I servizi digitali del futuro si basano su applicazioni componibili

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Due degli importanti obiettivi che la PA è chiamata a raggiungere nell’orizzonte temporale di tre anni sono: innovare rapidamente e dare risposta alle esigenze dei dipendenti e dei cittadini.
Entando propone un nuovo approccio allo sviluppo di applicazioni e portali, che parte da elementi modulari e riutilizzabili, composti insieme e orchestrati attraverso l’utilizzo di una piattaforma

27 Settembre 2022

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Redazione FPA

Photo by Vardan Papikyan on Unsplash - https://unsplash.com/photos/JzE1dHEaAew

Trovare il modo di attuare sia gli investimenti sia le riforme richieste dal  PNRR è una delle priorità della Pubblica Amministrazione. I precetti del PNRR per l’erogazione dei fondi, però, non lasciano molto spazio alle titubanze: i target di trasformazione digitale degli enti fissati dal documento devono essere raggiunti entro tre anni. Ciò implica idee chiare, competenze adeguate, rapidità decisionale e di esecuzione. La sinergia con i vendor sta dando i suoi frutti, ma non tutte le bussole hanno trovato il Nord. E’ ovvio che per vincere una sfida così importante bisogna introdurre paradigmi nuovi, soprattutto rivolti al miglioramento e alla reingegnerizzazione dei processi.

Tra questi, uno in particolare sta catalizzando l’attenzione delle imprese e delle amministrazioni pubbliche. Si tratta della “Composable Application in cloud-native environment”, ovvero applicazioni e portali progettati per “girare” nativamente in ambienti cloud e realizzati attraverso lo sviluppo di elementi che si compongono tra di loro fino a formare un’ applicazione completa.

Questo approccio permette di accelerare significativamente i tempi di rilascio dei servizi, di ridurre in maniera altrettanto significativa i costi di esercizio e di manutenzione garantendo elevati livelli di sicurezza. Capofila di questo approccio è Entando, multinazionale con headquarter a Cagliari, focalizzata sulla riduzione della complessità e dei costi delle applicazioni di business. Per l’originalità e l’efficacia delle sue soluzioni, l’azienda è stata menzionata come Sample Vendor nel Gartner Hype Cycle per i servizi di piattaforma cloud 2022.

Come molti altri software vendor, anche Entando sta affiancando la PA, dai singoli comuni alle amministrazioni centrali, nel difficile compito di modernizzazione. Alla base del paradigma proposto, c’è una “Application Composition Platform (ACP)”. Parole chiave della strategia: modularità e componibilità. Nel segno delle linee guida dettate dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) sulla citizen-experience e sull’interfaccia utente (UX/UI), Entando ha sviluppato strumenti che potessero essere poi riusati da qualsiasi organizzazione.

Una visione originale che porta alla creazione “agile” dei servizi

Ipotizziamo un sistema che permetta in un ambiente semplice di assemblare, secondo le esigenze funzionali e organizzative dell’Ente, una applicazione a partire da una libreria di componenti dell’Ente stessa, del fornitore, piuttosto che riutilizzando quelle di altre istituzioni.

L’approccio componibile di Entando si fonda sulla possibilità di aggregare applicazioni definite e indipendenti che rappresentano capacità organizzative, dette business capabilities, per creare applicazioni funzionali alla gestione di uno o più processi. Esempi di Packaged Business Capabilities sono il processo di autenticazione e autorizzazione di accesso ai servizi tramite SPID, oppure il pagamento di una tassa, richiesta certificati on line, segnalazioni e reclami on line etc.

Il paradigma delle Composable Application prevede che le singole componenti, progettate e sviluppate con metodi e linguaggi standard (React, Angular, Java, NodeJS, ecc.),possano essere usate nella progettazione di un nuovo servizio. L’aggregazione delle applicazioni componibili avviene attraverso una piattaforma che ne guida il processo.

Il servizio così disegnato non è una applicazione singola e monolitica , piuttosto è una composizione di PBC, che può essere  manutenuta e aggiornata molto più facilmente, intervenendo solo sul componente interessato e non sull’intera soluzione composta. Per questo il concetto di applicazione componibile è considerato un’opportunità, perché riduce significativamente i tempi di realizzazione e di manutenzione dei servizi.

Come nascono i servizi secondo il paradigma componibile

Gli applicativi componibili hanno senso singolarmente e possono essere utilizzati in maniera indipendente l’uno dall’altro. Certe componenti applicative vengono riutilizzate in molti servizi (per esempio il componente di login, quello di integrazione con SPID, il layout grafico, ecc.): ciò fa sì che il sistema di Composable Application possa essere considerato estremamente efficiente.

Sulla base delle PBC riutilizzabili si possono sviluppare le differenti applicazioni necessarie: il portale per i cittadini, l’applicazione per gli impiegati di uno specifico ente o per una particolare mansione. Grazie all’utilizzo di metodi e linguaggi di programmazione standard i componenti applicativi componibili possono essere sviluppati internamente oppure acquisiti, già pronti, da un fornitore; inoltre nell’ottica di semplificare al massimo il processo di modernizzazione i componenti possono essere il risultato di un “incapsulamento” di funzioni esistenti.

Questo rende la curva di apprendimento del prodotto molto bassa e permette di popolare velocemente la  collezione di PBC da cui attingere, detta marketplace o catalogo. Va da sé che il paradigma del composable  necessiti di appoggiarsi su una piattaforma di composizione, come quella proposta da Entando, che offra una serie di funzionalità: orchestrazione, governance, sviluppo, sicurezza. La piattaforma proposta dall’azienda è open-source e consente di modernizzare o sviluppare applicazioni cloud-native basate su Kubernetes.

Dal concetto di architettura applicativa componibile alla necessità una nuova architettura organizzativa della PA

Il percorso che porta a un’architettura applicativa componibile consta di 4 fasi:

  • l’individuazione di un progetto;
  • la ricerca di piattaforma tecnologica adeguata;
  • il superamento delle barriere organizzative interne all’amministrazione.
  • investimenti in termini tecnologici e organizzativi.

Attualmente, il patrimonio applicativo della PA è sviluppato, in buona parte, sulla base di un modello diverso, principalmente monolitico e solo in pochi casi modulare. Difficilmente gli enti potranno permettersi di decomporre una grande suite ERP o un applicativo CRM in componenti elementari, perché scarseggiano le figure professionali specializzate. Per questo Entando ritiene cruciale la formazione di un fusion team multidisciplinare, composto da persone vicine ai processi e da sviluppatori.

La piattaforma mette a disposizione strumenti di facile utilizzo e low-code dove i diversi utenti possono collaborare per comporre l’applicazione, con  l’idea  di favorire una maggiore integrazione e cooperazione tra il dipartimento IT e i dipartimenti organizzativi delle amministrazioni. Combinando competenze di processo e skill tecnologico/informatiche si potrà sciogliere il nodo delle competenze interne alla PA.

Conclusioni

Affrontare l’era dell’incertezza richiede una grandissima agilità e capacità di innovazione. Le applicazioni componibili aumentano drasticamente la capacità di cambiamento e di innovazione, pertanto agevolano il compito della PA. Il concetto di fusion team, centrale nella strategia proposta da Entando, colma il divario tra figure dirigenziali organizzative e specialisti IT tramite una collaborazione continuativa nel tempo.

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