#TwitterPA 2012: numeri e tendenze dalle PA che cinguettano - FPA

#TwitterPA 2012: numeri e tendenze dalle PA che cinguettano

Home Open Government Comunicazione Pubblica #TwitterPA 2012: numeri e tendenze dalle PA che cinguettano

Quante sono e cosa fanno le Pubbliche Amministrazioni italiane su Twitter? Le risposte nel Rapporto #TwitterPA 2012 sull’uso da parte delle pubbliche amministrazioni italiane della piattaforma di microblogging più conosciuta al mondo. Il Rapporto curato e reso disponibile in rete da Giovanni Arata si basa su dati aggiornati all’11 novembre 2012. L’edizione precedente era stata rilasciata un anno fa.

5 Dicembre 2012

G

Giovanna Roberta Stagno

Quante sono e cosa fanno le Pubbliche Amministrazioni italiane su Twitter? Le risposte nel Rapporto #TwitterPA 2012 sull’uso da parte delle pubbliche amministrazioni italiane della piattaforma di microblogging più conosciuta al mondo. Il Rapporto curato e reso disponibile in rete da Giovanni Arata si basa su dati aggiornati all’11 novembre 2012. L’edizione precedente era stata rilasciata un anno fa.

Il Rapporto #TwitterPA 2012 esamina come e in che misura Comuni, Province, Regioni e Ministeri in Italia fanno ricorso alla piattaforma social Twitter. I profili della PA sotto la lente di ingrandimento sono 291: l’81,1% appartiene ai Comuni (236 account attivi), il 12,7% alle Province (37), il 3,4% alle Regioni (10) e il 2,8% ai Ministeri (8). Occhio però al dato assoluto: se si considera l’incidenza rispetto al numero complessivo si evince che “possiede un account quasi una Regione su due, più di una Provincia su tre, meno di tre Comuni ogni cento” – sottolinea il Rapporto.

#TwitterPA in crescita
Arata mostra come il numero delle Amministrazioni italiane che si aprono a Twitter sia in graduale aumento. Nel 2012 sono stati attivati 91 nuovi account pubblici, l’8,8% in più rispetto al 2011 (84). Tuttavia, se si considera il boom di registrazioni Twitter da parte di cittadini e professionisti in Italia nell’ultimo anno, la crescita di #TwitterPA è di fatto ancora poco entusiasmante e seppure in crescita, i profili pubblici rappresentano ancora una percentuale molto esigua (meno dello 0,01%) del totale italiano.

Il divario Nord-Sud
Il 49,1% dei profili oggetto di rilevazione si trova al Nord. Si affidano al cinguettio le amministrazioni della Lombardia, del Piemonte e del Veneto con 33, 31 e 26 account attivi nell’ordine. Sono ancora poche le PA cinguettanti al Meridione e al Centro Italia (86 e 54 antenne pubbliche), ma è tra di esse che si collocano alcune punte di eccellenza come “Toscana, Campania e Sardegna, attestate su livelli numerici ben superiori alla media nazionale”, rispettivamente con 33, 20 e 17 profili attivi.

I distretti cinguettanti
Come nell’edizione 2011, Arata dedica un’attenzione particolare ai distretti cinguettanti, concentrazioni più o meno dense di profili pubblici che nella maggior parte dei casi nascono attorno ad hub forti e particolarmente attivi che hanno fatto da traino nella diffusione della piattaforma tra le PA del territorio circostante. Tra gli esempi di distretto citati nel Rapporto figurano le aree metropolitane di Torino, Bari, Milano e Firenze e la Provincia di Cagliari.

Cinguettatori pubblici d’eccellenza
Il primo posto nella classifica Top10 degli account pubblici più seguiti spetta al Comune di Torino con 50.107 followers. Tra le Regioni che si collocano tra i primi 10 compaiono, rispettivamente al quarto e quinto posto, la Regione Piemonte (8.236 followers) e la Regione Emilia Romagna (7.853 followers). Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali con i suoi 8.257 followers si aggiudica la medaglia di bronzo.

