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Gli uffici giudiziari

Organizzare e formare per innovare: l’esempio della Procura di Torino

 La Procura di Torino è stata scelta – in virtù della sua costante attenzione all’innovazione – per sperimentare sia procedure di utilizzo delle notifiche telematiche che di digitalizzazione del fascicolo processuale. Giancarlo Caselli si sofferma su gli aspetti normativi e organizzativi che rendono possibile la gestione informatica dei processi, sottolinea l’importanza della formazione del personale ed evidenzia come la scelta degli strumenti sia molto delicata e di decisiva importanza.

La comunicazione telematica dei biglietti di cancelleria: un processo condiviso

 Il Distretto del Veneto – utilizzando le possibilità aperte dal Protocollo d’Intesa Brunetta/Alfano sottoscritto a luglio del 2009 – è stato il primo realizzare interamente il processo di comunicazione telematica dei biglietti di cancelleria. La Presidente Romei Pasetti illustra il progetto, che prevede anche la digitalizzazione dei fascicoli di primo grado, sottolineando come ciò sia stato possibile solo mettendo in campo una metodologia di lavoro comune, realizzata coinvolgendo tutti i Tribunali e i loro Presidenti, gli Ordini degli Avvocati, i loro Presidenti e il personale amministrativo.

Un Piano per fare sistema

 Giuseppe Birrittieri illustra alcuni contenuti del Piano straordinario finalizzato a fornire i sistemi giudiziali, il servizio giustizia e i magistrati, degli strumenti tecnologici più avanzati per poter ridurre i tempi e i costi della giustizia, obbiettivo reso più complicato nel momento attuale dai tempi lunghi e dalla carenza di risorse. Il Piano – già fornito di regole tecniche – ha la caratteristica unica di essere pensato per mettere a regime con le stesse modalità un gran numero di uffici giudiziari, in particolare un punto fondamentale su cui esso si concentra è quello delle notifiche on line, che elideranno alla radice la possibilità di dedurre le nullità conseguenti ai difetti di notifica.

Piano straordinario per la digitalizzazione della giustizia

Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta e il Ministro della Giustizia Angelino Alfano hanno varato il Piano straordinario per la digitalizzazione della giustizia, uno degli obiettivi prioritari del Piano e-Gov2012. Il suo obiettivo dichiarato è quello di ridurre i tempi dei procedimenti, facilitare il lavoro dei magistrati e degli operatori della giustizia, ridurre i costi, liberare risorse umane da alcune attività che saranno digitalizzate e semplificare la fruizione dei servizi per i cittadini e le imprese. Il Piano straordinario è immediatamente operativo e verrà completato in 18 mesi attraverso la realizzazione di tre distinte linee di intervento: digitalizzazione degli atti, invio di notifiche online e pagamenti online. Il convegno ha l’obiettivo di illustrare dettagliatamente il piano e di confrontarsi sulla sua prima attuazione.

Un sistema informativo integrato per la valorizzazione dell’attività di ricerca dell’Università della Calabria. POLARiS

Multimedia: semplice come la tecnologia, vicino come le nuvole.

Uno degli obiettivi principali di ICT4U è come far corrispondere all’evoluzione tecnologica la semplicità d’uso per gli utenti, elemento in genere non scontato. Così Alessandro Bogliolo apre il suo intervento, elencando in seguito gli strumenti usati in direzione della semplificazione: condivisione delle soluzioni ma anche delle idee, sviluppo open source, sperimentazione e riuso. Trasporre questo concetto sul piano della multimedialità significa che i contenuti dovrebbero assumere la forma più congeniale alla loro fruizione. Multimediale è lo stesso concetto di cloud computing, secondo cui la rete offre non solo capacità di comunicazione, ma anche di archiviazione e di elaborazione, attraverso una pluralità di dispositivi distribuiti appunto in rete, che diviene così il luogo ideale in cui lavorare.
Nel frattempo l’avvento degli “smart phone” ha mutato la nostra percezione della rete e dei contenuti digitali. Il cellulare si è così trasformato in un raro esempio di elettronica wearable, tanto che ciò che si può fare con esso sembra non aver bisogno di mediazione, con aspettative che non corrispondono alla realtà ma che sono sempre più un valore.
Preso atto che tali sono anche le esigenze degli utenti-studenti, che quindi sono sempre più vicini alle nuvole, sarà compito del tavolo tecnico dell’università digitale capire come e in che misura gli atenei debbano andare sulle nuvole per raggiungerli. Entro il 2011 è intanto prevista la pubblicazione delle linee guida sull’elearning e sulla multimedialità.

