App IO: ecco cos’è e come funziona, per cittadini e PA

Cittadinanza digitale. App IO: ecco cos’è e come funziona

Home PA Digitale Servizi Digitali Cittadinanza digitale. App IO: ecco cos’è e come funziona

L’app IO è disponibile da aprile 2020 negli store online. Scopriamo tutti i vantaggi per cittadini e pubbliche amministrazioni

2 Marzo 2021

F

Redazione FPA

Photo by bruce mars on Unsplash - https://unsplash.com/photos/S8ffHr_dxHo


Dal 18 aprile 2020 la app IO è scaricabile dagli store online per Android e Apple. La app – ideata e sviluppata dal Team per la Trasformazione Digitale nell’ambito di un progetto oggi gestito da PagoPA S.p.A – ad aprile 2020 era ancora in versione Beta, con un numero limitato di servizi disponibili, tuttavia renderla scaricabile è stato un primo passo importante per cominciare a testarla su larga scala.

La app IO, infatti, è la piattaforma pensata per permettere a tutti i cittadini di avere un nuovo e unico punto di accesso telematico ai servizi, alle informazioni e alle comunicazioni della pubblica amministrazione, consentendo quindi usare i servizi pubblici nazionali e locali dal proprio smartphone in maniera semplice, moderna e sicura.

A un anno dall’uscita sugli store online ci sono stati molti sviluppi, legati soprattutto al fatto che la app è stata scelta come strumento per accedere ad alcuni servizi attivati nei mesi della pandemia Covid-19, quali il bonus vacanze e il programma “Cashback”.

In prospettiva potrebbero confluire nella app IO anche servizi offerti da operatori privati, creando così un cruscotto digitale unificato e sempre accessibile. Scopriamo quindi tutti i vantaggi per cittadini e pubbliche amministrazioni.

Un po’ di storia: cos’è il progetto IO

La base normativa del progetto IO.it è l’art. 64 bis del nuovo CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale), che prevede un unico punto di accesso telematico ai servizi delle pubbliche amministrazioni e che evidenzia un cambiamento fondamentale nei rapporti tra cittadino e PA, incentrato su tre aspetti chiave: semplicità, rapidità e trasparenza. L’obiettivo finale è avvicinare il cittadino all’amministrazione, rendendo semplici meccanismi che spesso si rivelano ancora complessi e macchinosi.

L’app IO è, quindi, lo strumento pensato per abilitare concretamente la Cittadinanza Digitale, fornendo al cittadino un collegamento diretto (attraverso lo smartphone) con i servizi e le comunicazioni della PA, un punto di accesso unico per l’erogazione e la fruizione dei servizi pubblici. Questa piattaforma sarà fondamentale all’interno del processo di digitalizzazione e di semplificazione della PA e verso la realizzazione dell’idea di Smart Nation abbracciata dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano.

L’app IO nel Piano triennale 2019-2021

All’interno del Piano Triennale 2019-2021, al capitolo 9 “Strumenti per la generazione e la diffusione di servizi digitali”, il paragrafo 9.7 è dedicato proprio a “IO: l’app per l’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione”.

Si definisce lo “Scenario”: una app che “rende possibile una fruizione efficace dei servizi pubblici digitali, sia delle PA centrali che locali, permettendo ai cittadini di ricevere comunicazioni dalle PA ed effettuare pagamenti relativamente a servizi pubblici anche dal proprio smartphone”. Un progetto “basato sul design system di Designers Italia, sulle Linee guida per l’open source di Developers Italia, sulle Linee guida del Modello di interoperabilità”. Uno strumento per “far percepire ai cittadini il potenziale di semplificazione consentito dalle piattaforme abilitanti pagoPA, SPID, ANPR, con cui avrà una forte integrazione”.

Si fissano inoltre gli obiettivi: rendere più efficiente la comunicazione cittadino­PA; semplificare la fruizione dei servizi digitali delle PA centrali e locali; incrementare il numero di pagamenti telematici effettuati dai cittadini; aumentare la conoscenza che  i  cittadini  hanno  dei  servizi  pubblici  digitali ed  il  loro utilizzo.

