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Università 2.0: lo studente come membro della community.

Secondo Marco Lanzarini, il vero saltò di qualità da compiere all’interno della rivoluzione 2.0 è quello tra la nozione dello studente come utente, concetto ancora legato ad una cultura burocratica, a quello di cliente, ossia colui a cui dobbiamo ciò che gli serve. La prospettiva cambia poi ulteriormente se da cliente passiamo a considerarlo come membro della community, nel senso che gli viene dato ciò che chiede ma all’interno del contesto in cui si riconosce per interessi, bisogni, esigenze, per cui entra in gioco il concetto di social network.
Per far funzionare l’università 2.0 è dunque necessario ripensare secondo questa prospettiva l’intero ciclo di vita studente all’interno dell’ateneo. Lanzarini offre qualche spunto su cosa significa riconsiderare in tale ottica le fasi orientamento, carriera accademica, relazioni internazionali ed alumni, evidenziando la necessità di fornire servizi basati sulla localizzazione e di usare i social network come nuovi canali di fidelizzazione, anche nella fase di inserimento nel mondo del lavoro.
L’ateneo deve comunicare con tutti i canali possibili, che possono tra l’altro fornire un feedback in tempo reale, in modo da poter aggiustare il tiro in corsa, offrendo sempre una risposta alle richieste degli studenti. Il modo migliore per farlo è agganciarsi al sistema informativo di ateneo, che possiede tutte le informazioni su di loro, consentendo alle due parti di colloquiare in maniera interattiva e biunivoca

Servizi amministrativi 2.0: una sfida culturale e tecnologica.

Secondo Cesare Stefanelli dovremmo porre attenzione al web 2.0 non tanto dal punto di vista dell’evoluzione tecnologica quanto di quella culturale, che comporta la partecipazione dell’utente il quale crea valore in rete. Si tratta di un aspetto straordinario che impatta in maniera fortissima sul funzionamento delle nostre università, anche nell’ambito amministrativo. Gli studenti, ossia i principali utenti, sono ormai dei nativi digitali per cui pretendono dall’ateneo il grado di disponibilità a cui sono stati abituati dalla rete. Ciò significa che le nuove tecnologie rappresentano per le università anche una sfida culturale, basata soprattutto sul concetto di reputation
I fattori critici legati al successo dei servizi amministrativi 2.0 sono relativi soprattutto alla mentalità, rispetto alla quale occorre il passaggio da un approccio di “conformità alle norme” a quello di “orientamento verso l’utente”. Altrettanto importante è una completa ridefinizione dei processi di organizzazione, per cui è fondamentale standardizzare i processi, solo in questo modo le nuove tecnologie consentiranno una maggiore facilità d’uso. Le sfide aperte per il tavolo tecnico dell’università digitale partono dunque dalla necessità per gli atenei di coordinarsi meglio, in modo da standardizzare i processi, lavorando anche sul loro versante normativo, come nel caso della firma digitale. E’ inoltre fondamentale favorire l’adozione delle tecnologie Open Source ed incentivare il riuso del software, di cui si parla anche nel CAD, ipotizzando una banca dati.

Università 2.0: la rete Garr.

Enzo Valente presenta il Consortium Garr, ossia la rete internet delle università e dei centri di ricerca dell’Italia, a cui ne corrisponde una ogni paese d’Europa e del mondo. Si forma così un sistema interconnesso a livello mondiale, parallelo a quello della rete tradizionale. Nel Belpaese il Garr si occupa in particolare di garantire la federazione roaming e l’autenticazione federata.
Il primo aspetto riguarda la confederazione della mobilità wireless presente all’interno di ogni ateneo e tra di essi, un sistema che viene definito eduroam (education roaming), per cui in ogni parte del mondo si possono usare per l’accesso le stesse credenziali. Vista la creazione di molte reti wireless ad accesso libero anche da parte di Comuni, Province e Regioni, il Garr ha chiesto di poter stabilire delle convenzioni, per cui con le credenziali eduroam si possa accedere anche a tale rete. L’autenticazione federata riguarda invece il supporto fornito dal Garr all’Idem, ossia all’Identity Management, per cui l’identificazione dell’utente avviene sulla base del riconoscimento reciproco attraverso l’identity provider, che registra le identità. L’impostazione del sistema avviene secondodirettive confederate.
Valente conclude infine sottolineando che la rete Garr è diversa da quella tradizionale in quanto è realizzata in modo simmetrico, per cui la velocità in trasmissione è uguale a quella in ricezione. Il punto di accesso può diventare dunque anche una sorgente di dati, tanto più potente ora che si sta procedendo verso un wireless sempre più veloce sulla distanza.

