrazione significa, per la Regione Lazio, orientare qualsiasi attività verso la trasformazione digitale e la semplificazione. Un percorso avviato ben prima dell’emergenza sanitaria e che è stato al centro dei cinque incontri della Rubrica “Lazio, futuro in corso” organizzata a FORUM PA 2021, nel corso della quale sono state raccontate numerose esperienze e progetti, che potrebbero essere di ispirazione anche per le altre amministrazioni, regionali e non solo.

Quattro i grandi temi scelti per la Rubrica a FORUM PA 2021: Innovazione nella PA, Transizione digitale, Transizione verde e Inclusione sociale. Regione Lazio ha raccontato il proprio impegno puntuale in ogni ambito, attraverso le testimonianze che hanno contribuito ad animare le cinque giornate della manifestazione.

Modelli organizzativi d’avanguardia per l’Innovazione nella PA

La pandemia ha costretto ad accelerare la trasformazione digitale e a immaginare un’organizzazione realmente più snella e flessibile. Se ne è parlato nel primo appuntamento della Rubrica, il 21 giugno scorso. “I recenti interventi normativi, dal DL 76/2020, alla Legge 120/2020 e al DL 77/2021, hanno snellito gli appalti attraverso una riduzione di termini, procedure in deroga, innalzamenti di soglie, ecc, garantendo un grosso cambiamento dal punto di vista procedurale – ha spiegato Arianna Scacchi, Dirigente Area Gare e Contratti per i Lavori Pubblici – Stazione Unica Appalti -. In piena emergenza, però, ciò non sarebbe bastato, se non si fosse aggiunta una semplificazione di tipo digitale”. Oggi, le gare digitalizzate della Regione Lazio hanno tempi di aggiudicazione decisamente ridotti, garantiscono la salvaguardia della massima concorrenzialità e vantano la completa dematerializzazione dei documenti.

L’informatizzazione delle procedure del public procurement è solo una delle esperienze di successo della Regione Lazio. A seguire, Alessandro Bacci, Direttore Regionale Affari Istituzionali e Personale, ha condiviso la felice esperienza di implementazione del sistema informativo Human Capital Management (HCM), piattaforma unica nel panorama della PA, che permette di gestire le risorse umane anche dal punto di vista delle competenze, dei talenti e della professionalità. “Il match tra il potenziamento delle competenze dei dipendenti della PA e la nostra nuova capacità di attrarre le migliori professionalità, le più innovative, dal mondo universitario, hanno spinto la Regione Lazio a cambiare completamente la politica del Personale”.

Se attrarre nuove competenze risulta fondamentale, altrettanto lo è accompagnare il personale della PA verso la digitalizzazione. In questo senso, lo smart working in fase pandemica ha dato una spinta, costringendo anche i meno informatizzati a prendere atto dei vantaggi di questa possibilità di lavoro. Nelle amministrazioni centrali è stato più semplice. Per i piccoli Comuni, invece, è stato necessario un intervento della Regione, che ha potenziato lo smart working, finanziandolo con i fondi del POR – Fondo Sociale Europeo. “Nella dote finanziaria concessa a 245 piccoli Comuni dovevano essere previste le attività che formassero il personale e facessero comprendere l’importanza del lavoro agile, aiutandolo a cambiare la modalità lavorativa, in sostanza la mentalità”, ha spiegato Paolo Giuntarelli, Dirigente Area Predisposizione degli interventi – Direzione Regionale Istruzione, Formazione e Lavoro. “Questo intervento è compreso nella politica che porta avanti il POR della Regione Lazio, per promuovere una nuova cultura del lavoro anche nelle imprese e nella scuola. Attuando questo progetto abbiamo anche favorito la riscoperta di borghi, piccoli Comuni, che sono diventati luoghi in cui svolgere la propria prestazione lavorativa. Ciò ci aiuterà anche per la Transizione ecologica”.