La app IO nel “Piano 2025” – “Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese”

Nel documento “Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese” presentato il 17 dicembre 2019 dal Ministro Pisano, la app IO è inserita tra le prime 20 Azioni per trasformare il Paese.

Ecco cosa diceva il paragrafo dedicato (a pagina 15 del documento): “Iscrivere i bambini all’asilo, pagare una contravvenzione, ricordarsi che è arrivato il momento di fare la revisione dell’auto o di rinnovare la patente deve essere facile come prenotare un viaggio, ordinare una pizza o comprare un libro online. Oggi, sfortunatamente, non lo è o, forse peggio, lo è per alcuni e in relazione a alcuni servizi ma non lo è per tutti. Dipende da dove si vive, dall’amministrazione alla quale ci si rapporta, dal servizio di cui si ha bisogno. Ma l’Italia, almeno in digitale, dovrebbe essere un solo grande Comune che tratta tutti i suoi cittadini allo stesso modo. Nei prossimi mesi renderemo disponibile in tutti gli store online la app IO.”

“IO, è ‘l’app dei servizi pubblici’ che trasforma il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione, mettendo le persone al centro e cancellando la complessità: un’unica interfaccia per accedere a tutti i servizi pubblici direttamente dallo smartphone dopo essersi identificati con l’identità digitale. Il cittadino attraverso IO potrà accedere a tutti i procedimenti che lo riguardano inclusi quelli relativi alla sua impresa grazie all’integrazione tra IO e impresa.italia.it gestito da Infocamere. E, in prospettiva, attraverso IO potranno essere accessibili anche servizi di pubblica utilità ma forniti dai privati”.

Lo sviluppo dell’app e la sperimentazione

Lo sviluppo dell’app è partito nel 2018. È stata rilasciata prima la versione alpha: una demo funzionante è stata connessa ai sistemi reali di alcune PA (Comune di Milano, Comune di Palermo e Aci Informatica) e installata sugli smartphone di 100 partecipanti per un periodo di 15 giorni.

In seguito, nella fase di closed-beta, l’app è stata provata da oltre un migliaio di cittadini in tutta Italia, selezionati come beta tester dagli enti che hanno partecipato alla sperimentazione, tra cui i Comuni di Milano, Palermo, Torino, Ripalta Cremasca. Questa fase è servita per acquisire dati sul reale utilizzo dell’applicazione, risolvere bug, testare funzionalità e servizi con un gruppo ristretto di persone prima di renderli effettivamente disponibili a tutti. E anche per aggiungere nuove funzionalità alla roadmap di sviluppo.

In una prima fase fase l’app IO è stata quindi resa disponibile solo per relazionarsi con le amministrazioni che hanno preso parte alla fase di sperimentazione, con l’obiettivo di attivare poi servizi disposti su tre livelli:

  1. comunale, per tutto ciò che riguarda i servizi locali (refezione scolastica, nido, multe);
  2. regionale, con l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico;
  3. nazionale, per il rapporto con enti come l’Agenzia delle Entrate o l’INPS.

Ecco le PA che hanno aderito alla sperimentazione e i servizi messi a disposizione.

Aprile 2019: Comune di Milano e Comune di Torino

Il Comune di Milano integra i primi servizi: i cittadini che partecipano alla sperimentazione ricevono una serie di servizi derivati dal Fascicolo del cittadino, tra cui il promemoria per la scadenza della carta di identità e notifiche di passaggio in AREA B.

Il portale TorinoFacile si integra a IO e i cittadini selezionati come beta tester ricevono promemoria delle scadenze di pagamento e avvisi relativi all’ammissione dei propri figli ai nidi d’infanzia.

Luglio 2019: Comune di Ripalta Cremasca e ACI

I cittadini di Ripalta Cremasca testano il pagamento della TARI dall’app IO.Su IO arrivano i certificati di proprietà dei veicoli e la possibilità di pagare il bollo auto.

Ottobre 2019: Comune di Palermo e Comune di Valsamoggia

I cittadini di Palermo coinvolti nella sperimentazione ricevono, tra gli altri messaggi, promemoria di pagamento delle contravvenzioni per violazione del codice della strada e avvisi alla scadenza del pass per l’area ZTL. I cittadini di Valsamoggia possono gestire i pagamenti per i servizi scolastici relativi al trasporto e alla mensa.