L’università digitale

Social network, Mobile, Unified communication, Web 2.0, Web semantico: l’evoluzione dell’interazione sociale in rete fa emergere nuove necessità degli utenti: reti sociali, conoscenza in rete, collaborazione emergente, riconfigurabilità dei processi, mobilità globale, appartenenza aperta. I bisogni degli utenti (in particolare degli studenti) non possono essere più “limitati” all’interno dei confini di un’organizzazione tradizionale. Quale sarà la forma del sistema informativo universitario del futuro? Come si adatterà alla semplificazione dei processi amministrativi?

Sistema informativo universitario 2.0: l’utente al centro

Sistema informativo universitario 2.0: l’utente al centro.

Luca Mainetti spiega che la tavola rotonda verterà sulle visioni riguardanti l’evoluzione dei sistemi informativi dell’università che, come si può desumere dal titolo, ruota intorno al concetto di 2.0. Un’espressione evocativa che nel mondo ICT indica un sistema il cui centro è rappresentato dall’utente.
Mainetti introduce quindi il concetto di knowledge worker, secondo la prima definizione del 1959, poi aggiornata nel 1990, per chiedersi se sia proprio tale figura l’utente del sistema informativo universitario 2.0, provando a spiegare cosa significa porlo al centro. Di sicuro tale posizione richiede nuove esigenze come l’appartenenza alla rete sociale o usare il social networking anche per produrre ricerca, comunque si tratta di nuovi bisogni che si stanno presentando e che i sistemi informativi dovranno agevolare altrimenti gli utenti si organizzeranno in maniera diversa.
Rispetto all’evoluzione dei sistemi informativi, Mainetti cita: flessibilità e capacità di riconfigurare rapidamente i processi di business, con abilità di includere rapidamente gli attori esterni all’organizzazione con meccanismi partecipativi; tempi di sviluppo sempre più ridotti; crescente esigenza di supportare in maniera evoluta i processi destrutturati dell’organizzazione. Infine un riferimento ad alcune immagini realizzate dallo Osservatorio Enterprise 2.0 per stabilire la forma del sistema informativo 2.0, e il suo livello di maturità.

ll piano eGov 2012: obiettivo Università.

Paolo Donzelli spiega che i progetti digitali riguardanti l’università rientrano nel piano eGov2012, al suo secondo anno di attuazione, che comprende obiettivi settoriali (ossia i principali campi di azione della PA), territoriali, di sistema ed internazionali. Tra gli obiettivi digitali riguardanti il mondo dell’educazione, Donzelli cita Innovascuola e Scuolamia, per poi illustrare ICT4U, il progetto previsto nel comparto universitario, con finalità legate ad alcuni aspetti chiavi che fungeranno da basi per sviluppi successivi: digitalizzazione e semplificazione dei servizi, condivisione dei dati e scambio automatico dei flussi informativi.
All’interno di ICT4U si distinguono in particolare i due programmi Servizi e reti WiFi, che punta ad incrementare la copertura WiFi ed alcuni servizi online, e Università Digitale che, data per scontata la presenza dell’infrastruttura wireless, mira al potenziamento dei servizi, tra cui il fascicolo personale digitale. Donzelli cita alcuni numeri riguardanti ICT4U, che dimostrano un’alta adesione da parte delle università, con un forte incremento soprattutto della verbalizzazione elettronica degli esami, uno dei servizi più controversi.
Il principale obiettivo raggiunto è l’elaborazione delle linee guida per la digitalizzazione dei principali processi, grazie al tavolo tecnico istituito nell’ambito del progetto. Tale il successo di quest’ultimo da essere stato trasformato, nel marzo 2011, in permanente, con l’obiettivo prioritario di gestire le linee guida nel tempo.