Sperimentazioni e goal nell’ambito della Transizione ecologica

Lo smart working contribuirà di certo a limitare il numero di spostamenti casa/lavoro e viceversa, dando un contributo importante alla Transizione ecologica. La Regione Lazio, però, ha altri importanti progetti volti alla decarbonizzazione, secondo gli obiettivi fissati dall’UE. In primis, la mobilità ferroviaria a idrogeno nel Lazio.

Il 24 giugno scorso, a FORUM PA 2021, Silvio Cicchelli, Dirigente dell’Area Interventi in materia di Energia e Coordinamento delle Politiche sulla Mobilità, ha presentato l’ipotesi progettuale di mobilità sostenibile attraverso la riconversione ad idrogeno dell’8% delle tratte ferroviarie attualmente non elettrificate: Cassino-Avezzano e Terni-Rieti-L’Aquila. Questa sperimentazione potrebbe portare alla realizzazione di una Hydrogen Valley nel territorio laziale, al fine di produrre questo vettore energetico a emissioni zero e promuoverne altri usi.

Miriam Cipriani, Direttore Direzione Cultura, Politiche giovanili e Sport, ha invece raccontato come la Regione Lazio abbia scelto di promuovere e valorizzare il patrimonio culturale del territorio attraverso l’uso di nuove tecnologie. Per una lettura diversa dei luoghi di cultura del Lazio, la Regione ha proposto due bandi: “L’impresa fa cultura” e “Teatri, librerie e cinema più digitali e più attenti all’ambiente”. Dandone conto ai partecipanti di FORUM PA 2021, la dirigente ha messo in evidenza l’anima digitale dei 48 progetti approvati: “Un’esperienza che ci permette di comprendere come le imprese possano ispirarsi ai contenuti culturali, interpretarli come occasione di business e, d’altro canto, come i luoghi della cultura ne possano beneficiare”.

L’inclusione sociale nella “nuova normalità”

L’inclusione sociale è stato il tema al centro del terzo appuntamento della Rubrica di Regione Lazio. Valentina Cardinali, Consigliera di Parità, ha introdotto gli interventi di Andrea Sabbadini, Direttore della Direzione Regionale Centrale Acquisti, e Ornella Guglielmino, Direttrice per l’Inclusione Sociale. Al centro degli interventi, il tema della disparità di genere nel mondo del lavoro e l’inclusione sociale, concetti essenziali se si vuole costruire una nuova normalità.

Nell’ottica di generare un effetto a cascata, è iniziata in maniera pioneristica una sperimentazione sulla riduzione delle diseguaglianze di genere, a partire dal public procurement. “Oggi parliamo di gender procurement. Abbiamo pensato agli Appalti pubblici come leva strategica per la promozione della parità di genere nel mercato del lavoro regionale – ha spiegato Sabbadini -. La Regione Lazio, dunque, ha inserito criteri premiali e nuovi strumenti di controllo nelle gare pubbliche. In particolare, riconosce criteri premiali in caso di presenza di donne in ruoli apicali; assenza di verbali di discriminazione di genere; possesso di certificazione SA 8000 (Social Accountability)”.

Fare innovazione nel campo del benessere collettivo vuol dire anche promuovere la coesione sociale, per evitare duplicazione di interventi e dispersione di risorse favorendo la condivisione delle responsabilità. “La coesione sociale è un mezzo per realizzare comunità meno vulnerabili – ha spiegato Ornella Guglielmino -. La strada maestra per contrastare l’emarginazione e la povertà è la coesione sociale, cioè la creazione di reti territoriali di solidarietà”.

Il percorso per la costituzione di Reti Sociali Territoriali è stato finanziato con il FSE 2014-2020, al fine di snellire l’infrastruttura burocratica e favorire lo sviluppo della coesione sociale e di una cultura condivisa dell’agire amministrativo.