Si sono aggiunti poi, nel luglio 2020, il Comune di Roma, con i servizi erogati dallo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) e dallo Sportello Unico per l’Edilizia Telematico (SUET), e il Comune di Trento con la possibilità di effettuare pagamenti e di gestire i servizi scolastici direttamente sull’app IO.

Qui la roadmap completa sul sito di progetto che racconta le tappe fondamentali del percorso intrapreso a oggi e i principali traguardi futuri.

Come funziona l’app IO

Le funzionalità della app IO, tutte quante personalizzabili secondo le proprie preferenze, sono sintetizzabili in tre punti fondamentali:

  1. Messaggistica. Per ricevere tutte le comunicazioni (messaggi, avvisi, comunicazioni) da qualunque ente pubblico, restare aggiornati sulle scadenze e aggiungere un promemoria direttamente sul calendario personale.
  2. Pagamenti. Per effettuare pagamenti verso tutti gli enti della pubblica amministrazione attraverso PagoPA, associare carte di credito e correnti, pagare gli avvisi cartacei direttamente dall’app usando il QR code, consultare lo storico delle operazioni e le relative ricevute di pagamento, evitare interessi e sanzioni.
  3. Documenti. Per ricercare e consultare direttamente sul proprio smartphone i documenti personali, le ricevute, i certificati; condividerli immediatamente con le persone o l’ufficio di interesse; richiedere certificati e altri documenti, direttamente dall’app.

L’integrazione con le piattaforme abilitanti

Tutto questo grazie all’integrazione con le piattaforme abilitanti:

  • l’identificazione tramite SPID, per garantire un accesso sicuro e unico alla piattaforma;
  • l’anagrafe unica ANPR, per sincronizzare i dati dei cittadini ad oggi disseminati in migliaia di anagrafi diverse;
  • il sistema di pagamenti PagoPA, fondamenta del portafoglio digitale dell’applicazione.

Come fare per usarla

Per iniziare a utilizzare IO, è sufficiente registrarsi con le credenziali Spid o, in alternativa, con la Carta d’Identità Elettronica (CIE). In seguito alla prima registrazione, si potrà accedere digitando il PIN scelto o tramite riconoscimento biometrico, impronta digitale o riconoscimento del volto.

L’accesso tramite impronta digitale (gestito dallo smartphone, in conformità a quanto previsto dal Regolamento Europeo) permette di velocizzare ulteriormente l’utilizzo delle credenziali SPID e il completamento delle procedure di pagamento.

Allo stesso tempo, la gestione delle preferenze permetterà al cittadino di gestire le informazioni associate al proprio profilo digitale, con la possibilità di realizzare configurazioni personalizzate (canali di comunicazione, preferenza di lingua, impostazioni di privacy).

In questo modo l’app IO permetterà di massimizzare i benefici offerti dalle infrastrutture digitali nazionali, ovvero: identità, pagamenti e anagrafe.

Infine, in futuro si potrà eleggere il proprio domicilio digitale direttamente dalla app, integrata con il Registro di nuova istituzione previsto dal CAD 2018, per ricevere le raccomandate a valore legale presso un indirizzo pec.

I servizi disponibili al momento del lancio sugli store (aprile 2020)

Nella app è disponibile l’elenco dei servizi, che si può filtrare per area geografica di interesse. Ovviamente la app IO (totalmente gratuita) può essere utilizzata solo dai residenti nelle città e nelle regioni che offrono i servizi integrati nell’app.

Questi i servizi disponibili al momento della pubblicazione della app IO sugli store online (aprile 2020):

  • Aci (bollo auto, certificati di proprietà);
  • Città di Torino (affitto, locazione, scadenza Imu e Tasi, Tari, iscrizione nidi d’infanzia, sportello facile);
  • Comune di Bagnacavallo (anagrafe);
  • Comune di Collecchio (pagamento servizi scolastici);
  • Comune di Felino (pagamento servizi scolastici);
  • Comune di Garbagnate milanese (iscrizione pre e post scuola, iscrizione trasporto scolastico);
  • Comune di Milano (area b, scadenza carta d’identità, servizi al cittadino, tributi locali);
  • Comune di Montechiarugolo (pagamento servizi scolastici);
  • Comune di Palermo (Ztl, avviso Tari);
  • Comune di Ripalta Cremasca (Cie, mensa scolastica, Minigrest, Tari);
  • Comune di Sala Baganza (pagamento servizi scolastici);
  • Comune di Valsamoggia (avvisi e pagamento servizi scolastici, sanzioni codice della strada, servizio tributi)
  • Comune di Roma (sportello unico per l’edilizia telematico SUET, sportello unico per le attività produttive SUAP).

