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Spid a Lecce, passepartout per la rivoluzione digitale permanente

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L’adesione a Spid, l’attuazione dei servizi di SalentoGov, e i primi risultati raggiunti a Lecce dimostrano che la rivoluzione digitale ha casa dove c’è la volontà di realizzarla, con processi, procedure e modalità che abbiano come unico fine il miglioramento della qualità della vita del cittadino

22 Giugno 2016

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Alessandro Delli Noci, assessore all’innovazione tecnologica, Comune di Lecce

La novità introdotta nei mesi scorsi da Spid, il Sistema Pubblico per l’Identità Nazionale, è senza dubbio un importantissimo segnale e un risultato concreto verso la rivoluzione digitale che da mesi auspichiamo e inseguiamo. Potersi accreditare in maniera univoca per l’accesso ai servizi digitali delle differenti PA consente, infatti, di semplificare il processo in se stesso e, aspetto non meno importante, di agevolare l’utilizzo dei servizi da parte del cittadino, che fino ad ora, più che essere messo nelle condizioni migliori per accedere all’universo digitale, è stato messo a dura prova con condizioni e procedure complesse e ridondanti.

In virtù di tale consapevolezza, il Comune di Lecce ha aderito sin da subito a SPID e ha lanciato nuovi servizi digitali disponibili su www.areavastalecce.it . Una vera e propria rivoluzione digitale per la città perché consente di razionalizzare, semplificare e digitalizzare i procedimenti amministrativi, consentendo un accesso semplificato e multicanale a cittadini e imprese riconosciuti e certificati proprio tramite il nuovo sistema pubblico per l’identità nazionale. Sul portale è già possibile accedere a molti servizi con SPID: le istanze online, ad esempio, come i servizi della polizia locale, l’ufficio tributi, servizi demografici ed elettorali. Ma anche il SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) che permette di presentare le pratiche per la realizzazione, la cessazione, la riattivazione e la localizzazione di impianti produttivi. Così come certificati di anagrafe, stato civile e le visure di posizione anagrafica ed elettorale.

Insomma, un caleidoscopio di opportunità, un ponte che avvicina Pubblica Amministrazione, imprese e cittadini. Un modello per tanti comuni che si stanno avvicinando all’universo digitale.

Tutto perfetto, quindi? Non proprio, o, meglio, non totalmente. Sono da affrontare numerosi gap ancora presenti, in termini di infrastrutture e mentalità. Ampliamento della rete sul territorio, riuso di interfacce già esistenti e integrazione di servizi già sviluppati con le logiche di autenticazione di Spid da un lato, e un lavoro di sensibilizzazione, di informazione e formazione rispetto ai benefici, alle opportunità offerte e alle modalità di utilizzo dei servizi disponibili dall’altro, sono sicuramente alcune efficaci soluzioni per superare gli ostacoli ad oggi esistenti, stimolare la domanda, e camminare speditamente verso un futuro digitale che deve essere di tutti e per tutti.

La resistenza al cambiamento, a maggior ragione se digitale, è ancora molto forte e limitante, ma l’analisi dei costi (non solo economici) e benefici, a breve e soprattutto a lungo termine, dimostra che la strada da percorrere è proprio questa. L’adesione a Spid, l’attuazione dei servizi di SalentoGov, il network digitale leccese vincitore, tra l’altro, del premio nazionale Agenda Digitale 2015, e i primi risultati raggiunti a Lecce dimostrano che non ci sono pregiudizi o limitazioni territoriali che tengano: la rivoluzione digitale ha casa dove c’è la volontà di realizzarla, con processi, procedure e modalità che abbiano come unico fine il miglioramento della qualità della vita del cittadino.

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