In pole position per la Transizione digitale

Un paradigma interamente digitale per affrontare le emergenze al meglio delle proprie possibilità. È quanto hanno fatto il Dipartimento Salute e l’Agenzia regionale della Protezione civile, che, il 22 giugno scorso, hanno raccontato a FORUM PA 2021 le specifiche esperienze in campo sanitario. Massimo Annicchiarico, Direttore Generale Dipartimento Salute e Tiziana Chiriaco sono entrati nel dettaglio dei diversi servizi digitali che hanno permesso di garantire la continuità assistenziale ospedale-territorio in pandemia. Queste soluzioni, implementate prima del lockdown e ormai a regime, permettono oggi di sostenere i percorsi di cura, di gestire le cronicità e di programmare in maniera innovativa e sostenibile le attività sanitarie.

Il Progetto SEIPC (SErvizi Integrati Protezione Civile), invece, ha permesso alla Protezione Civile del Lazio di organizzarsi in base a dati sempre aggiornati e in real-time. Si tratta di un’architettura modulare a microservizi, sviluppata in 4 anni, che consta di quattro moduli a regime e uno in fase di elaborazione. Carmelo Tulumello, Direttore Agenzia regionale di Protezione Civile, ha evidenziato come oggi le risorse umane e strumentali da impiegare negli eventi emergenziali, siano gestite in maniera efficace ed efficiente, evitando per esempio doppi interventi e sprechi. La piattaforma è molto evoluta e in modalità open source e, visti i risultati, è già stata richiesta da altre amministrazioni italiane.

Il percorso che mette al centro il Lavoro agile

La Rubrica di Regione Lazio si è conclusa il 25 giugno con il racconto di una serie di progetti che testimoniano il percorso di transizione digitale della Regione Lazio, negli ambiti delle Politiche Abitative e della Pianificazione Territoriale. “Con investimenti pari a 35 milioni di euro, per portare la fibra ottica in tutte le case Ater e di 330 milioni di euro per la ristrutturazioni di 12.000 abitazioni e spazi pubblici condominiali, vogliamo configurare la città come un territorio che si riverbera sulle relazioni sociali”, ha spiegato Manuela Manetti, Direttore della Direzione Regionale per le Politiche Abitative e la Pianificazione Territoriale, Paesistica e Urbanistica, parlando di lavoro agile. In altre parole, la pandemia e lo smart working hanno permesso di evidenziare tutte le criticità sociali e del territorio, che oggi si stanno sanando.

Per passare dall’home working, al quale tutti i lavoratori pubblici sono stati obbligati dal lockdown, al vero smart working è necessaria una rivoluzione dell’organizzazione del lavoro. In questo senso, la Regione Lazio non ha improvvisato, perché già dal periodo pre-Covid era in corso una sperimentazione di lavoro agile. Simone Patella, Dirigente Area Sistema Informativo Territoriale Regionale, ha evidenziato come il vero smart working debba “basarsi sulla completa dematerializzazione dei flussi documentali e operare in modalità nativamente digitale”. Il percorso di trasformazione digitale era già in corso dagli anni precedenti e ha permesso ai dipendenti della Regione Lazio di superare brillantemente lo stress-test del lavoro agile.

Ilaria Scarso, Dirigente Area Autorizzazioni Paesaggistiche e Accertamenti di Compatibilità ha spiegato, invece, il nuovo procedimento “nativamente” ed “esclusivamente” digitale per l’autorizzazione paesaggistica. Un procedimento che funge da esempio, perché Semplificazione, Innovazione e Digitalizzazione sono i tre obiettivi al centro di tutti gli interventi.

Fabio Assenzi, Segreteria del Direttore, quindi, ha concluso il quinto appuntamento della Rubrica Regione Lazio, declinando i tre obiettivi nell’ambito dello sviluppo del Geoportale e di tutta l’informazione geografica regionale, oggi gestibile attraverso un’unica piattaforma digitale.

Su questo argomento

Antonio Menghini: "Serve mantenere questo spirito di comunità per digitalizzare il Paese nei prossimi 10 anni"