I servizi attualmente disponibili

Ricordiamo che, dopo aver eseguito l’accesso all’app, è IO a mostrare la lista completa dei servizi già attivi nell’area geografica di interesse. Al momento (marzo 2021) sono disponibili queste prestazioni:

  • Aci (bollo auto, certificati di proprietà)
  • Asl Bt (prestazione sanitaria)
  • Città di Torino (affitto, locazione, scadenza imu e tasi, tari, iscrizione nidi d’infanzia, sportello facile)
  • Città di Venezia (Iris, Scadenza carta identità)
  • Comune di Agrata Brianza (aggiornamento stato procedimento, atti amministrativi, pratiche anagrafiche, servizi ai dipendenti)
  • Comune di Bagnacavallo (anagrafe)
  • Campello sul Clitunno (refezione scolastica, tributi)
  • Campi Bisenzio (Fido)
  • Comune di Cancello ed Arnone (ANagrafe, cimiteri, refezione scolastica, sportello facile, tributi)
  • Carinaro (Tari)
  • Collecchio (pagamento servizi scolastici)
  • Cornuda (pagamento servizi al cittadino, servizi cimiteriali)
  • Cremona (Tari)
  • Felino (pagamento servizi scolastici)
  • Fiorano Modenese (servizio istruzione)
  • Formigine (servizio istruzione)
  • Frassinoro (servizio storia e cultura)
  • Comune di Gallese (atti amministrativi, avanzamento procedimenti, edilizia, mandati di pagamento, pratiche anagrafiche, servizi ai dispendenti, servizi scolastici e cimiteriali, tribunti)
  • Garbagnate Milanese (iscrizione pre e post scuola, iscrizione trasporto scolastico)
  • Gattinara (avvisi per servizi democrafici)
  • Grottaglie (servizi cimiteriali, demografici, scolastici, tributi minori)
  • Lecco (Tari)
  • Maranello (servizio istruzione)
  • Massafra (scadenza imu e tasi, prenotazione appuntameti, icp e toap, tari)
  • Milano (area b, scadenza carta d’identità, servizi al cittadino, tributi locali)
  • Montechiarugolo (pagamento servizi scolastici)
  • Montefiorino (servizio turismo sport associanismo cultura scuola)
  • Novellara (servizi demografici)
  • Paderno Dugnano (pagamenti servizi assistenziali, pagamenti servizi cultura sport e promozione, pagamenti servizi scolastici)
  • Palagano (ufficio scuola)
  • Palermo (Ztl, avviso Tari)
  • Pozzuoli (imu e tasi, icp e tosap, tari)
  • Preganziol (scadenza e rinnovo documenti)
  • Prignano della secchia (servizi scolastici)
  • Reggio Emilia (Servizi Demografici, Suap)
  • Rimini (istanze digitali)
  • Ripalta Cremasca (Cie, mensa scolastica, minigrest, tari)
  • Russi (pagamenti servizi scolastici)
  • Sala Baganza (pagamento servizi scolastici)
  • San donato milanese (mensa dipendenti, tari)
  • San Giuseppe Jato (avviso scadenza carta identità)
  • Sarzana (convocazione sedute, pratiche edilizie, tari)
  • Sassuolo (servizio istruzione, ufficio casa)
  • Silea (anagrafe, canoni e tributi, edilizia, servizi cimiteriali, servizi sociali, uso immbili)
  • Sommacampaga (municipio virtuale, pagamenti servizi demografici, pagamenti servizi scolastici, pagamenti servizi tributi)
  • Comune di Tortorici (servizio idrico integrato)
  • Traversetolo (pagamenti servizi scolastici)
  • Santa Maria la Carita (Carta d’identità)
  • Valsamoggia (avvisi e pagamento servizi scolastici, sanzioni codice della strada, servizio tributi)
  • VIllaricca (avviso scadenza tar e tosap)
  • Consorzio bonifica 3 medio valdarno (riscossione contributo consortile e/o canone di concessione precaria)
  • Garda Uno spa (illuminazione votica, servizio attività produttive, servizio igiene urbana)
  • Roma (sportello unico per l’edilizia telematico suet, sportello unico per le attività produttive suap).