Tendenze del cinguettio
Il Rapporto evidenzia la crescita del numero di account falsi (+150% dal 2011). I profili fake non crescono solo nel numero ma migliorano anche le loro capacità mimetiche finendo per confondersi con quelli veri. Tale fenomeno risulta per certi versi agevolato dalle informazioni incomplete fornite a corredo degli account ufficiali della PA. Solo il 46% delle antenne censite è infatti sufficientemente identificabile e quindi disambiguabile nell’identità.

Organizzazione e gestione dell’account
La novità del Rapporto #TwitterPA 2012 è il focus sulla dimensione organizzativa e sulla titolarità dell’account di una Amministrazione Pubblica. “A chi spetta la creazione dell’account Twitter dell’amministrazione? A chi la sua gestione operativa nel tempo?”. Arata parla di “balcanizzazione della gestione social”, ovvero di una gestione operativa degli account affidata ad una molteplicità di soggetti diversi a seconda delle realtà di volta in volta considerata. Le scelte di gestione sono infatti molto eterogenee. Nelle realtà di maggiori dimensioni prevale la tendenza ad affidarsi a strutture specializzate (Uffici Stampa e Comunicazione, Redazioni web create ad hoc, Uffici Relazioni con il pubblico), mentre nelle amministrazioni più piccole sono spesso gli amministratori in carica ad assumere la gestione dell’account Twitter e le funzioni di editor.

Quale uso?
Un uso sicuramente più consapevole – sottolinea Arata – ma ancora molto differenziato per competenze.
Cresce l’uso delle funzioni più evolute, ovvero quelle che consentono di rilanciare al meglio un tweet e di creare un dialogo con i propri interlocutori-followers: rispetto al 2011 raddoppia il tasso di impiego del retweet e si triplica quello relativo all’utilizzo dell’#hashtag e della @mention.
Il canale Twitter viene ancora utilizzato in modalità broadcasting dal 49,8% delle Amministrazioni oggetto della rilevazione ignorando in tal modo le funzionalità di interazione e condivisione che la piattaforma consente.

Twitter come appendice
Nel 40,5% dei casi la timeline di Twitter dei profili pubblici esaminati viene aggiornata attraverso contenuti importati in maniera automatica dal sito ufficiale dell’ente, dalla pagina Facebook o da altri social media. L’account Twitter viene pertanto utilizzato come un mero contenitore di contenuti prodotti per altri mezzi. Seppure tale approccio sia dettato nella maggior parte dei casi dalla mancanza di tempo e risorse a presidio dello strumento, esso senza dubbio limita le “potenzialità offerte dalla piattaforma in termini di dialogo e propagazione delle informazioni in real time” – avverte Arata.
Il 55% dei profili esaminati viene inoltre aggiornato con cadenza saltuaria o nulla. Solo il 12% subisce upgrade quotidiani e solo il 15,8% con cadenza quasi quotidiana. In termini assoluti, 80 sono poi account dormienti. Si tratta, quest’ultimo, di un dato in flessione: un 27,5% del 2012 contro il 36,3% del 2011.

Per cosa lo usano?
In generale, Twitter si configura ancora per le Amministrazioni italiane come “un’estensione digitale dello sportello fisico”. L’88% delle antenne pubbliche ricorre al canale Twitter per condividere informazioni di pubblica utilità, l’80% per segnalare eventi e il 45% per dare aggiornamenti su bandi e altra documentazione di pubblico rilievo. 57 profili pubblici fanno di Twitter uno strumento di comunicazione politica a cui affidano la diffusione delle dichiarazioni di personaggi politici. Tra le altre modalità di impiego sono da menzionare la diffusione di immagini e video (praticata dal 43% del totale) e l’uso della bacheca per il Citizen Relationship Management, per il livetweeting (la diretta twitter di Consigli ed Assemblee) e per la realizzazione di web- TG. Tale uso “innovativo” dello strumento social si riscontra prevalentemente nelle realtà di maggiori dimensioni.