InnovaScuola ed il Premio “A scuola di innovazione”

Il Premio InnovaScuola “A scuola di innovazione” è un’iniziativa promossa dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con FORUM PA, per promuovere e valorizzare la didattica digitale nelle scuole italiane incentivando la produzione di materiali multimediali realizzati da studenti e docenti distribuiti con licenza Creative Commons.

Lo spirito di condivisione è alla base del Premio, quindi i migliori contenuti digitali verranno messi a disposizione di tutte le scuole tramite il portale InnovaScuola (www.innovascuola.gov.it), un’iniziativa del Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica in collaborazione con il  MIUR, con l’obiettivo di offrire a tutta la comunità scolastica (docenti, studenti, famiglie)  un ambiente ricco di contenuti digitali, esperienze e notizie, utili per introdurre le tecnologie digitali nella didattica.

Intervento al convegno Eg.09 InnovaScuola ed il Premio “A scuola di innovazione”

Il ministro Brunetta traccia un bilancio di quanto finora realizzato nella scuola nel campo ICT, e di quanto ancora deve essere fatto, chiedendo ogni volta che i numeri siano verificati sul campo.

Riguardo ai progetti già realizzati, il ministro ricorda che quasi l’80% delle scuole usa già la PEC; 30mila le classi per cui sono già a disposizione le Lavagne Interattive Multimediali (LIM); oltre 5mila le scuole che utilizzano Scuola Mia, la piattaforma che permette il dialogo tra scuola e famiglia su informazioni come pagelle, assenze o altro; 1400 i contenuti multimediali già disponibili invece sulla piattaforma InnovaScuola.

Sono invece in fase di realizzazione progetti come Operazione Wifi, per cui 700 scuole, in una settimana, hanno già fatto richiesta del kit wifi per un access point, nonché l’uso di PEC ed sms per la convocazione dei supplenti: 500mila le caselle già attivate, per un sistema che dall’anno prossimo dovrà essere la norma. Firma e pagelle digitali inoltre a disposizione di tutti i dirigenti e le scuole che lo vorranno.

Brunetta precisa che ora è questione di volontà, visto che il capitale umano e gli strumenti ci sono, concludendo con appello un appello a Vendola per fargli da sponda. Obiettivo: fare in modo che la Regione Puglia sia tra quelle all’avanguardia, con la saturazione di questi progetti in tutte le scuole, a partire dal wifi.

Progetto Prenotazione on line

Carlo Benedetti presenta il “Progetto Prenotazione on line”, nato con il primo Bando e-Gov, portato avanti da 5 regioni – con la Regione Umbria come capofila – e giunto a conclusione a fine 2010 in linea con le indicazioni del Ministero in tema di CUP. L’idea del progetto è quello di realizzare una rete di CUP on line, facilitando la diffusione sul territorio di centri unici di prenotazione operanti a livello sovra-territoriale, per agevolare l’accesso alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale e ottimizzare l’allocazione delle risorse. Le componenti del sistema sono attualmente tutte completate e messe a disposizione di qualunque ente sia interessato a implementarle.

La necessità di un governo dell’innovazione in sanità

Tonino Pedicini porta l’esperienza di un IRCCS, un ospedale tematico in cui l’innovazione è portata avanti anche sul lato clinico da strutture di ricerca interne. L’ICT obbliga al cambiamento dei processi organizzativi, per realizzare il quale però è necessaria una struttura di governo dell’ente a cui sia riconosciuto il proprio ruolo di governo. Il vero nodo per un direttore generale diviene, dunque, armonizzare l’innovazione organizzativa con quella clinica. Per questo Pedicini promuove la creazione di un tavolo di coordinamento in ANCI che si occupi specificatamente di questo tema.

Progetto Prenotazione on line

Carlo Benedetti presenta il “Progetto Prenotazione on line”, nato con il primo Bando e-Gov, portato avanti da 5 regioni – con la Regione Umbria come capofila – e giunto a conclusione a fine 2010 in linea con le indicazioni del Ministero in tema di CUP. L’idea del progetto è quello di realizzare una rete di CUP on line, facilitando la diffusione sul territorio di centri unici di prenotazione operanti a livello sovra-territoriale, per agevolare l’accesso alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale e ottimizzare l’allocazione delle risorse. Le componenti del sistema sono attualmente tutte completate e messe a disposizione di qualunque ente sia interessato a implementarle.