Vantaggi e opportunità per le PA

Per quanto l’app IO parta dall’analisi dei bisogni e delle necessità dei cittadini, la piattaforma garantisce un grande beneficio anche alle pubbliche amministrazioni. Gli enti che aderiscono al progetto potranno sfruttare le open API (Application Programming Interface) della piattaforma di IO per l’invio di notifiche e messaggi ai cittadini, le transazioni economiche, l’invio e la richiesta di documenti dell’utente e la gestione delle preferenze generali.

Attraverso la app IO, infatti, le amministrazioni sono in grado di:

  • inviare comunicazioni elettroniche utilizzando solo il codice fiscale (senza dover chiedere l’indirizzo di contatto ai cittadini);
  • non doversi occupare della gestione e dell’aggiornamento dei contatti;
  • dare maggiore autorevolezza alle proprie comunicazioni;
  • comunicare scadenze e facilitare i pagamenti di tributi;
  • recuperare lo stato di inoltro e di lettura della comunicazione.

Per utilizzare il servizio l’ente, che deve avere aderito esplicitamente al progetto IO, deve disporre del codice fiscale del cittadino, e deve ovviamente essere autorizzato ad usarlo. Questo può avvenire per effettivo mandato istituzionale e/o perché il cittadino ha effettivamente sottoscritto appositi termini di utilizzo nei confronti dell’ente.

Una progettazione partecipata

Inoltre l’eccezionalità di questo programma risiede in una progettazione e una sperimentazione partecipata. Il progetto IO è infatti nato per essere open source, con un processo di realizzazione (dell’applicazione e dell’infrastruttura) trasparente e pubblico, consentendo a tutti gli interessati (amministrazioni, sviluppatori, giornalisti e cittadini) di monitorare il progredire dei lavori e dare il proprio contributo alla nascita dell’applicazione. Una modalità di sperimentazione partecipata, che ha caratterizzato la strategia del Team per la Trasformazione Digitale, per identificare e mettere in atto delle best practices da introdurre poi su tutto il territorio nazionale.

Il cittadino al centro: la mappatura dei servizi

La progettazione dei servizi online della PA non deve essere autoreferenziale, ma deve focalizzarsi sui bisogni dei cittadini, anche semplificando il linguaggio della PA. La digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni italiane deve avere come obiettivo l’avvicinamento dei cittadini alla PA, rendendo più semplici le procedure e concentrandosi sull’esperienza che gli stessi utenti-cittadini fanno delle piattaforme e dei servizi a disposizione. Questo è un caposaldo del Team per la Trasformazione Digitale e da qui il Team si è mosso anche per il percorso di progettazione della app IO.  Per questo si è partiti dalla mappatura dell’utilizzo dei servizi online da parte dei cittadini, realizzando una tabella che riporta la frequenza delle interazioni con la PA e la percentuale di popolazione coinvolta. Ciò ha permesso di aggiungere all’applicazione i servizi più utilizzati, tenendo conto delle modalità con cui vengono erogati dai vari enti pubblici. Riproponiamo la tabella così come presentata sul sito io.italia.it

Mappa di utilizzo dei servizi pubblici

Nelle colonne è evidenziata la popolazione coinvolta, nelle righe la diversa frequenza di utilizzo.

App IO: un’anomalia positiva

Come ha sottolineato Matteo De Santi, Chief Officer del Team di Trasformazione Digitale, in un’intervista realizzata in occasione di FORUM PA Città (26-27 novembre 2019): “Questo è un cambiamento radicale: sono gli stessi cittadini che dovranno utilizzare l’app a indicarci su cosa lavorare, quali funzionalità sviluppare, per renderla ancora più vicina alle loro esigenze. Questa è una delle ragioni per cui ci piace descrivere il progetto IO come ‘un’anomalia positiva’ nella Pubblica Amministrazione: per la prima volta in Italia, lo sviluppo di un servizio segue processi innovativi e partecipativi, tipici di una startup.”