La reingegnerizzazione dei processi della didattica in Unical

Il Piano straordinario e gli strumenti attuativi

Università digitale: tavolo tecnico permanente e linee guida i risultati più importanti.

Alessandro Melchionna dichiara che il tavolo tecnico previsto all’interno del progetto ICT4U ha avuto un’evoluzione talmente positiva, con il raggiungimento di risultati concreti, da portare il Miur a sviluppare due percorsi forti.
Il primo riguarda le linee guida elaborate per la digitalizzazione dei principali processi, con un invito scritto a tutti gli atenei a recepirle e svilupparle per le attività in questione. Il Miur ha riconosciuto la capacità del tavolo di aver saputo sintetizzare il pensiero di più atenei, come nel caso della verbalizzazione elettronica, indicando soltanto i requisiti minimi da rispettare nell’ambito del processo, e lasciando libertà di interpretazione alle singole università.
Il secondo percorso è stato quello di aver trasformato il tavolo da provvisorio a permanente, con il regolamento ormai pronto, cercando la condivisione più ampia possibile da parte degli atenei, in modo che le linee guida elaborate diventino un punto di riferimento per processi ed attività In alcune situazioni il tavolo è divenuto interlocutore di altri soggetti, approdando a soluzioni condivise dal basso, a volte addirittura propositive, come è avvenuto con Agcom e Garante della Privacy.

La Federico II di Napoli adotta la firma digitale.

Guido Russo parla del processo con cui l’università Federico II di Napoli sta adottando la firma digitale, che rappresenta l’elemento irrinunciabile seppur critico della semplificazione dei processi, che sono hanno in genere tempi biblici all’interno della PA. Il relatore evidenzia che in realtà la firma digitale – rispetto alla quale non esiste ancora una cultura nel settore pubblico – rappresenta solo l’ultimo passo di un processo che prende avvio con le fasi di autenticazione ed autorizzazione
Da parte sua, l’università Federico II, da ottobre, sta procedendo alla distribuzione della firma digitale tramite dispositivo USB AI suoi 5mila docenti e funzionari, raggiungendo finora il 20% degli utenti. In questo modo sono state avviate anche altre applicazioni, tra cui il verbale online e il mandato di pagamento elettronico.
Russo spiega che il processo di distribuzione della firma è gestito internamente, con docenti e tecnici che, una volta presentate le proprie credenziali, possono ritirare presso l’URP il proprio dispositivo USB personalizzato, che ha validità a termine e può essere autorizzato per varie operazioni, a partire dal log in. Il sistema di rilascio e rinnovo comporta un costo annuale di 20 euro per ogni certificato, il quale viene però ammortizzato dalla semplificazione dei processi.

Università 2.0: l’utente al centro del processo di gestione.

Enrico Periti premette che il suo è un contributo che offre anche un altro punto di vista, considerando che lui non fa parte del tavolo tecnico dell’università digitale. Secondo il suo parere la questione centrale è data dalla necessità di una riorganizzazione complessiva che non riguarda solo la tecnologia e quindi gli strumenti ma l’intero processo di gestione del sistema universitario, che va declinato secondo una logica diversa, ossia l’esigenza di soddisfazione dell’utente. E’ questo infatti ciò che si aspettano gli studenti che sono dei nativi digitali consolidati, e non solo da parte del personale tecnico amministrativo, ma dell’intero corpo docente.
La situazione non è facile, anche perché mancano i soldi, e la possibilità di cambiamento non è rapida, considerando che l’attuale personale ha una mentalità diversa. Non è dunque vero che spingendo per investimento su ICT si ha un recupero di denaro nell’immediato, bensì una spesa maggiore che, solo se va bene, nel lungo periodo potrebbe trasformarsi in investimento.
Dopo un passaggio sul ruolo del Cineca, e della nuova figura del direttore generale prevista dalla Riforma Gelmini, Periti conclude infine sottolineando come finalmente sia stata imboccata la strada giusta rispetto alla verbalizzazione degli esami.