Ascolta il podcast dell’intervista

Ascolta “App IO: a che punto siamo?” su Spreaker.


Un progetto aperto: come possono partecipare le PA

Affinché IO possa funzionare al meglio e rappresentare una vera risorsa per i cittadini, è necessario che, progressivamente, tutti gli enti (centrali e locali) facciano convergere su IO un numero sempre maggiore di servizi pubblici. Un esempio d’integrazione particolarmente rilevante è costituito dalle Regioni che hanno attivato il Fascicolo Sanitario Elettronico, le quali potranno aderire al sistema per fare in modo che all’applicazione si aggiungano anche i servizi sanitari. È stato ipotizzato il 2022 come data in cui, presumibilmente, la app IO dovrebbe veicolare la maggioranza dei servizi essenziali.

Per integrarsi a IO ed essere parte del progetto, le pubbliche amministrazioni possono seguire i semplici passaggi evidenziati in questo articolo.

Li riassumiamo brevemente:

  1. Identificare quali servizi possono essere erogati tramite IO;
  2. Predisporre l’integrazione tecnologica sfruttando le API di IO;
  3. Revisionare e firmare la documentazione legale per aderire a IO;
  4. Comunicare ai cittadini che potranno trovare i tuoi servizi su IO.

Come rimanere aggiornati sul progetto

Per rimanere costantemente aggiornati sullo sviluppo del progetto, è disponibile sul sito di progetto una newsletter dedicata, pensata per chiunque sia interessato a questa iniziativa e diversificata a seconda dell’appartenenza dell’utente (cittadino, PA, partner tecnologico, sviluppatore, giornalista).

L’aspetto comunicativo è centrale in questo progetto: le amministrazioni avranno infatti il compito di informare e mobilitare i cittadini, per sensibilizzarli verso le nuove modalità digitali per la fruizione dei servizi.

App io: cosa prevede il Decreto Semplificazioni

La trasformazione digitale della PA rappresenta uno dei pilastri del decreto-legge 76 del 2020, c.d. Decreto Semplificazioni, convertito in legge, con modificazioni, l’11 settembre 2020.

L’art. 24 del decreto interviene sull’art. 64-bis CAD, che disciplina l’app IO quale punto di accesso telematico ai servizi della PA. In particolare, attraverso l’introduzione di due nuovi commi, vengono introdotti due ulteriori obblighi per tutte le pubbliche amministrazioni:

  • l’obbligo di rendere fruibili i servizi online tramite app su dispositivi mobili, anche attraverso IO. Possono essere esentate solo quelle amministrazioni in grado di dimostrare impedimenti di natura tecnologica, che devono tuttavia essere attestati da PagoPA Spa (comma 1-ter);
  • l’obbligo di rendere fruibili in modalità digitale tutti i servizi erogati, e di avviare i relativi progetti di trasformazione digitale entro il 28 febbraio 2021 (comma 1-quater).

Il 28 febbraio 2021 è quindi la data entro cui le Pubbliche amministrazioni devono cominciare l’integrazione dei propri servizi digitali anche su App IO, che diventerà il punto di accesso per tutti i servizi pubblici digitali in un’ottica mobile-first.

Le PA devono:

  • identificare quali servizi (e relativi messaggi) attivare;
  • registrare il proprio ente nel back-office e iniziare a predisporre l’integrazione tecnologica necessaria;
  • sottoscrivere l’accordo di adesione con PagoPA S.p.A. per gestire gli aspetti legali, di sicurezza e privacy;
  • Iniziare a inviare i messaggi tramite App IO e annunciare ai cittadini la presenza dei servizi del proprio Ente sull’app.

Ricordiamo anche che la stessa data è indicata come scadenza per:

  • integrare nei propri sistemi informativi Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e Cie (Carta d’Identità Elettronica) come unico sistema di identificazione per l’accesso ai servizi digitali;
  • integrare la piattaforma PagoPA nei sistemi di incasso per la riscossione delle proprie entrate.

Come è andata questa scadenza? Lo abbiamo raccontato in questo articolo.

Come ottenere il bonus vacanze con l’App IO

Nel luglio 2020, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MIBACT) e Agenzia delle Entrate, hanno scelto IO quale modalità digitale esclusiva per offrire ai cittadini che ne avevano diritto la possibilità di richiedere e usare l’agevolazione “Bonus Vacanze” direttamente tramite l’app.

Il “Bonus vacanze” fa parte delle iniziative previste dal “Decreto Rilancio” (art. 176 del DL n. 34 del 19 maggio 2020) e offre un contributo fino 500 euro da utilizzare per soggiorni in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia. E’ stato possibile richiederlo dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 e si potrà fruire fino al 30 giugno 2021 (il termine per l’utilizzo è stato prorogato dal decreto-legge n. 137 del 28 ottobre 2020, cosiddetto decreto “Ristori”).

Il Bonus Vacanze si poteva richiedere dalla sezione Portafoglio della App IO, a condizione di avere un ISEE valido. Aggiungendo un nuovo Bonus/Sconto e scegliendo “Bonus Vacanze” dalla lista di quelli disponibili, era sufficiente seguire pochi passaggi per completare la richiesta e attivare il Bonus, attribuito al nucleo familiare e identificato da un codice univoco, a cui è associato anche un QR code (leggibile direttamente dallo schermo dello smartphone). Basterà comunicare all’albergatore questo codice, insieme al codice fiscale, al momento di pagare il soggiorno presso la struttura.

Come ottenere il bonus Cashbak con l’App IO

Da dicembre 2020, con l’app IO, dalla sezione Portafoglio, è possibile aderire al programma “Cashback” promosso dal Governo tra le iniziative del Piano Italia Cashless. Dopo la fase sperimentale con il famoso “Extra Cashback di Natale” (5,8 milioni i cittadini che si sono iscritti al programma nel periodo sperimentale iniziato l’8 dicembre e conclusosi il 31 dicembre. Di questi, 3,2 milioni hanno raggiunto la soglia minima delle 10 transazioni per poter ottenere il rimborso e in 100mila hanno ottenuto il rimborso massimo di 150 euro), dal primo gennaio è partito il primo dei tre semestri in cui si articolerà il programma Cashback, che durerà fino al 30 giugno 2022.

Per accedere al programma Cashback, bisogna aderire tramite la app IO e attivare i propri metodi di pagamento, oppure registrarsi sugli altri sistemi messi a disposizione dagli Issuer Convenzionati, cioè dai soggetti che emettono gli Strumenti di Pagamento elettronici scelti per partecipare all’iniziativa e che hanno sottoscritto una convenzione con PagoPA. Ricordiamo che, dopo aver installato l’app IO, si accede con l’identità digitale Spid o, in alternativa, con la Carta d’Identità Elettronica (Cie 3.0) abbinata al Pin ricevuto al momento del rilascio della nuova carta. In seguito alla prima registrazione, si potrà accedere all’app digitando il codice di sblocco di 6 cifre scelto dall’utente o tramite riconoscimento biometrico (impronta digitale o riconoscimento del volto).

Se si ha già un account attivo su IO, bisogna aggiornare l’app all’ultima versione disponibile all’avvio del Programma Cashback.

Partecipando al programma si può quindi ottenere un cashback del 10% (per un massimo di 150 euro a semestre) per gli acquisti effettuati a titolo privato (cioè non per uso professionale) sul territorio nazionale con carte e app di pagamento in negozi, bar, ristoranti, supermercati e grande distribuzione o per artigiani e professionisti, fino a giugno 2022. Non concorrono gli acquisti online. Questa volta, a differenza di quanto previsto nel periodo sperimentale, la soglia minima per poter ricevere il rimborso è di 50 transazioni valide a semestre.

Sull’App IO è possibile verificare il numero della transazioni valide effettuate e il cashbak maturato.

Tutte le informazioni sul programma Cashback e tutte le FAQ

Su questo argomento

Mettere le persone al centro: l’unica strada per rispondere davvero alle esigenze di cittadini e imprese